Sfratto da casa, come si può prendere tempo o cercare di non uscire dall'appartamento

Casi e sistemi che permettono di ritardare lo sfratto da casa: tutto quello che si può fare per non lasciare casa forzatamente

Sfratto da casa, come si può prendere tempo o cercare di non uscire dall'appartamento

Esistono dei sistemi per prendere tempo per lo sfratto da casa?

Sì: se solitamente c’è chi non si fa trovare in casa dall’ufficiale giudiziario per ritardare la notifica del provvedimento, è possibile prendere tempo e cercare di non lasciare casa o presentando opposizione allo sfratto o pagando parte del debito, e non solo.

 

Lo sfratto da casa scatta quando non si paga l’affitto in maniera regolare e per un periodo non proprio breve ma non è una procedura rapida: per arrivare allo sfratto esecutivo ci vogliono anche mesi e nonostante questo lungo periodo, l’inquilino che continua a non regolarizzare la propria posizione non provvedendo al pagamento delle somme dovute cerca sempre di prendere tempo per non uscire dall’appartamento. Come si può prendere tempo o cercare di non lasciare la casa?

Come funziona la procedura di sfratto

La procedura di sfratto prevede diversi passaggi prima di arrivare all’atto dello sfratto esecutivo e forzato: quando, infatti, un inquilino inizia a non pagare regolarmente il canone di affitto che gli compete (serve un ritardo di almeno 20 giorni per il pagamento di una mese, il padrone di casa può rivolgersi al giudice che prima notifica all’inquilino tramite ufficiale giudiziario di pagare quanto dovuto. Se l’inquilino non provvede al pagamento, allora gli viene recapitato un decreto ingiuntivo prima e un atto di precetto dopo.

Tra l’uno e l’altro passa molto tempo che l’inquilino ha a disposizione per pagare. Se paga quanto dovuto il procedimento di sfratto immediatamente si blocca altrimenti va avanti. Dopo i passaggi appena riportati, il giudice emette il provvedimento di sfratto esecutivo che contiene l’ordine per l'inquilino di lasciare l’appartamento entro un determinato termine stabilito dallo stesso giudice e questo passaggio rappresenta il titolo esecutivo.

Tocca all’ufficiale giudiziario portare all’inquilino moroso la notifica di provvedimento di sfratto. Se l’inquilino non lascia l’appartamento in maniera spontanea l’appartamento entro il termine stabilito dal giudice allora scatta l’azione esecutiva forzata che permette al proprietario di riprendersi la casa.
 

Come prendere tempo dopo sfratto da casa e cercare di non lasciare casa

Una volta notificato lo sfratto per morosità è bene sapere che il provvedimento non può essere bloccato in alcun modo e non prevede agevolazioni e sconti per nessuno. Lo sfratto sussiste anche nei casi in cui in famiglia vi sia un disabile o in presenza di minorenni, con alcune deroghe per queste categorie di persone.

C’è chi per prendere tempo e non lasciare l’appartamento non si fa puntualmente trovare in casa dall’ufficiale giudiziario in modo da ritardare la consegna della notifica di sfratto ma prima o poi l’ufficiale giudiziario riesce a lasciare il provvedimento.

Le migliori alternative per ritardare lo sfratto da casa e prendere tempo prima di lasciare l’appartamento sono:

  1. pagare solo una parte del debito in modo da far sussistere i presupposti previsti per lo sfratto esecutivo;
  2. versare l'importo dell'affitto dovuto prima della data di udienza prevista dall'atto di citazione e dimosrare l'avvenuto pagamento al giudice;
  3. pagare quanto dovuto di mancato pagamento dell'affitto con interessi e spese processuali e in tal caso il giudice rigetta la richiesta di sfratto e chiude il procedimento;
  4. chiedere al giudice 90 giorni di tempo, grazie al cosiddetto termine di garanzia, per trovare i soldi per pagare arretrati, interessi e spese processuali;
  5. presentare opposizione al provvedimento di sfratto e in tal caso il procedimento viene sospeso solo se l’opposizione è effettivamente fondata su una prova oggettiva e grave.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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