Si devono segnalare i quasi infortuni al lavoro (i near-miss) o non è obbligatorio secondo leggi sicurezza

L'aspetto rilevante da non perdere di vista ai fine della segnalazione è l'associazione tra near-miss e ambiente di lavoro o comunque a esso correlato.

Si devono segnalare i quasi infortuni al

Quasi infortuni sul lavoro: vanno sempre segnalati?

Secondo il Testo Unico in materia, i lavoratori devono segnalare qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengono a conoscenza. Nel farlo occorre essere più precisi e circostanziati possibili.

La definizione di near-miss è quella che identifica un quasi infortunio. Quello ciò che non può definirsi completamente tale, ma che lo sarebbe facilmente diventato se non fosse avvenuto un fatto casuale. Possiamo quindi riferirci ai near-miss anche come ai mancati infortuni.

La loro importanza nel mondo del lavoro non va sottovalutata perché entrano in gioco altri importanti istituti come la possibilità di assentarsi per infortunio o per malattia così come l'opzione di chiedere un risarcimento. In tutti i casi, infortunio o quasi infortunio, è indispensabile che il lavoratore possa comportarsi con la massima libertà e trasparenza possibile.

Detto in altri modi significa che non deve essere oggetto di ritorsioni dirette o indirette da parte del datore o di un collega per via della propria segnalazione. Allo stesso tempo deve essere possibile l'inserimento del nominativo del lavoratore su base volontaria in modo che possa essere eventualmente tutelato l'anonimato della segnalazione.

Anzi, è consigliabile giocare d'anticipo e dunque definire in maniera più efficace il profilo di rischio dell'ambiente di lavoro e coinvolgere in maniera attiva i dipendenti tramite la segnalazione. Entriamo quindi nel dettaglio delle disposizioni adesso in vigore per esaminare

  • Quasi infortuni sul lavoro: vanno sempre segnalati o no
  • La difficoltà di riconoscimento dei near-miss secondo leggi sicurezza

Quasi infortuni sul lavoro: vanno sempre segnalati o no

L'aspetto rilevante da non perdere di vista è l'associazione tra near-miss e ambiente di lavoro o comunque a esso correlato. L'importante, affinché possa rientrare in questa categoria, è che non sia avvenuto un infortunio vero e proprio ovvero un danno alla salute e né tantomeno la morte.

Ma sarebbe comunque potuta potenzialmente accadere. Si tratta di una situazione accomuna tutti i contesti ovvero i vari Contratti collettivi nazionali di lavoro di riferimento tra terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici

Esiste dunque l'obbligo di segnalare tutti i near-miss? La risposta è affermativa ed è messa nero su bianco dal Testo Unico in materia, secondo cui i lavoratori devono segnalare qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengono a conoscenza.

Nel farlo occorre essere più precisi e circostanziati possibili e dunque nel documento occorre indicare il nome dell'azienda, il numero del report, il reparto in cui si è verificato l'evento, la data e l'ora, il luogo in cui si è avvenuto il near-miss, la descrizione dell'evento e del potenziale rischio, le possibili cause, le eventuali misure preventive disponibili.

La difficoltà di riconoscimento dei near-miss secondo leggi sicurezza

Da un punto di vista puramente statistico, è evidente come i quasi infortuni siano più numerosi degli infortuni veri e propri. Tuttavia vanno trattati con la medesima attenzione per via dei potenziali rischi, quasi come se si trattasse di campanelli d'allarme.

L'aspetto da considerare è anche un altro ovvero la difficoltà a capire quali siano realmente tutti i near-miss perché non tutti gli scampati pericoli possono in realtà essere considerati tali. Come dire, non è sufficiente parla di potenzialità ma è indispensabile un'attenta valutazione prima che l'evento possa considerarsi un near-miss.

In pratica bisogna tenere conto di eventuali carenze strutturali, organizzative e tecniche, del mancato rispetto di prescrizioni o di procedure di lavoro, della messa in atto di comportamenti pericolosi da parte dello stesso lavoratore coinvolto nel near-miss.

In ogni caso ci sono step ben precisi per gestire il mancato o quasi infortunio. Si va dalla segnalazione del quasi incidente alla valutazione e analisi dell'evento, dalla ricerca delle soluzioni da applicare nell'immediato alla individuazione di soluzioni definitive fino ad arrivare all'applicazione di azioni correttive e preventive e alla verifica con controllo periodico.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il