Si devono sempre stampare le fatture elettroniche o non è obbligatorio secondo Agenzia Entrate 2021

Si devono sempre stampare le fatture elettroniche o non è obbligatorio secondo Agenzia Entrate 2021

Si devono sempre stampare le fatture ele

Fatture elettroniche, vanno stampate o no?

Lavoratori autonomi e liberi professionisti dotati di partita Iva, ma anche aziende e piccole e medie imprese non sono chiamati a stampare o conservare il documento fiscale. Non ci sono evidentemente problemi di visualizzazione perché la trasmissione via web permette di predisporre una fattura elettronica nel formato XML e di poterla trasformare in un formato leggibile.

Non c'è ancora l'obbligo per tutte le partite Iva di utilizzare la fatturazione elettronica, ma l'indirizzo è esattamente questo. A oggi ci sono poche eccezioni, ma l'intenzione del governo e dell'Agenzia delle entrate è di fare sparire definitivamente la modalità cartacea.

Come accade tutte le volte che c'è di mezzo un cambiamento, ci sono diverse incertezze con cui fare i conti, ad esempio se sia necessario o meno stampare le fatture elettroniche. La smaterializzazione da un giorno all'altro della procedura rischia infatti di provocare disorientamento e incertezze.

Vediamo quindi cosa hanno previsto le disposizioni per il 2021, ma soprattutto quali sono le norme per il 2021 alla luce dei continui aggiornamenti in materia da parte dell'Agenzia delle entrate:

  • Fatture elettroniche, vanno stampate o no nel 2021
  • Rivoluzione fatture elettroniche per l'Agenzia entrate

Fatture elettroniche, vanno stampate o no nel 2021

Ci sono diverse ragioni alla base della passaggio alla fatturazione elettronica, tra cui il contrasto a forme di evasione fiscale e l'alleggerimento burocratico a carico del contribuente e dell'Agenzia delle entrate. Anche in relazione ai documenti cartacei da gestire.

Ecco quindi che la stampa della fattura elettronica andrebbe in evidente contrasto con la natura di questo strumento. Non solo, ma le caratteristiche digitali ovvero il formato XML ne assicura l'integrità ai fini legali. Lavoratori autonomi e liberi professionisti dotati di partita Iva, ma anche aziende e piccole e medie imprese non sono chiamati a stampare o conservare il documento fiscale.

Non ci sono evidentemente problemi di visualizzazione perché la trasmissione via web permette di predisporre una fattura elettronica nel formato XML e di poterla trasformare in un formato leggibile. Dopodiché la stessa fattura può essere ricontrollata, modificata, salvata sul proprio Pc e trasmessa al Sistema di interscambio.

Rivoluzione fatture elettroniche per l'Agenzia entrate

La rivoluzione nell'utilizzo delle fatture elettroniche è dimostrata anche dalle modalità di trasmissione.

Per l'invio al Sistema di interscambio del file XML della fattura elettronica occorre infatti utilizzare un servizio online presente nel portale Fatture e Corrispettivi che consente l'upload del file XML preventivamente predisposto e salvato sul proprio pc.

Ma può essere utilizzata la procedura web ovvero l'app Fatturae messe a disposizione gratuitamente dall'Agenzia delle entrate. Via libera anche all'utilizzo della Posta elettronica certificata con la spedizione del file della fattura come allegato del messaggio di Pec.

Via libera quindi all'utilizzo di un canale telematico attivato con il Sistema di interscambio. In ogni caso per inviare una fattura elettronica è indispensabile che al suo interno sia presente l'indirizzo telematico che il cliente ha comunicato al fornitore.

Può essere un indirizzo di Posta elettronica certificato e in questo caso occorre compilare il campo della fattura Codice Destinatario con il valore 0000000 (sette volte zero) e il campo Pec Destinatario con l'indirizzo comunicato dal cliente. Deve essere quindi presente un codice alfanumerico di 7 cifre, in questa situazione è necessario compilare solo il campo della fattura Codice Destinatario con il codice comunicato dal cliente.

Da parte sua il Sistema di interscambio controlla che siano presenti almeno le informazioni minime obbligatorie previste per legge ovvero gli estremi identificativi del fornitore e del cliente, il numero e la data della fattura, la descrizione della natura, quantità e qualità del bene ceduto o del servizio prestato, l'imponibile, l'aliquota e l'Iva.

Non solo, ma verifica anche che i valori della partita Iva del fornitore e della partita Iva oppure del codice fiscale del cliente siano esistenti e dunque presenti nell'Anagrafe Tributaria. Infine, controlla l'inserimento in fattura dell'indirizzo telematico dove recapitare il file e che ci sia coerenza tra i valori dell'imponibile, dell'aliquota e dell'Iva.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il