Chiamare l’ambulanza è gratis ma non sempre: quali sono i casi in cui sono richiesti pagamenti per trasporto in ospedale con ambulanza
Quando si ha la necessità di chiamare un'ambulanza, ci si chiede spesso: si paga o il servizio è gratuito? In Italia, il trasporto in ambulanza gestito dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) tramite il numero di emergenza 118 è gratuito solo nei casi di emergenza effettiva, mentre in altre circostanze potrebbero esserci dei costi a carico dell’utente. La regolamentazione varia a livello regionale e può dipendere anche da particolari condizioni cliniche, tipologia di servizio richiesto e modalità di intervento.
Quando il trasporto in ambulanza è gratuito
Il trasporto sanitario su ambulanza è totalmente gratuito nei casi di urgenza ed emergenza sanitaria, quando la centrale operativa 118 accerta che il paziente necessita di un pronto intervento per situazioni che mettono concretamente a rischio la vita o la funzionalità di organi vitali. Questo avviene quando:
- Il paziente non è in grado di utilizzare altri mezzi per arrivare tempestivamente presso una struttura sanitaria;
- L’intervento è disposto e gestito dalla Centrale Operativa del 118;
- È in corso una emergenza effettiva, come traumi gravi, arresto cardiaco, incidenti con rischio, shock anafilattico, ictus, infarto, gravi crisi respiratorie o coma.
L'organizzazione e la copertura dei costi sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale o Regionale. Hanno diritto al trasporto gratuito anche alcune categorie di pazienti con bisogni assistenziali particolari, tra cui:
- Persone in regime di Assistenza Domiciliare Integrata o Programmata;
- Pazienti dializzati, trapiantati o con patologie oncologiche sottoposti a trattamenti specifici – ove previsto dalle norme regionali;
- Degenti non deambulanti appartenenti a categorie protette, come anziani residenti in RSA (Residenze Sanitarie Assistite) o in assistenza continuativa;
- Pazienti con invalidità civile al 100% con indennità di accompagnamento, in alcune regioni o previa documentazione idonea.
I casi in cui il trasporto in ambulanza è a pagamento
Il cittadino è tenuto a pagare il trasporto quando non sussistono condizioni di emergenza o non è impossibilitato a utilizzare altri mezzi. Le situazioni tipiche in cui l’ambulanza è a pagamento comprendono:
- La chiamata è effettuata senza una reale condizione di urgenza o emergenza;
- L’intervento non è stato disposto dalla Centrale Operativa 118 (ad esempio chiamata privata a un’associazione);
- Il paziente è in condizioni cliniche tali da raggiungere autonomamente l'ospedale o altra struttura;
- Non vi è stato successivo ricovero o accertamento ospedaliero dopo il trasporto;
- La chiamata deriva da sistemi di allarme automatico privi di effettiva urgenza e non tempestivamente annullati;
- L’intervento è richiesto per situazioni legate a consumo di alcool senza necessità di cure urgenti;
- La richiesta proviene dal paziente stesso dopo aver inizialmente rifiutato il trasporto nella medesima occasione;
- Trasporti programmati (dimissioni, trasferimenti tra strutture, visite programmate, esami diagnostici, ecc.);
- Assistenza sanitaria in occasione di attività ricreative a rischio (es. sport estremi), salvo diversa copertura assicurativa.
Ogni Regione può disciplinare autonomamente le modalità di compartecipazione alle spese e prevedere casi particolari di esenzione. Si consiglia di rivolgersi alla ASL di riferimento o di consultare i regolamenti regionali specifici.
Quanto costa chiamare un’ambulanza nel 2025: tariffe medie e fattori determinanti
In assenza di emergenza, il costo del servizio varia notevolmente in base a diverse variabili:
- Tariffe Regionali: ogni Regione stabilisce le proprie tariffe per i trasporti non urgenti tramite il proprio tariffario, spesso pubblicato sui siti delle Aziende Sanitarie Locali;
- Distanza percorsa: la tariffa finale include un costo fisso d’uscita (solitamente tra 20 e 30 euro) e una quota calcolata sui chilometri effettuati (ritorno incluso), mediamente tra 0,80 e 0,95 euro al km. Alcune associazioni arrivano a 1,50 – 2 euro/km se impiegano solo personale retribuito;
- Tipologia di assistenza richiesta: presenza di medico o infermiere a bordo può far salire il costo tra 150 e 300 euro in caso di infermiere e fino a 500 euro in caso di medico specialista per servizi prolungati;
- Tipologia di veicolo: taxi-sanitari (auto attrezzate) costano generalmente di meno – circa 0,50 euro/km per pazienti stabili e autosufficienti.
| Tipo servizio |
Costo Medio |
| Trasporto standard (entro 50 km, senza medico) |
100–150 € |
| Trasporto con medico a bordo |
250–300 € |
| Tariffa chilometrica (convenzionata) |
0,80–0,95 €/km |
| Taxi sanitario |
0,50 €/km |
La presenza di soste prolungate o particolari esigenze (notturni, festivi, lunghe attese) può comportare supplementi tra 15 e 40 euro l’ora. Prima di richiedere un servizio privato, è quindi consigliabile verificare il tariffario ed eventuali promozioni con l’associazione o l’ente prescelto.
FAQ: Domande frequenti sul pagamento del trasporto in ambulanza
- Chi decide se il trasporto è gratuito?
La valutazione spetta alla centrale operativa 118 e/o alla struttura sanitaria, sulla base delle condizioni cliniche e della normativa regionale vigente.
- Quali sono i documenti da presentare per ottenere l’esenzione?
Certificato di invalidità, prescrizione medica, programmazione di assistenza domiciliare integrata, certificazione per patologie gravi o condizioni particolari laddove previste.
- Chi paga l’ambulanza privata?
Il cittadino o la famiglia, salvo rari casi di convenzioni o contributi previsti da enti locali o assicurazioni private.
- Il prezzo varia tra pubblico e privato?
Sì, le tariffe delle ambulanze private sono generalmente più alte perché liberamente stabilite dal fornitore