Si possono vendere oggetti fatti da sč senza partita iva o aprire societą

Condizioni per vendere oggetti fatti da sé senza partita Iva e societą e quando diventa obbligatoria partita Iva: regole previste

Si possono vendere oggetti fatti da sč senza partita iva o aprire societą

Si possono vendere oggetti fatti da sč senza partita iva?

Stando a quanto previsto dalle regole in vigore, si possono vendere oggetti fatti da sé senza partita Iva o senza aprire una società ma solo se si tratta di vendite occasionali e solo se il volume d’affari netto derivante dalla vendita dei prodotti e degli oggetti fatti da sè non supera i 5.000 euro all’anno.

Fare oggetti fai da te e venderli in mercatini o online: è sempre più crescente il numero di coloro che si dedicano a tali attività ma la domanda ricorrente è se chi realizza oggetti fai da te in casa grazie alla propria inventiva, creatività e anche necessità di guadagnare qualche soldino possa venderli e basta o per venderli abbia bisogna necessariamente di aprire una partita Iva. Vediamo quali sono le regole da rispettare per vendere oggetti fatti da sé.

  • Vedere oggetti fatti da sé senza partita iva o aprire società
  • Quando è obbligatorio aprire partita Iva per vendita oggetti fatti da sè

Vedere oggetti fatti da sé senza partita iva o aprire società

Quando si realizzano oggetti fai da te, di ogni genere, con l’intenzione di venderli, o direttamente online tramite i canali che si scelgono, dai contatti Facebook a siti web appositi, in maniera del tutto autonoma, o tramite specifici siti web di vendita oggetti, è bene conoscere cosa prevedono le norme attualmente in vigore in merito.

Stando a quanto previsto dalle regole in vigore, per la vendita occasionale di oggetti fatti da sé non è sempre necessario e obbligatorio aprire una partita Iva o una società. Se, infatti, il volume d’affari netto derivante dalla vendita dei prodotti e degli oggetti fatti da sè non supera i 5.000 euro all’anno, si può effettuare la vendita al pubblico senza partita Iva.

Se, invece, il volume di vendita al netto delle spese supera i 5mila euro annui, allora diventa obbligatorio aprire una partita Iva. Per vendere prodotti artigianali fatti in casa solitamente si sceglie il web: tramite, per esempio, la propria pagina Facebook o Instagram, o tramite siti intermediari le vendite online sono molto semplici (basta infatti pubblicizzare il prodotto realizzato e metterlo in vendita), non richiedono costi e possono rivelarsi molto proficue.

Diverso è, invece, se si decide di aprire un negozio online: per l’apertura di un ecommerce è richiesta necessariamente l’apertura di una partita Iva da indicare nelle note legali e sono preiste ulteriori spese, come realizzazione grafica, codice per la gestione degli ordini, ecc.

Anche i mercatini sono un’ottima soluzione di vendita dei prodotti fai da te: non richiedono, infatti, commissioni da pagare e basta solo compilare un’autocertificazione dove si dichiara che la vendita è occasionale e il volume d’affari annuo non supera i 5.000 euro, e che deve essere vidimata dal Comune in cui si svolge il mercatino.

Quando è obbligatorio aprire partita Iva per vendita oggetti fatti da sè

Aprire una partita Iva o una società per la vendita di oggetti realizzati in casa non è, dunque, obbligatorio se si rispettano le condizioni sopra riportate, altrimenti diventa necessario aprire una Partita Iva. In particolare, diventa obbligatorio aprire una partita Iva per la vendita oggetti fatti da sé quando:

  • l’attività di vendita dei prodotti realizzati non è più occasionale;
  • quando il volume d’affari annuo supera i 5mila euro.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Ultime Notizie