Si può andare prima in pensione pagando i contributi? Come fare concretamente nel 2021

Si può andare prima in pensione pagando i contributi? Come fare concretamente nel 2021

Si può andare prima in pensione pagando

Si può andare prima in pensione pagando i contributi?

Andare prima in pensione pagando i contributi non è, generalmente, possibile, perché non si possono pagare in anticipo contributi per la pensione per periodi di lavoro futuri. Ma stando a quanto previsto dalle norme in vigore, per andare prima in pensione concretamente nel 2021 pagando i contributi, le strade che si possono scegliere, solo ed esclusivamente relativamente al pagamento di contributi per periodi di lavoro passati scoperti e non per periodi futuri di lavoro, sono o il versamento volontario dei contributi o il riscatto di periodi scoperti da contribuzione.
 

Si può andare prima in pensione pagando i contributi? Sono diversi i sistemi attualmente disponibili che permettono di andare in pensione prima, forme pensionistiche destinate in alcuni casi ad esaurirsi entro fine anno, ma che ancora fino al 31 dicembre 2021 consentono di anticipare il momento dell’uscita rispetto ai normali requisiti richiesti per andare in pensione.

Stando alle norme in vigore, per andare in pensione di vecchiaia bisogna raggiungere 67 anni di età e maturare almeno 20 anni di contributi, per la pensione anticipata, invece, il requisito da maturare è di 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e di 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne indipendentemente dal requisito anagrafico. Vediamo se è possibile e come fare concretamente ad andare in pensione prima pagando i contributi.

  • Andare in pensione prima pagando i contributi è possibile o no
  • Come fare concretamente nel 2021 ad andare in pensione prima pagando i contributi

Andare in pensione prima pagando i contributi è possibile o no

Andare prima in pensione pagando i contributi non è, generalmente, permesso. Se, per esempio, a 50 anni una persona decide di voler andare in pensione, non ha la possibilità, per legge, di pagare in maniera anticipata tutti i contributi mancanti al perfezionamento del requisito contributivo per andare in pensione, qualsiasi sia la forma pensionistica prescelta per la pensione.

Le norme in vigore permettono, infatti, di pagare i contributi volontarii, ma non per anticipare la pensione futura. Il versamento dei contributi volontari vale, infatti, per coprire per periodi di lavoro, passati o presenti, non coperti da contribuzione ma non si può ricorrere al versamento volontario dei contributi per anticipare i futuri versamenti.

Dunque, andare prima in pensione pagando i contributi futuri non è possibile ma pagando i contributi mancanti relativi a periodi di lavoro passati scoperti sì e questa possibilità può permettere a diverse persone di andare in pensione prima.

Come fare concretamente nel 2021 ad andare in pensione prima pagando i contributi

Per andare prima in pensione concretamente nel 2021 pagando i contributi le strade che si possono scegliere, sempre relativamente al pagamento di contributi per periodi di lavoro passati scoperti e non per periodi futuri di lavoro, sono due: 

  • tramite, come detto, versamento dei contributi voolontari, e in tal caso, secondo la legge in vigore, è necessario soddisfare precisi requisiti che sono aver maturato almeno 5 anni di contributi, 3 dei quali nell’ultimo quinquennio;
  • tramite riscatto dei contributi, per periodi non coperti da contribuzione e raggiungere così prima la pensione ma considerando che si possono riscattare solo determinati periodi.

In particolare, i periodi che si possono riscattare pagando i contributi sono:

  • corso legale di laurea;
  • astensione facoltativa per maternità al di fuori del rapporto di lavoro;
  • lavoro prestato all’estero in Paesi non convenzionati;
  • anni di praticantato effettuati dai Promotori finanziari;
  • periodi di lavoro svolto con contratto part-time;
  • attività prestata con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per periodi precedenti al primo aprile 1996;
  • periodi di lavoro socialmente utili per la copertura delle settimane utili per il calcolo della misura delle pensioni;
  • periodi non lavorati e privi di contribuzione previsti da specifiche disposizioni di legge e comunque successivi al 31 dicembre 1996;
  • ulteriori periodi di riscatto previsti da specifiche disposizioni di legge.


 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il