Si può contestare una decurtazione del reddito di cittadinanza nel 2020-2021 o non si può fare

Non è mai possibile contestare una eventuale decurtazione del reddito di cittadinanza: requisiti e condizioni per beneficiare del sussidio e quando viene decurtato

Si può contestare una decurtazione del r

Si può contestare una decurtazione 2020-2021 del reddito di cittadinanza?

Stando a quanto previsto, non è mai possibile contestare una eventuale decurtazione del reddito di cittadinanza. L’importo inizialmente calcolato per il singolo precettore del sussidio può essere decurtato, fino anche ad essere azzerato, dall’Inps se vengono meno requisiti e condizioni per poter ricevere il beneficio.

Il reddito di cittadinanza, come ormai ben noto, viene erogato solo a condizione si soddisfare determinati requisiti e condizioni e se tali condizioni non vengono sempre rispettate nel periodo in cui si usufruisce del beneficio si corrono rischi di decurtazioni fino alla decadenza dello stesso reddito di cittadinanza. Ma si può contestare una decurtazione del reddito di cittadinanza 2020-2021?

  • Si può contestare una decurtazione 2020-2021 del reddito di cittadinanza o no
  • Quando viene decurtato e decade il reddito di cittadinanza 
  • Requisiti e condizioni per reddito di cittadinanza 2020-2021

Si può contestare una decurtazione del reddito di cittadinanza o no

Stando a quanto previsto, non è mai possibile contestare una eventuale decurtazione del reddito di cittadinanza. L’importo inizialmente calcolato per il singolo precettore del sussidio può essere decurtato, fino anche ad essere azzerato, dall’Inps se vengono meno requisiti e condizioni per poter ricevere il beneficio.

E quando la decurtazione avviene, l’Inps non avvisa, né tanto meno ha l’obbligo per legge di farlo, il precettore del reddito di cittadinanza della riduzione applicata. Il soggetto interessato, infatti, scopre il ricalcolo, ridotto, di quanto spettante di reddito di cittadinanza solo al momento dell’accredito della somma sulla relativa carta del RdC.

Quando viene decurtato e decade il reddito di cittadinanza

Per beneficiare del reddito di cittadinanza bisogna soddisfare determinati requisiti e rispettare condizioni specifiche e chi non le rispetta rischia la decurtazione e la perdita totale del beneficio. Chi, per esempio, non si è presentato agli appuntamenti fissati dal Centro per l’Impiego per la firma del Patto per il Lavoro, chi ha rinunciato a più di due offerte di lavoro, ecc, rischia la decurtazione del reddito di cittadinanza e non vi si può opporre in alcun modo.  

Si perde, invece, del tutto il diritto a percepire il reddito di cittadinanza nei casi in cui:

  • non si sottoscrive nei tempi previsti la DID- Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, il Patto per il lavoro oppure il Patto per l’inclusione sociale;
  • non si partecipa alle iniziative formative o di ricerca attiva del lavoro;
  • non accetta le tre offerte di lavoro congrue;
  • non si effettuano le comunicazioni previste in caso di variazioni di lavoro o del nucleo familiare e non si presenta l’Isee aggiornato.

I beneficiari del reddito di cittadinanza, infatti, hanno l’obbligo di comunicare all’Inps entro 15 giorni ogni variazione che comporti la perdita dei requisiti economici, relativi a reddito, patrimonio immobiliare o possesso di beni. 

Requisiti e condizioni per reddito di cittadinanza 2020-2021

Requisiti e condizioni per poter presentare domanda per avere il reddito di cittadinanza 2020-2021 sono i seguenti:

  • avere un Isee 9.360 euro;
  • essere un cittadino italiano, di uno stato Ue o extra Ue con permesso di soggiorno di lungo periodo con la residenza in Italia per almeno 10 anni di cui gli ultimi due senza interruzioni;
  • avere un patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro, che può essere aumentato in base al numero dei componenti del nucleo familiare (fino a 10.000 euro e 1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) e in caso di eventuali disabilità (7.500 euro in più);
  • avere un patrimonio immobiliare entro i 30.000 euro, escludendo la prima casa;
  • avere un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza;
  • non essere intestatari di autoveicoli immatricolati negli ultimi sei mesi che salgono a 2 anni se superiori a 1600 cc. o moto di cilindrata superiore a 250 cc;
  • sottoscrivere in maniera obbligatoria il Patto per il Lavoro presso Centri per l’impiego.
     

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il