Si può controllare dove si trova un dipendente in smart working effettivamente

Prima di sapere se il datore può controllare dove si trova un dipendente in smart working occorre ricordare il principio di base che regola questa forma di lavoro.

Si può controllare dove si trova un dipe

Smart working, il datore può controllare dove si trova un dipendente o no?

L'azienda può controllare gli strumenti di lavoro utilizzati dal dipendente nella fase di esecuzione delle proprie attività. Ma solo se lo ha preventivamente informato e dunque non si tratti di un'azione effettuata di nascosto. Il concetto chiave è quindi quello di strumento di lavoro perché è quindi su questo versante che, eventualmente, il datore può fare controlli.

Si dice che lavorando da casa, il personale si sente più responsabilizzato dal proprio datore poiché il rapporto di lavoro non è monitorato da vicino e viene concesso un certo grado di autonomia per portare avanti i propri compiti.

I dipendenti in smart working possono anche sentirsi più contenti e appagati di sviluppare una routine di lavoro a casa più adatta a loro e questa condizione può contribuire a farli sentire più motivati a dare il meglio.

Definite le regole sul lavoro a distanza, resta però da capire un punto: il datore può controllare dove si trova un dipendente in smart working? Può insomma geolocalizzarlo per conoscere l'esatta posizione.

Come sappiamo, esistono numerosi modi e strumenti per sapere dove si trova un lavoratore e dunque dove sta esercitando la propria attività. E non ci riferiamo solo alla località ovvero alla città, ma anche all'ambiente attorno. Ad esempio se quello domestico o meno. Esaminiamo cosa prevedono le normative in vigore e dunque

  • Smart working, il datore può controllare dove si trova un dipendente o no
  • Oltre l'attività di controllo del lavoro in modalità di smart working

Smart working, il datore può controllare dove si trova un dipendente o no

Prima di sapere se il datore può controllare dove si trova un dipendente in smart working occorre ricordare il principio di base che regola questa forma di lavoro. Il dipendente ha la massima libertà nella scelta dei tempi e del luogo dove esercitare le proprie mansioni.

Appare quindi chiaro come a contare è il risultato finale prima ancora delle modalità di svolgimento. Tuttavia l'ampio margine di azione concesso al dipendente non va confuso con il lavoro autonomi. In buona sostanza, il lavoratore resta sempre una figura subordinata rispetto al proprio capo.

Da qui i dubbi sulla legittimità o meno dei controlli della posizione del lavoratore in smart working. Ebbene, norme alla mano, l'azienda può controllare gli strumenti di lavoro utilizzati dal dipendente nella fase di esecuzione delle proprie attività.

Ma solo se lo ha preventivamente informato e dunque non si tratti di un'azione effettuata di nascosto. Il concetto chiave è quindi quello di strumento di lavoro perché è quindi su questo versante che, eventualmente, il datore può fare controlli.

Rientrano anche pc e smartphone? Secondo l'Ispettorato del lavoro, nella definizione di strumenti di lavoro rientrano tutti quelli che costituiscono il mezzo indispensabile al lavoratore per adempiere la prestazione lavorativa dedotta in contratto, e che per tali finalità siano stati posti in uso e messi a sua disposizione. Di conseguenza occorre verificare caso per caso in base all'attività esercitata.

Oltre l'attività di controllo del lavoro in modalità di smart working

Come andare al di là dell'attività di controllo in fase di smart working? Con una politica aziendale basata sulla formazione e la pedagogia.

In fondo bastano semplice accorgimenti, come visitare i dipendenti e assicurarsi che abbiano un buon spazio di lavoro, con una scrivania e una sedia ergonomica in grado di garantire una postura sia corretta. Ma anche mantenendo viva la comunicazione con l'organizzazione di periodiche riunioni faccia a faccia accanto a quelle virtuali.

Anche il riconoscimento è una motivazione positiva per cui è sempre utile sottolineare il buon lavoro svolto. Per i dipendenti che possono sentirsi isolati e perdere l'interazione sociale si potrebbe anche impostare un servizio di messaggistica istantanea che supporti la comunicazione in tempo reale con gli altri colleghi nell'azienda. Lo smart working consente una maggiore agilità e flessibilità nelle modalità di lavoro.

Non più legati a un ufficio, i dipendenti potrebbero trovarsi in una posizione migliore e maggiormente disposti a lavorare in orari flessibili, come all'inizio o nel corso della giornata o anche nei fine settimana. Questo può aiutare a soddisfare determinate esigenze aziendali.

Per via di un minor numero di interruzioni, che normalmente si verificherebbero in un ambiente d'ufficio, la produttività potrebbe crescere. Lavorare da casa consente di fruire di un ambiente più silenzioso che può facilitare maggiore concentrazione.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il