Si può correggere una fattura sbagliata già pagata o no

La partita Iva è lo strumento fiscale con cui lavoratori autonomi, professionisti e imprese si obbligano a compiere un servizio, ma cosa succede se sbagliano la fattura?

Si può correggere una fattura sbagliata

Fattura sbagliata già pagata, si può correggere o no?

Sì, la fattura sbagliata nella compilazione si può correggere, anche se l'errore è riferito all'importo ed è già stato pagato. Per farlo occorre produrre una nota di credito per stornare in tutto in parte gli importi fatturati.

Gestire una partita Iva significa mettere in conto una serie più o meno lunga di adempimenti burocratici da gestire con la massima attenzione. Anche perché eventuali errori possono essere pagati a caro prezzo.

Ecco perché diventa fondamentale sapere se è possibile ed eventualmente come fare a correggere una fattura sbagliata già pagata.

La partita Iva è lo strumento fiscale con cui lavoratori autonomi, professionisti e imprese si obbligano a compiere - ai sensi del codice civile - verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.

Dal 2019 possono accedere al regime forfettario, che prevede l'applicazione di un'aliquota unica al 15%, le persone fisiche che svolgono attività d'impresa, arti o professioni con ricavi o compensi fino a 65.000 euro all'anno.

Non può però accedere chi è un soggetto non residente, chi effettua in via esclusiva o prevalente cessioni di fabbricati, terreni edificabili o mezzi di trasporto nuovi, chi partecipa a società di persone, associazioni, imprese familiari, oppure controlla srl o associazioni in partecipazione che esercitano attività riconducibili a quelle del forfait, chi si avvale di regimi speciali Iva o regimi di determinazione del reddito, chi svolge l'attività prevalentemente nei confronti del datore di lavoro attuale (o di chi lo è stato nei due periodi d'imposta precedenti) o di un soggetto a esso riconducibile.

Ma che sia forfettario o >cambia poco in termini di correzione della fattura. Approfondiamo quindi

  • Fattura sbagliata già pagata, si può correggere o no
  • Altri casi di fattura sbagliata

Fattura sbagliata già pagata, si può correggere o no

La fattura sbagliata nella compilazione si può correggere, anche se l'errore è riferito all'importo ed è già stato pagato. Per farlo occorre produrre una nota di credito per stornare in tutto in parte gli importi fatturati.

Dal punto di vista terminologico, se la modifica da effettuare riguarda la riduzione dell'imponibile della fattura si parla di nota di credito.

Ma se c'è in ballo un aumento dell'imponibile e dell'imposta si parla di nota di debito. In realtà questo strumento è utilizzato anche per la correzione di altri errori, ad esempio in caso di sbagli nel calcolo dell'imposta, nella base imponibile o nell'applicazione dell'aliquota Iva.

La correzione dell'errore non deve però portare con sé nuovi sbagli. In tutte le note di credito occorre quindi indicare il riferimento alla fattura originale per poi registrarla nei registri Iva e nel libro giornale. In pratica devono essere sempre presenti le informazioni relative alla fattura di riferimento, l'indicazione della modifica in oggetto e della rispettiva imposta, data e numero del documento in questione.

Sul versante tempistiche, nel caso di emissione di una fattura con importo superiore a quanto dovuto, per il fisco non è obbligatoria la nota di credito poiché l'erario non subisce alcun danno. Ma se le note di debito rappresentano un aumento di imposta, l'impresa è obbligata ad emetterle e per il fisco si tratta un entrata tributaria. Di conseguenza non sono applicati limiti di tempo.

Altri casi di fattura sbagliata

Da un caso all'altro, gli errori in fattura da parte del lavoratore intestatario di una partita Iva possono essere anche di altro tipo. In linea di massima si distinguono due categorie.

Ci sono gli errori nella parte numerica ovvero l'indicazione dei beni o servizi venduti o erogati, il calcolo dell'imponibile, dell'imposta Iva e del totale della fattura. E poi - non meno importanti dal punto di vista procedurale - ci sono gli errori nella parte descrittiva e dunque i dati della società emittente, del cliente, la partita Iva, la data e il numero di emissione della fattura.

All'interno di questa doppia opzione può capitare di aver emesso la fattura errata ma è ancora in proprio possesso, inviato la fattura, ricevuto la fattura senza possibilità di stralciarla, registrato la fattura due volte.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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