Si può emettere nota di credito se fattura è già stata pagata e i limiti di tempo previsti

Il documento semplificato della nota di credito contiene la data di emissione, il numero progressivo che la identifica in modo univoco, i dati identificativi dei soggetti.

Si può emettere nota di credito se fattu

Nota di credito, si può emettere con fattura pagata?

Consentito emettere la nota di credito solo se la fattura risulta emessa, anche se è stata pagata. Alcune delle ragioni ricorrenti sono la fattura errata, ad esempi per gli importi, la data di emissione, i dati del cliente, ma solo entro l'anno di emissione. Via libera anche per risoluzione del contratto oppure se la fattura non è stata pagata oppure solo parzialmente.

Tutte le volte che in seguito all'emissione o alla registrazione di una fattura l'ammontare della base imponibile o quello dell'imposta aumenta o diminuisce rispetto a quanto fatturato in origine, occorre effettuare la variazione.

Può essere in aumento e si parla di nota di debito oppure in diminuzione e si parla di nota di credito. Quest'ultima riguarda un'operazione per la quale sia stata emessa fattura, successivamente alla registrazione, viene meno in tutto o in parte o se ne riduce l'ammontare l'imponibile. Oppure in caso di rettifica di inesattezze della fatturazione. Esaminiamo quindi:

  • Nota di credito, si può emettere con fattura pagata o no
  • Casi particolari emissione nota di credito

Nota di credito, si può emettere con fattura pagata o no

Il documento semplificato della nota di credito contiene la data di emissione, il numero progressivo che la identifica in modo univoco, i dati identificativi dei soggetti fra cui è effettuata l'operazione, la partita Iva del soggetto cedente o prestatore, la descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi, l'ammontare della variazione e della relativa imposta, il riferimento alla fattura rettificata e le indicazioni specifiche che vengono modificate.

Nel documento ordinario c'è invece spazio per tutte le informazioni della fattura semplificata, a cui aggiungere la partita Iva del soggetto cessionario o committente e l'indicazione delle singole operazioni tra imponibile e aliquota comprese nella fattura.

Infine occorre prestare attenzione al numero progressivo diverso da quello previsto per le fatture emesse al fine di non interrompere la cronologia regolare.

Norme alla mano è consentito emettere la nota di credito solo se la fattura risulta emessa, anche se è stata pagata. Alcune delle ragioni ricorrenti sono la fattura errata, ad esempi per gli importi, la data di emissione, i dati del cliente, ma solo entro l'anno di emissione. Via libera anche per risoluzione del contratto oppure se la fattura non è stata pagata oppure solo parzialmente.

Nel caso di nota di debito ovvero di variazioni in aumento, possono essere numerate autonomamente o seguire l'ordine progressivo di numerazione delle fatture emesse. Devono comunque essere rispettati i termini previsti per la fatturazione attiva.

Obblighi del prestatore sono l'emissione della fattura nota di debito, l'inserimento nel registro delle vendite, la consegna o spedizione del documento alla controparte. Al committente spettano gli obblighi di annotazione nel registro degli acquisti della nota di debito. Ma anche l'emissione di una nota di credito se preventivamente concordato con il prestatore.

Casi particolari emissione nota di credito

In caso di cessione pro soluto del credito, solo il cedente o prestatore originario è legittimato a emettere note di variazione in diminuzione e non anche il soggetto terzo.

In caso di sconti e servizi promozionali, costituiscono una riduzione del prezzo che legittima la procedura di variazione in diminuzione, salvo che lo sconto non sia già esposto direttamente nella fattura.

Per quanto riguarda importazioni ed esportazioni, la nota di debito è obbligatoria, va ad aumentare il plafond dell'anno in cui è stata emessa, non più tardi dell'anno successivo a quella in cui ha avuto origine l'operazione principale. La nota di credito è facoltativa e se anche non è emessa riduce l'ammontare del plafond disponibile.

Secondo una risoluzione dell'Agenzia delle entrate, le variazioni possono essere effettuate senza limiti temporali, anche se il diritto alla detrazione dell'imposta può essere esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui si verifica il presupposto per operare la variazione in diminuzione.

E ancora: Il diritto alla detrazione dell'imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l'imposta diviene esigibile ed è esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa all'anno in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il