Si può non essere assunti per un tatuaggio secondo leggi 2021?

I datori di lavoro a volte stabiliscono regole relative all'aspetto dei propri dipendenti sul posto di lavoro.

Si può non essere assunti per un tatuagg

Tatuaggi, il datore può non assumere?

Nella maggior parte dei casi no anche se ciascuna azienda agisce privatamente e può decidere in autonomia chi assumere e chi escludere. Fanno eccezione i militari ovvero i sovrintendenti impiegati in diversi settori che svolgono compiti di polizia e indossano l'uniforme in quanto non è loro consentito avere tatuaggi o piercing inopportuni.

Un tatuaggio è per sempre poiché, al netto di complicati interventi di rimozione, il disegno sulla pelle è indelebile. E si sa, sul posto di lavoro, l'aspetto è importante. Questo è il motivo per cui alcuni datori di lavoro impongono codici di abbigliamento o introducono divise per tutti i dipendenti. Ma possono rifiutare di assumere qualcuno semplicemente perché ha un tatuaggio? Rispetto al passato i tempi sono profondamente cambiati e i tatuaggi sono simbolo di modernità e di creatività.

Non è un caso che anche i giovanissimi decidono di farsi tatuare un parte del corpo con disegni di dimensioni e colori variabili, incuranti di possibili conseguenze a livello lavorativo. Ma è davvero così oppure c'è qualcosa di cui dovrebbero invece tenere conto? Esaminiamo meglio:

  • Tatuaggi, il datore può non assumere o no
  • Importanza atteggiamento datore di lavoro sui tatuaggi

Tatuaggi, il datore può non assumere o no

I datori di lavoro a volte stabiliscono regole relative all'aspetto dei propri dipendenti sul posto di lavoro. Tuttavia, è importante garantire che qualsiasi norma proposta che riguardi le persone con tatuaggi non costituisca una discriminazione. La discriminazione è contro la legge quando le persone vengono trattate ingiustamente a causa di un attributo personale protetto dalla legge, tra cui razza, sesso e identità di genere.

La discriminazione può verificarsi quando i datori di lavoro mettono in atto condizioni o requisiti che sembrano trattare tutti allo stesso modo ma che in realtà svantaggiano alcune persone a causa di un attributo personale che condividono. Se il requisito non è ragionevole nelle circostanze, potrebbe essere una discriminazione.

I datori di lavoro possono rifiutare di assumere un candidato perché ha tatuaggi sul corpo, siano essi visibili, ad esempio sul viso, o nascosti, ad esempio sulle spalle? Nella maggior parte dei casi no anche se ciascuna azienda agisce privatamente e può decidere in autonomia chi assumere e chi escludere. L'azienda può approvare policy interne in base a cui la presenza di un tatuaggio è considerata incompatibile.

Fanno eccezione i militari ovvero i sovrintendenti impiegati in diversi settori che svolgono compiti di polizia e indossano l'uniforme. Pensiamo ad esempio agli appartenenti all'esercito o corpi di polizia, carabinieri e guardia di finanza. Sono per legge obbligati a tenere un comportamento adeguato ovvero non è loro consentito avere tatuaggi o piercing inopportuni.

La discriminazione è illegale quando si basa su un motivo protetto dalla legislazione sui diritti umani, come il genere, la religione o la disabilità. Se il tatuaggio fosse un requisito religioso, allora la discussione sarebbe molto diversa e il lavoratore potrebbe porre la questione su un piano diverso. I datori di lavoro devono garantire che qualsiasi politica che mettono in atto non vada oltre. Non ci sono leggi attuali che proibiscano ai datori di lavoro di discriminare le persone con tatuaggi visibili.

Importanza atteggiamento datore di lavoro sui tatuaggi

I tatuaggi sono ormai parte integrante del mainstream. Sono sfoggiati da celebrità famose così come da insospettabili volti di tutti i giorni. Quindi i datori di lavoro dovrebbero tenere il passo con i cambiamenti di atteggiamento? Qualunque sia la decisione, occorre chiarire a tutti i dipendenti e potenziali dipendenti qual è la posizione, stando sempre ben attenti a non commettere azioni discriminatorie.

Un datore di lavoro può stabilire un codice di abbigliamento che vieta i tatuaggi visibili se l'azienda ritiene che non siano coerenti con il marchio, l'immagine, i valori o la missione dell'organizzazione. Spesso è solo una questione di vedute.

Se la candidata seduta di fronte ha dei tatuaggi che coprono la maggior parte del braccio, c'è chi potrebbe pensare che i segni la dipingono come una irresponsabile o inaffidabile. Eppure un manager diverso seduto di fronte alla stessa donna potrebbe vedere i suoi tatuaggi come un segno che è progressista, creativa e in grado di relazionarsi con i clienti più giovani.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il