Si può pignorare un assegno bancario normale o circolare o è vietato. I casi

L'esperienza insegna che esiste una scappatoia ed è possibile sfuggire a questo provvedimento e c'è perfino il modo come evitare il pignoramento con l'assegno circolare bancario.

Si può pignorare un assegno bancario nor

L'incubo di tutti i debitori è il pignoramento. Si tratta di quella procedura con cui il creditore entra in possesso delle somme che gli spettano dopo che tutti i tentativi sono caduti a vuoto. Un atto di forza, insomma, che passa dall'ingiunzione di un ufficiale giudiziario e si concretizza appunto nel pignoramento di un bene o di una equivalente somma di denaro.

Può infatti essere di tipo mobiliare se riguarda beni mobili, come lo è appunto il denaro. Oppure può essere di tipo immobiliare, se l'ordine di esecuzione forzata riguarda beni immobili, il cui caso più emblematico è la casa del debitore.

Ma c'è anche un'altra tipologia ovvero il pignoramento presso terzi nel caso in cui l'oggetto siano i crediti o beni mobili del debitore ma nella disponibilità di altre persone, come il conto corrente intestato a un terzo, ad esempio un familiare.

L'esperienza insegna che esiste una scappatoia ovvero che è possibile sfuggire a questo provvedimento e c'è perfino il modo come evitare il pignoramento con l'assegno circolare bancario. Ma è davvero così o si tratta di una procedura illegale? Vediamo in questo articolo tra

  • Assegno bancario normale, si può pignorare
  • Si può pignorare assegno bancario circolare

Assegno bancario normale, si può pignorare

Da dove nasce il dubbio sul pignoramento o meno dell'assegno bancario? Facciamo prima un passo indietro per distinguere tra l'assegno bancario "normale" e quello circolare.

Più esattamente, del primo caso ci occupiamo di assegni emessi ma mai portati all'incasso. In prima battuta sorge un problema di validità ovvero di termine legale di scadenza degli assegni non trasferibili.

Disposizioni alla mano, l'assegno bancario normale deve essere incassato entro 8 giorni nello stesso comune in cui è stato emesso oppure entro 15 giorni se il comune è differente. Il correntista deve conservare sul proprio conto corrente la giacenza necessaria per il pagamento.

In caso contrario l'assegno potrebbe essere protestato con tanto di versamento di una penale del 10% dell'importo dell'assegno a carico del correntista. Non solo, ma verrebbe segnalato alla Centrale allarmi interbancaria che comprometterebbe la sua reputazione e si vedrebbe revocata l'autorizzazione ad emettere nuovi assegni.

C'è poi un'altra scadenza da rispettare ed è quella dei 6 mesi successivi in cui l'assegno conserva la validità di titolo esecutivo. In buona sostanza il beneficiario potrebbe direttamente procedere con il pignoramento ovvero con l'esecuzione forzata.

Si può pignorare assegno bancario circolare

Sicuramente più complessa è la situazione dell'assegno circolare perché si tratta di un'operazione vista con sospetto. In pratica il correntista trasferisce il deposito sul proprio conto in un assegno circolare e di conseguenza risulta privo di liquidità per ripianare i debiti accumulati e non versati.

La sola accortezza che è chiamato a seguire è di custodire con cura l'assegno e riscuoterlo solo in seguito. Dal punto di vista tecnico, il correntista non dispone di quella cifra perché è in mano alla propria banca e di conseguenza nessuno può esigerla.

Solamente il beneficiario dell'assegno può entrare in possesso di quella somma e lo può fare nell'arco di tre anni altrimenti finirebbero per alimentare il Fondo indennizzo risparmiatori. Dal punto di vista fiscale non è chiamato a pagare tasse e né rischia la perdita di capitale.

Non può contare sull'applicazione di tassi di interesse, ma a ben vedere quelli previsti dalle banche in questo periodo sono prossimi allo zero e di conseguenza la differenza è praticamente inesistente.

Nell'assegno circolare sono quindi presenti il correntista che ne chiede alla banca l'emissione prelevando il denaro dal proprio conto corrente; l'istituto di credito che emette l'assegno circolare e si impegna a pagarlo al momento della richiesta esplicita del beneficiario.

E c'è infine il beneficiario dell'assegno ovvero colui che riscuoterà la somma e che può appunto coincidere con il correntista che riesce in questo modo a sfuggire alle maglie del pignoramento.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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