Si può vendere un'auto con targa straniera in Italia o vietato secondo leggi 2021

Chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni non può circolare con un'auto immatricolata all'estero. La condizione per il divieto di conduzione è la residenza.

Si può vendere un'auto con targa stranie

Auto con targa straniera in Italia: si può vendere?

Sì, è possibile vendere un'auto con targa straniera, ma occorre necessariamente procedere con l'immatricolazione in Italia via Motorizzazione Civile con successiva iscrizione al Pubblico registro automobilistico o via Sportello telematico dell'automobilista.

La compravendita di auto in Italia è regolata da disposizioni ben precise che puntano a garantire la regolarità dell'operazione. Quando si sceglie un veicolo con targa straniera ci sono sempre alcune ragioni ben precise alla base di questa decisione.

In molti casi non c'è null'altro che il tentativo di comprare un veicolo o comunque un allestimento di un'auto particolare che dalle nostre parti non è disponibile. In tanti altre occasioni alla base della compravendita di un'auto con targa straniera in Italia ci sono invece i tentativi di non pagare parte delle imposte dovute, come quelle relativi al possesso (il bollo auto) oppure le multe ricevute.

Non è quindi casuale che dinanzi alla molteplicità della situazioni, le leggi 2021 siano particolarmente rigide in materia, da ricondurre soprattutto all'immatricolazione. Cerchiamo di saperne di più:

  • Auto con targa straniera in Italia: si può vendere
  • Leggi 2021 su auto con targa straniera in Italia

Auto con targa straniera in Italia: si può vendere

Dal punto di vista legislativo, la norma di riferimento in materia è l'articolo 132 del Codice della Strada che impedisce la circolazione sul suolo italiano di auto con targa estera oltre i 12 mesi. In caso contrario si va incontro al ritiro della carta di circolazione del veicolo.

Tenendo fermo questo principio è possibile vendere un'auto con targa straniera, ma occorre necessariamente procedere con l'immatricolazione in Italia via Motorizzazione Civile con successiva iscrizione al Pubblico registro automobilistico o via Sportello telematico dell'automobilista.

Ma attenzione: se la targa dell'auto non è di uno dei Paesi dell'Unione Europea, l'acquirente non può presentare richiesta allo Sportello telematico dell'automobilista. Per portare a compimento l'operazione occorrono la fotocopia della carta di circolazione rilasciata dalla Motorizzazione Civile, il certificato di conformità europeo con omologazione italiana, la fotocopia del documento d'identità dell'acquirente.

E poi: l'atto di vendita con firma autenticata da un notaio, la dichiarazione di proprietà con firma autenticata, il certificato di residenza dell'acquirente, il modello Npsd compilato.

Leggi 2021 su auto con targa straniera in Italia

Chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre 60 giorni non può circolare con un'auto immatricolata all'estero. La condizione per il divieto di conduzione è la residenza anagrafica del conducente.

La norma si riferisce alla circolazione e si applica a chiunque si trovi alla guida di un veicolo immatricolato all'estero o semplicemente in fermata o in sosta purché il residente sia presente a bordo e ne abbia la disponibilità.

L'aspetto importante da considerare è che la sanzione si applica a chiunque lo detiene a qualsiasi titolo e lo conduce, anche a titolo di cortesia. Il semaforo rosso alla circolazione si applica in numerosi casi secondo le leggi 2021.

Ad esempio alla guida da parte di residente in Italia da più di 60 giorni di un'auto con targa estera concessa in locazione senza conducente, leasing o comodato a dipendente o collaboratore da parte di impresa intestataria straniera che ha sede secondaria o effettiva in Italia.

Ma anche alla guida del veicolo estero intestato a familiare residente o meno in Italia da parte congiunto residente in Italia da più di 60 giorni. Stessa cosa alla guida del veicolo estero da parte di persona residente in Italia da più di 60 giorni a cui è stato concesso in comodato o in affidamento di cortesia, a meno che che il conducente non sia dipendente o collaboratore dell’impresa intestataria straniera.

Sanzioni in caso di circolazione anche per chi viene sorpreso alla guida del proprio veicolo estero da parte di persona che, dai registri anagrafici, risulti residente in Italia da più di 60 giorni. Da segnalare che non conta la presenza di altra residenza all'estero.

La residenza è riscontrata sulla base documenti di identità italiani ovvero della patente di guida. In caso di dubbi, l'interessato viene invitato a dichiarare la propria residenza e il tempo dal quale essa è effettiva.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il