Si rischiano controlli Agenzia Entrate tramite redditometro nel 2021 se viene dato prestito o mutuo bancario per norme in vigore

Le Entrate selezionano i contribuenti a maggior rischio di evasione nel caso in cui si riscontri uno scostamento tra il reddito dichiarato e le spese sostenute maggiore al 20%.

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Prestito o mutuo bancario, si rischiano controlli con il redditometro?

Nel caso in cui le rate del prestito da restituire alla banca o a una società finanziaria oppure quelle del mutuo per l'acquisto di un immobile siano sproporzionate rispetto al reddito, ecco che potrebbe scattare una verifica dagli uffici del fisco.

I radar dell'Agenzia delle entrate continuano a rimanere costantemente accesi grazie ai numerosi strumenti che ha a disposizione.

Nonostante il redditometro si trovi adesso in una situazione di transizione per via dell'assenza dei decreti che ne definiscano i contorni per il 2021, le regole di base sono ben note con i contorni precisati dalle pronunce della Corte di Cassazione. Ed è proprio su uno di questi aspetti che vogliamo concentrare la nostra attenzione:

  • Prestito o mutuo bancario, si rischiano controlli con il redditometro o no

  • Norme sul funzionamento del controlli Agenzia Entrate tramite redditometro

Prestito o mutuo bancario, si rischiano controlli con il redditometro o no

Con il redditometro l'Agenzia delle Entrate può procedere alla ricostruzione del reddito di ciascun contribuente mettendo a confronto il reddito dichiarato con le spese effettuate nell'anno.

I dati personali, presenti in Anagrafe tributaria, nonché ottenuti tramite scambi di informazioni con altre autorità pubbliche e soggetti privati conformemente alla legge, sono utilizzati per l'attività accertativa, ma resta un punto da chiarire: si rischiano controlli Agenzia delle entrate tramite redditometro nel 2021 se viene dato prestito o mutuo bancario per norme in vigore? La risposta è affermativa e il principio alla base è il medesimo che riguarda altri tipi di spesa.

Nel caso in cui le rate del prestito da restituire alla banca o a una società finanziaria oppure quelle del mutuo per l'acquisto di un immobile siano sproporzionate rispetto al reddito, ecco che potrebbe scattare una verifica dagli uffici del fisco. Dello stesso parere è stata la Corte di Cassazione, secondo cui l'accensione di un mutuo è un elementi di capacità contributiva da considerare ai fini degli accertamenti.

I dati - rassicura l'Agenzia delle entrate - sono trattati con modalità informatizzate e con logiche rispondenti alle finalità da perseguire nel rispetto delle misure di sicurezza previste dal codice in materia di trattamento dei dati personali.

In particolare, l'Agenzia procede alla ricostruzione del reddito di ciascun contribuente, mettendo a confronto il reddito dichiarato con le spese certe effettuate nell'anno o ricavate dagli elementi certi. Le Entrate selezionano quindi i contribuenti a maggior rischio di evasione nel caso in cui si riscontri uno scostamento tra il reddito dichiarato e le spese sostenute maggiore al 20%.

Per evitare la selezione di soggetti per cui lo scostamento trova giustificazione nei redditi dichiarati dai componenti del nucleo familiare, l'Agenzia considera la composizione della famiglia indicata dal contribuente in dichiarazione, in cui sono riportati il coniuge e i figli o altri familiari fiscalmente a carico.

Una volta effettuata la selezione del contribuente considerato a rischio di evasione, scatta l'invito al confronto. In questa occasione il contribuente rappresenta la reale situazione familiare e chiarisce le ragioni dello scostamento.

Nel caso in cui il contribuente invitato non si presenti e non risulti intestatario di un immobile in proprietà o altro diritto reale o in locazione o leasing immobiliare o in uso gratuito da familiare o non fornisce chiarimenti in merito, l'Agenzia delle entrate imputa anche il fitto figurativo.

Norme sul funzionamento del controlli Agenzia Entrate tramite redditometro

In questo contesto di controlli generalizzati che riguardano pure il prestito e il mutuo bancario, ci sono alcune regole da sottolineare. Innanzitutto, l'Agenzia delle entrate è un soggetto pubblico e di conseguenza non deve acquisire il consenso degli interessati per trattare i loro dati personali.

Dopodiché l'interessato può accedere ai propri dati personali per verificarne l'utilizzo o per correggerli, aggiornarli nei limiti previsti dalla legge, ovvero per cancellarli od opporsi al loro trattamento, se trattati in violazione di legge. I dati possono essere utilizzati solo per lo svolgimento di attività finalizzate all'accertamento e per l'eventuale contenzioso.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il