Socio Srl può essere dipendente e amministratore della società o no secondo circolare ufficiale INPS

Si tratta di un provvedimento di importante perché è lo spartiacque tra il divieto di compatibilità dei rapporti di amministratore di srl e di lavoro subordinato.

Socio Srl può essere dipendente e ammini

Ci sono alcune condizioni ben precise che giustificano il doppio ruolo di amministratore di una srl e di dipendente della società. In prima battuta non deve avere tutto il potere deliberativo della società. Quindi bisogna provare il vincolo di subordinazione. Infine deve svolgere mansioni escluse dalla delega di gestione.

Tutti i dettagli sono stati precisati dall'Inps con il messaggio sulla compatibilità della titolarità di cariche sociali nell'ambito di società di capitali e lo svolgimento di attività di lavoro subordinato per la stessa società.

Come vedremo in questo articolo si tratta di un provvedimento di fondamentale importanza perché rappresenta lo spartiacque tra il divieto di compatibilità dei rapporti di amministratore di società a responsabilità limitata e di lavoro subordinato.

Lo stesso Istituto nazionale per la previdenza sociale aveva esclude che presidenti, amministratori unici e consiglieri delegati di società a responsabilità limitata potessero sottoscrivere un rapporto di lavoro dipendente con la stessa società.

Al di là della questione economica, la principale conseguenza di questo limito era il mancato riconoscimento dei contributi ai lavoratori e della mancata deduzione dei costi da parte della società. L'Inps ha adesso rivisto la posizione in seguito alle seguenti pronunce dei giudici che hanno riconosciuto la legittimità della doppia posizione.

In ogni caso la valutazione della compatibilità di amministratore di società a responsabilità limitata e attività dipendente presuppone l'accertamento della sussistenza delle tre condizioni. Vediamo quindi meglio i dettagli e dunque

  • Amministratore di una srl e dipendente della società si può essere insieme
  • Importante circolare ufficiale Inps sul doppio ruolo per socio srl

Amministratore di una srl e dipendente della società si può essere insieme

L'Inps fa chiarezza sulla compatibilità tra la carica di presidente del consiglio di amministrazione di una società a responsabilità limitata e il ruolo di dipendente. Il dubbio nasce dal fatto non solo dalle disposizioni precedentemente in vigore che hanno fissato l'incompatibilità.

Ma anche perché lo stesso dipendente - sia esso il presidente della srl o un consigliere o comunque un socio che vuole diventare dipendente  - finisce per dover accettare direttive e ordini. Tuttavia secondo l'Istituto di previdenza le due figure possono essere riunite in una sola persona, ma solo in base alla delega assegnata dal consiglio di amministrazione.

Come comunica l'Inps, se è limitata al potere di rappresentanza o a poche deleghe è ammessa l'instaurazione di un rapporto subordinato. In caso contrario ovvero se la delega è di tipo generale con facoltà di agire senza consenso del consiglio d'amministrazione, l'instaurazione di un rapporto di lavoro dipendente non è ammessa.

C'è quindi un altro aspetto precisato dall'Inps: il via libera è ammesso se il lavoratore dipendente svolge mansioni estranee al rapporto organico con la società. In particolare - argomenta l'Istituto nazionale della previdenza sociale - deve trattarsi di attività che esulino e che pertanto non siano ricomprese nei poteri di gestione che discendono dalla carica ricoperta o dalle deleghe che gli siano state conferite.

Importante circolare ufficiale Inps sul doppio ruolo per socio srl

Il chiarimento dell'Inps sulla compatibilità tra le due figure lavorative e amministrative rappresenta un importante punto fermo perché fa chiarezza su una questione su cui si era espressa anche la Corte di Cassazione.

Prima spiegando che l'incarico per lo svolgimento di un'attività gestoria, come quella dell'amministratore, in una società di capitali non esclude a priori la configurabilità di un rapporto di lavoro subordinato.

Poi che né il contratto di società, né l'esistenza del rapporto organico che lega l'amministratore alla società, valgono a escludere la configurabilità di un rapporto obbligatorio tra amministratori e società, avente a oggetto, da un lato la prestazione di lavoro e, dall'altro lato la corresponsione di un compenso collegato alla prestazione stessa.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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