Spese medicine e cashback di Stato, Poste e altri sistemi di pagamento con sconto 2021

Andando alla ricerca delle spese per medicine che possono fruire della detrazione Irpef del 19% che viene garantita indipendentemente dalle iniziative provvisorie di cashback.

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Spese medicine, quali sono gli sconti nel 2021?

C'è il cashsback di Stato a consentire di recuperare il 10% della spesa in medicine effettuate nel 2021. Segnaliamo quindi l'ingresso progressivo di nuovi player, come Satispay e Nexi, Yap e Hype. Da una facilitazione all'altra, Poste italiane rilancia proponendo 1 euro per ogni transazione con con Postepay fino a 10 euro e per un massimo di 10 euro giornalieri. E naturalmente c'è la detrazione Irpef del 19%.

Anche le spese per l'acquisto di medicine possono essere recuperate, anche se solo in parte. La più nota facilitazione economica resta la detrazione Irpef, applicabile solo a determinate condizioni e solo per alcuni tipi di farmaci e di prestazioni.

Nel 2021 si sono però aggiunte altre opzioni per ottenere uno sconto tra cui l'inclusione degli acquisto di medicine nel cashback di Stato. Anche in questa occasioni ci sono regole da rispettare, ma si tratta comunque di una opzione già immediatamente sfruttabile. A cui se ne aggiungono anche altre, come vedremo nel dettaglio in questo articolo:

  • Spese medicine, tutti gli sconti 2021: cashback, Poste e altri sistemi
  • Come recuperare il 19% delle spese per medicine sostenute nel 2021

Spese medicine, tutti gli sconti 2021: cashback, Poste e altri sistemi

C'è quindi il cashsback di Stato a consentire di recuperare il 10% della spesa in medicine effettuata nel 2021. Le regole sono le stesse che caratterizzano gli altri acquisti: l'importo massimo che può essere recuperato per ogni singola transazione è di 15 euro nell'ambito di un cashback complessivo di 150 euro nel semestre di riferimento.

Per ora ne sono stati confermati 3: da gennaio a giugno 2021, da luglio a dicembre 2021 e da gennaio a giugno 2022. Condizione fondamentale per fare rientrare questa tipologia di spesa nel calcolo del cashback di Stato è l'utilizzo di strumenti elettronici tra carta di credito e carta di debito, bancomat e app per il pagamento.

A tal proposito segnaliamo quindi l'ingresso progressivo di nuovi player, come Satispay e Nexi, Yap e Hype. Da una facilitazione all'altra, Poste italiane rilancia proponendo 1 euro per ogni transazione con con Postepay fino a 10 euro e per un massimo di 10 euro giornalieri.

Ecco quindi le iniziative autonome degli istituti di credito che offrono il rimborso di parte delle spese effettuate (anche per l'acquisto di medicine) purché effettuate con una delle proprie carte aderenti all'iniziativa. Ma soprattutto, tutte queste opzioni possono essere cumulate con la detrazione Irpef al 19%.

Come recuperare il 19% delle spese per medicine sostenute nel 2021

Andando allora alla ricerca delle spese per medicine che possono fruire della detrazione Irpef del 19% che viene garantita indipendentemente dalle iniziative provvisorie, come il cashback di Stato (per ora in vigore per 3 semestralità), la lista è particolarmente lunga.

Comprende infatti prestazioni rese da un medico generico, incluse quelle di medicina omeopatica; acquisto di medicinali, anche omeopatici, da banco o con ricetta medica; prestazioni specialistiche; analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie; prestazioni chirurgiche; ricoveri per degenze o collegati a interventi chirurgici; trapianto di organi; cure termali, escluse le spese di viaggio e soggiorno; acquisto o affitto di dispositivi medici e attrezzature sanitarie, comprese le protesi sanitarie.

A questo elenco se ne aggiunge un secondo, quelle che fa invece riferimento alle prestazioni e non ai farmaci.

Anche su questo versante le opzioni sono numerose poiché includono l'assistenza infermieristica e riabilitativa, come fisioterapia, kinesiterapia, laserterapia; le prestazioni rese da personale in possesso della qualifica professionale di addetto all'assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all'assistenza diretta della persona; le prestazioni rese da personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo; le prestazioni rese da personale con la qualifica di educatore professionale; le prestazioni rese da personale qualificato addetto ad attività di animazione e di terapia occupazionale.

Due precisazioni sono indispensabili per comprendere il funzionamento ed evitare sgradite sorprese. In prima battuta, se il contribuente ha sostenuto le spese nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, la detrazione spetta per l'importo del ticket pagato.

Dopodiché tutte queste spese possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi esclusivamente per l'importo che eccede la quota di 129,11 euro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il