Subaffitto legale o vietato secondo normative in vigore 2021

Subaffitto legale o vietato secondo normative in vigore 2021

Subaffitto  legale o  vietato secondo

Il subaffitto legale o vietato?

Stando a quanto previsto dalle normative in vigore 2021, il subaffitto è legale ma solo a condizione di rispettare determinate e specifiche condizioni. Secondo quanto previsto, infatti, dalle normative in vigore, il conduttore può dare in subaffitto la casa presa in affitto solo in presenza del consenso da parte del locatore.

Subaffittare una casa significa dare in locazione, totalmente o in maniera parziale, cioè l’intera casa o una sola stanza, mantenendo in vigore il contratto di locazione firmato con il proprietario di casa. In pratica, chi firma direttamente il contratto di affitto con un proprietario di casa poi subaffitta l’intera casa o una parte di essa ad un’altra persona. Vediamo allora se il subaffitto è legale o è vietato e come viene disciplinato.  

  • Subaffitto è legale o è vietato
  • Subaffitto e normative 2021

Subaffitto è legale o è vietato


Il subaffitto viene disciplinato dall’articolo 262 del Codice delle Obbligazioni e ciò significa che è legale perché regolato dalle normative ma solo a condizione di rispettare determinate e specifiche condizioni. Secondo quanto previsto, infatti, dalle normative in vigore 2021, il conduttore può dare in subaffitto la casa presa in affitto solo in presenza del consenso da parte del locatore.

Il subaffitto è, infatti, legale solo se è previsto dal contratto di affitto principale e in tal caso il subaffitto può essere sia della stessa durata prevista dal contratto di affitto principale e sia di durata inferiore. Se, però, il contratto di affitto principale non include la clausola che permette di subaffittare la casa o anche una sola stanza, allora il subaffitto è vietato.

Subaffitto e normative 2021

Come, dunque, spiegato, il subaffitto è una forma di locazione legale a condizione di rispettare alcune condizioni e quando avviene può essere totale o parziale. Si parla di subaffitto totale quando il firmatario del contratto di affitto principale con il proprietario di casa concede la stessa per intero ad una terza persona, subconduttore; mentre si parla di sublocazione parziale quando il firmatario del contratto di affitto principale con il proprietario di casa concede ad una terza persona solo una parte della casa, per esempio una stanza.

Precisiamo che il subaffitto, secondo le normative 2021, vale sia per contratti di affitto commerciali e sia per contratti di affitto ad uso abitativo. Se il contratto di affitto principale non include la clausola che permette il subaffitto e l’inquilino comunque subaffitta la casa in affitto, va incontro a diverse conseguenze.

In questi casi, il proprietario di casa:

  • può chiedere all’inquilino la risoluzione del contratto di affitto principale;
  • può chiedere la risoluzione del contratto di sublocazione;
  • può decidere di agire contro l’inquilino in tribunale;
  • può chiedere lo sfratto di inquilino e subconduttore.

Quando si stipula un contratto di subaffitto, esattamente come accade per contratti di affitto regolari, l’inquilino che ha firmato il contratto di affitto originale con il proprietario di casa lascia la stessa ad una terza persona che si impegna a pagare il canone di subaffitto concordato.

Il pagamento deve avvenire da parte di chi ha preso la casa in subaffitto all’inquilino che deve a sua volta pagare poi al padrone di casa il canone previsto dal contratto di affitto originale. Contratto di locazione e contratto di subaffitto convivono, dunque, e generalmente quando scade il contratto di affitto principale, si scade automaticamente anche il contratto di sublocazione, termine che può essere anche precedente a quello previsto dal contratto principale ma mai successivo.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il