Taglio Irpef 2020, chi ci guadagna e ci perde per fasce di reddito pensionati, dipendenti, autonomi

Le prime valutazione sul taglio tasse 2020 promesso dal governo Conte, frutto di calcoli e simulazione sulla base delle informazioni attuali, sono già possibili.

Taglio Irpef 2020, chi ci guadagna e ci

Il governo Conte è al lavoro per quella che viene già definita come la grande riforma fiscale. L'obiettivo è infatti la revisione dell'Irpef, anche per lavoratori dipendenti e pensionati, che dovrebbe portare a due obiettivi: la semplificazione del sistema e la riduzione delle tasse.

Ma sarà realmente così? E chi ci guadagna e ci perde tra pensionati, dipendenti e autonomi? Solo con l'approvazione dello schema definitivo arriveranno le risposte necessarie e solo inquadrando questa misura nel contesto di un pacchetto di cambiamenti più complessivo è possibile ricavare l'impatto.

Tuttavia le prime valutazione sul taglio tasse 2020, frutto di calcoli e simulazione sulla base delle informazioni attuali, sono già possibili. E l'impressione che si ricava è di un quadro ancora frammentato. Cerchiamo quindi di saperne di più per scoprire

  • Chi ci guadagna da taglio Irpef 2020
  • Chi ci perde da taglio Irpef 2020

Chi ci guadagna da taglio Irpef 2020

Quando si parla di Irpef ovvero dell'Imposta sul reddito delle persone fisiche, si fa riferimento alla principale fonte di entrata statale dal punto di vista fiscale sui contribuenti. Sono previsti cinque scaglioni ovvero l'importo da pagare è legato ai guadagni.

E più esattamente fino a 15.000 euro, 23% di aliquota, 23% Irpef del reddito; oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, aliquota del 27%, 3.450 euro, a cui aggiungere il 27% sulla eventuale parte eccedente 15.000 euro; oltre 28.000 euro e fino a 55.000 euro, aliquota del 38%, 6.960 euro, a cui aggiungere il 38% sulla eventuale parte eccedente 28.000 euro.

Secondo il principio della progressività, gli ultimi due scaglioni sono quelli più esosi dal punto di vista fiscale; oltre 55.000 euro e fino a 75.000 euro, aliquota del 41%, 17.220 euro, a cui aggiungere il 41% sulla eventuale parte eccedente 55.000 euro; reddito imponibile oltre 75.000 euro, aliquota del 41%, 25.420 euro, a cui aggiungere il 43% sulla eventuale parte eccedente 75.000 euro.

Questo sistema fiscale va quindi incrociata con il taglio delle tasse sul lavoro che incide sulla busta paga del lavoratore e con il cosiddetto bonus Renzi ovvero il bonus di 80 euro fin qui concesso ai lavoratori dipendenti con redditi tra 8.174 e 24.600 euro.

Ecco allora che emerge con chiarezza chi ci guadagna da taglio Irpef 2020 ovvero coloro che percepiscono redditi da 8.000 a 40.0000 euro. Più esattamente, i benefici, che stando alle intenzioni del governo Conte dovrebbero scattare dal primo luglio 2020, sono i seguenti:

  • 100 euro al mese per i lavoratori dipendenti con reddito fino a 28.000 euro
  • 80 euro al mese per i lavoratori dipendenti con reddito da 28.000 a 35.000 euro
  • da 80 euro in giù per i lavoratori dipendenti con reddito oltre 35.000 euro fino ad azzerarsi a 40.000 euro

Chi ci perde da taglio Irpef 2020

Sono quindi esclusi da questo programma sia chi guadagna meno di 8.000 euro all'anno (i cosiddetti incapienti) così come coloro che hanno un reddito maggiore di 40.000 euro.

Al di là delle soglie di reddito, restano fuori anche i lavoratori autonomi e i pensionati. Il tutto senza dimenticare che, in base a recentissime simulazione del quotidiano economico-finanziario Il Sole 24 Ore, le aliquote effettive chieste dall'attuale sistema fiscale dell'Irpef sui redditi delle persone fisiche per diverse tipologie di contribuenti alla luce anche dell'ultimo intervento prospettato dal governo creerebbe un impianto con numerose storture.

Due dati su tutti: Con coniuge e due figli a carico il fisco chiede agli autonomi fino a 106 volte in più dei dipendenti. E poi, viene fatto notare, sono penalizzati anche i pensionati che non possono beneficiare del bonus Renzi.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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