Targa videosorveglianza in azienda obbligatoria o no se ci sono telecamere secondo leggi 2021

L'aspetto a cui prestare attenzione non solo sull'apposizione della targa che avvisa sulla videosorveglianza in corso. Gli interessati conservano infatti un triplice diritto.

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obbligatoria la targa videosorveglianza in azienda?

La presenza di videocamere deve essere segnalata prima del relativo raggio d'azione ovvero prima che la persona possa essere ripresa. La funzione è di avvisare l'attivazione della videoregistrazioni delle immagini dopo aver oltrepassato il limite segnalato.

Sono numerose le ragioni per cui un'azienda decide di installare un sistema di videosorveglianza all'interno dei propri locali. Pensiamo ad esempio alle esigenze di ordine pubblico, soprattutto se si tratta di una impresa aperta al pubblico e dunque caratterizzata dal viavai di clienti e dipendenti. Ma possono esserci motivi di tutela del patrimonio aziendale per via della presenza di macchinari di valore e quindi per evitare furti, danneggiamenti e manomissioni.

Di fondamentale c'è l'obbligo di rendere pubblico l'attivazione del sistema di videosorveglianza in qualunque modo venga attivato ovvero nelle aree di accesso all'azienda o nel perimetro aziendale. C'è allora un aspetto che vogliamo chiarire ed è relativo all'obbligo di installare una targa per avvisare come siano in funzione sistemi di videosorveglianza. Vediamo quindi:

  • È obbligatoria o no la targa videosorveglianza in azienda 2021
  • Targa videosorveglianza in azienda e diritti degli interessati

È obbligatoria o no la targa videosorveglianza in azienda 2021

Laddove sono presenti sistemi di videosorveglianza, l'accesso a queste zone comporta la raccolta, la registrazione, la conservazione e il successivo utilizzo delle immagini degli interessati. Il rifiuto di conferire i dati comporta l'impossibilità di consentire all'interessato l'accesso alle sedi del titolare.

La presenza di videocamere deve essere segnalata prima del relativo raggio d'azione ovvero prima che la persona possa essere ripresa. A stabilirlo è il provvedimento generale sulla videosorveglianza del Garante per per privacy del 2010 e le linee guida del 2019 del Comitato europeo per la protezione dei dati. La funzione è di avvisare l'attivazione della videoregistrazioni delle immagini dopo aver oltrepassato il limite segnalato. Norme alla mano, i dati possono essere comunicati a soggetti operanti in qualità di titolari del trattamento.

Alcune figure tipiche sono le autorità di vigilanza e controllo e ogni soggetto pubblico legittimato a richiedere i dati, come l'autorità giudiziaria o di pubblica sicurezza. Allo stesso tempo, le immagini registrate sono conservate per 48 ore, a meno che non siano previste esigenze particolari di ulteriore conservazione legate a festività o chiusura di uffici o esercizi.

Oppure nel caso di adesione a richiesta dell'autorità giudiziaria o degli organi di polizia. Scaduto il termine di conservazione, le immagini devono essere cancellate con la sovrascrittura di nuove immagini. In ogni caso, i dati raccolti non devono essere oggetto di diffusione.

Targa videosorveglianza in azienda e diritti degli interessati

L'aspetto a cui prestare attenzione non è solo sull'apposizione della targa che avvisa sulla videosorveglianza in corso. Gli interessati conservano infatti il triplice diritto di chiedere al titolare l'accesso alle immagini, di opporsi al trattamento e di invocare la limitazione del trattamento o la cancellazione.

Senza dimenticare la possibilità di presentare un reclamo all'autorità di controllo competente. Per via delle caratteristiche di questo strumento, gli interessati non possono esercitare il diritto di rettifica così come quello della portabilità dei dati in quanto il trattamento è effettuato in esecuzione di un interesse del titolare. In ogni caso, la persona ripresa dalle immagini può chiedere di visionarle se pensa di essere stato ripreso, esibendo o allegando documenti di riconoscimento.

La risposta non può comprendere eventuali dati riferiti a terzi, a meno che la scomposizione dei dati trattati o la privazione di alcuni elementi renda incomprensibili i dati personali relativi all'interessato. Al termine del periodo di conservazione non è ammessa la soddisfazione della richiesta di accesso.

Diventa quindi centrale il compito del trattamento dei dati da parte di chi è autorizzato a farlo. I dati possono infatti essere trattati da chi è designato come autorizzato se interni, o responsabili del trattamento, quali società di servizi di controllo e vigilanza e società che si occupano di servizi di manutenzione del sistema di videosorveglianza.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il