Al via nuovi rimborsi Tari, ecco chi e quando li può richiedere con leggi riviste

Al via possibilità di chiedere rimborsi per Tari sui rifiuti non dovuta o pagata di più: cosa prevedono nuove norme ne 2022 e chiarimenti relativi.

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Quali sono le nuove regole Tari su rimborso 2022?

Le nuove regole 2022 sul rimborso Tari prevedono che nei casi di cittadini che hanno pagato un’imposta sui rifiuti non dovuta o più alta di quanto avrebbero si possono richiedere ai Comuni stessi rimborsi a cui gli stessi Comuni devono rispondere, secondo le novità approvate, entro un tempo massimo di 60 giorni lavorativi. 
 

Quali sono le nuove regole Tari su rimborso nel 2022? Cambiano le regole per la Tari (imposta sui rifiuti) 2022, cambiano e tendono al miglioramento, cercando di garantire sempre più alle città e a tutti i Comuni di Italia maggiore ordine, pulizia e servizi efficienti.

A cambiare le regole è il nuovo testo unico dell’Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ‘Rifiuti: nuovi standard di qualità tecnici e contrattuali omogenei nel Paese’ che impone novità cui Comuni e gestori devono adeguarsi entro il 31 marzo di quest’anno per la successiva entrata in vigore delle nuove regole a partire primo gennaio del 2023. 

Le principali novità per la Tari riguardano sistemi di raccolta rifiuti efficiente in tutte le città, servizio minimo standard, giorni e orari previsti e da comunicare in anticipo, numero verde per le segnalazioni, rateizzazione del pagamento della Tari per chi è in difficoltà e rimborsi in caso di rettifica degli importi dovuti. Vediamo di seguito quali sono le novità previste per i rimborsi Tari nel 2022.

  • Rimborsi Tari rifiuti nuove regole 2022
  • Calcolo Tari sui rifiuti corretto per pagamenti regole in vigore

Rimborsi Tari rifiuti nuove regole 2022

Stando a quanto previsto dalle ultime novità, nei casi in cui i cittadini si rendessero conto e verificassero di aver pagato un importo di imposta sui rifiuti Tari maggiore di quello che avrebbero dovuto, previa richiesta di verifica del documento di riscossione, è possibile chiedere il rimborso dei costi in più già pagati. 

Chiedendo la rettifica degli importi addebitati, i cittadini, dopo attenta verifica da parte del Comune di competenza, possono ottenere l’accredito degli importi rettificati e i rimborsi, secondo le nuove norme, dovranno essere garantiti in tempi precisi.

Secondo il nuovo testo unico dell’Arera, il tempo di risposta alle richieste scritte di rettifica degli importi addebitati sarà di massimo 60 giorni lavorativi, per una percentuale di prestazioni compresa tra il 70% e il 90%. Definito anche un tempo di rettifica degli importi non dovuti, che sarà pari a 120 giorni lavorativi, per una percentuale di prestazioni compresa tra il 70% e il 90%. 

Calcolo Tari sui rifiuti corretto per pagamenti regole in vigore

Introdotta la nuova possibilità di chiedere rimborsi per pagamenti Tari non dovuti, nonché la possibilità di rateizzarne il pagamento se ci si trova in serie difficoltà economiche, è bene conoscere prima le regole precise di calcolo della Tari in modo da evitare ulteriori errori.

La Tari è l’imposta sui rifiuti che viene applicata da ogni Comune, su tariffe singole e specifiche, e che interessa tutti gli immobili, da case, negozi e altri locali commerciali, box, garage, terreni, ecc, suscettibili di produrre rifiuti.

Il calcolo dell’imposta sui rifiuti Tari viene effettuato considerando specifici elementi e seguendo una determinata procedura. In particolare, per calcolare la Tari bisogna considerare:

  • superficie in metri quadri della casa o altro immobile per cui deve essere pagata l’imposta;
  • periodo di riferimento;
  • numero di membri che compongono il nucleo familiare;
  • quota fissa (che si calcola moltiplicando i metri quadrati dell’unità immobiliare per il numero di persone che la occupano);
  • quota variabile;
  • quota provinciale 4-5%.

Il calcolo della Tari viene effettuato direttamente dai singoli Comuni inviano ad ogni cittadino relativi bollettini con gli importi da pagare. Sono tenuti al pagamento della Tari, sia per una casa che per altri immobili, coloro che usano e occupano l’immobile. 

Precisiamo che il pagamento della Tari sui rifiuti non spetta a case, edifici o altri immobili che non sono abitati ma a condizione di dimostrare di non avere attiva alcuna utenza di luce o gas.





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il