Tassazione premi produttività 2020-2021 più bassa per i dipendenti statali. Calcolo ed esempi

In base al principio di cassa, le somme e i valori percepiti dai lavoratori dipendenti sono imputati al periodo d'imposta in cui entrano nella loro disponibilità.

Tassazione premi produttività 2020-2021

Perché la tassazione premi produttività è più bassa?

Secondo la storica interpretazione dell'Agenzia delle entrate, se sono riferite a prestazioni effettuate nell'anno precedente, le somme erogate fisiologicamente nell'anno successivo devono essere assoggettati a tassazione ordinaria. Ma nel caso di contratto decentrato, i compensi relativi ad annualità precedenti vanno invece assoggettati a tassazione separata.

La questione della tassazione dei premi produttività tiene costantemente alla corda imprese a lavoratori. Lo fa perché la normativa è spesso soggetta a cambiamenti, anche per via dei chiarimenti dell'Agenzia delle entrate.

La novità riguarda adesso la tassazione dei premi produttività erogati nell'anno successivo ma che sono riferiti all'anno precedente. A spingere le Entrate a mettere su bianco la propria posizione è stata le presentazione di un interpello che ha un impatto diretto sui dipendenti pubblici. Alle luce di queste ultime notizie, approfondiamo:

  • Tassazione premi produttività, più bassa dal biennio 2020-2021
  • Esempi Agenzia delle entrate calcolo tassazione premi produttività

Tassazione premi produttività, più bassa dal biennio 2020-2021

Da dove nasce l'incertezza sulla tassazione dei premi di produttività per i dipendenti statali? Gli esempi sono numerosi, ma quello più classico riguarda il pagamento della premi produttività legati al raggiungimento di obiettivi che possono essere valutati solamente a posteriori.

Come comportarsi? Secondo la storica interpretazione dell'Agenzia delle entrate, se sono riferite a prestazioni effettuate nell'anno precedente, le somme erogate fisiologicamente nell'anno successivo devono essere assoggettati a tassazione ordinaria. Qualcosa è adesso cambiato.

Nel caso di contratto decentrato, i compensi relativi ad annualità precedenti vanno invece assoggettati a tassazione separata. Lo hanno precisato le Entrate nella risposta all'interpello, aggiungendo che non va effettuata alcuna valutazione sul carattere fisiologico del ritardo.

In linea generale, dal punto di vista formale, il sostituto d'imposta applica la tassazione sostitutiva in via automatica se ha rilasciato la certificazione unica dei redditi per l'anno precedente.

Se il sostituto d'imposta non è lo stesso che ha rilasciato la certificazione unica dei redditi per l'anno precedente o l’ha rilasciata per un periodo inferiore all’anno, il lavoratore deve comunicare in forma scritta l'importo del reddito di lavoro conseguito nell'anno di riferimento.

Esempi Agenzia delle entrate calcolo tassazione premi produttività

Come spiegato dall'Agenzia delle entrate nella risposta all'interpello, in base al principio di cassa che regola il reddito di lavoro dipendente, le somme e i valori percepiti dai lavoratori dipendenti sono imputati al periodo d'imposta in cui entrano nella loro disponibilità.

Considerata la progressività delle aliquote Irpef, per attenuare gli effetti negativi che sarebbero derivanti da una rigida applicazione del criterio di cassa, le norme prevedono che sono soggetti al regime di tassazione separata gli emolumenti arretrati per prestazioni di lavoro dipendente riferibili ad anni precedenti, percepiti per effetto di leggi, di contratti collettivi, di sentenze o di atti amministrativi sopravvenuti o per altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti.

Tuttavia, osservano le Entrate, affinché possa trovare applicazione questa modalità di tassazione è necessario che i premi produttività siano corrisposti in un periodo d'imposta successivo a quello in cui è stata prestata l'attività lavorativa.

Non solo, ma che il ritardo derivi da leggi, contratti collettivi, sentenze o atti amministrativi sopravvenuti o sia riconducibile ad altre cause non dipendenti dalla volontà delle parti, ovvero il ritardo non sia fisiologico rispetto ai tempi giuridici e tecnici che occorrono per l'erogazione dei premi produttività.

Di conseguenza, la tassazione separata non trova applicazione se i compensi siano corrisposti nello stesso periodo d'imposta cui si riferiscono oppure se la corresponsione in un periodo d'imposta successivo sia considerata fisiologica. In pratica, la natura dei premi produttività fa sì che la loro erogazione debba avvenire in un periodo d'imposta successivo rispetto a quello di maturazione.

L'esempio che fa è quello dei premi produttività legati al raggiungimento di obiettivi predeterminati e corrisposti in un anno successivo rispetto a quello in cui sono raggiunti.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il