Tasse 2019, quali sono e cosa cambia

L'obiettivo è arrivare a una tassa unica sulla casa nel segno della semplificazione delle aliquote. Se non subito, comunque nel breve periodo.

Tasse 2019, quali sono e cosa cambia

Il 2019 sarà l'anno della rivoluzione fiscale? Le tasse a carico dei cittadini saranno più alte o più basse? Cosa cambia rispetto al 2019 e quali sono le novità da mettere in conto? La più significativa riguarda le partite Iva con ricavi fino a 65.000 euro all'anno che possono decidere di aderire al regime forfettario pagando un'imposta unica al 15%, ma senza la possibilità di detrarre i costi sostenuti per l'esercizio della propria attività. La convenienza va dunque valutata caso per caso mentre non sono previste novità per gli scaglioni Irpef a cui sono soggetti i lavoratori dipendenti. Potrebbero invece arrivare novità nel 2019 sul fronte delle tasse della casa, Imu e Tasi. E le ragioni sono diverse. Da una parte la mancata proroga del blocco delle aliquote delle tasse comunali nella legge di bilancio assegna alle amministrazioni comunali la facoltà di rivedere l'ammontare delle imposte. Dall'altra rimane in piedi l'ipotesi di creare una tassa unica per la casa.

Arriva la tassa unica sulla casa?

L'obiettivo è arrivare a una tassa unica sulla casa nel segno della semplificazione delle aliquote. Se non subito, comunque nel breve periodo. La nuova Imu punta a unificare in una imposta sola le attuali Imu e Tasi. E punta a prosciugare anche l'oceano delle aliquote, oltre 200.000, che impegnano contribuenti e intermediari fiscali nel rebus fiscale. Non tutto è però così semplice perché la nuova imposta unica potrebbe salire fino all'11,4 per mille, un tetto ora possibile solo nei Comuni (circa 1 su 7) in cui nel 2014 è stata applicata una maggiorazione alla Tasi. Ma la discussione sull'aliquota resta aperta. Nel pacchetto che rivede la tassazione sulla casa, potrebbe entrare anche una misura per le imprese: il raddoppio dal 20 al 40% della deducibilità dell'Imu dall'Ires per le imprese proprietarie dei capannoni.

E a proposito di tasse sulla casa, la legge di bilancio per il 2019 prevede la cedolare secca al 21% sui canoni di locazione di negozi, classificati come C1, per nuovi contratti stipulati da persone fisiche. L'imposta sostitutiva non si applicherà sugli uffici (A10) e sui laboratori (C3), né sui negozi oltre i 600 metri quadrati di superficie.

Ma c'è anche la tassa sulle rimesse per importi oltre 10 euro

Confermata la tassa sulle rimesse verso i paesi extra Unione europea, ma sale la soglia per applicare il prelievo. Dal primo gennaio 2019 saranno tassati con un'aliquota dell'1,5%, per ogni singola operazione, tutti i trasferimenti di denaro a partire da un importo minimo superiore a 10 euro. Restano escluse le transazioni commerciali. Sarà il ministero dell'Economia, d'intesa con l'Agenzia delle Entrate e sentita Banca d'Italia, a definire le modalità di riscossione e versamento dell'imposta. Secondo l'ultimo rapporto di Banca d'Italia, le rimesse verso l'estero degli immigrati in Italia, i money transfer nei paesi fuori dall'Unione europea ammontano in media a 4,2 miliardi di euro all'anno. Importo che ha consentito di calcolare il gettito aggiuntivo derivante dalla nuova imposta all'1,5% in 63 milioni di euro all'anno dal 2019.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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