Tasse 2021 che si pagano su contratto a chiamata da azienda e lavoratore

In questo ambito è ammessa la cumulabilità di più contratti di lavoro a chiamata con lo stesso datore di lavoro o con datori di lavoro differenti.

Tasse 2021 che si pagano su contratto a

Contratto a chiamata, quali sono le tasse da pagare?

A livello di tasse, l'azienda paga per il contratto a chiamata le medesime cifre di un contratto di lavoro subordinato, sia esso a tempo determinato o indeterminato.

Si chiama contratto a chiamata ed è la forma più flessibile di rapporto di lavoro. In estrema sintesi, il datore si mette in contatto con il lavoratore solo nel momento in cui ha bisogno di una prestazione specifica. I casi più ricorrenti sono quelli di una improvvisa necessità nei fine settimane oppure durante le festività, quando alcune attività devono fronteggiare picchi di domanda. Se c'è quindi una caratteristica che distingue i contratti a chiamata da altri rapporti di lavoro è proprio la sua indeterminatezza.

In pratica le prestazioni di lavoro non sono predeterminate. E proprio per via delle scarse prospettive concesso al lavoratore, esiste un limite al ricorso ai contratti a chiamata che è di 400 giorni in 3 anni. Anche se per alcune categorie, come il turismo, sono previste alcune eccezioni. Approfondiamo adesso un aspetto di questa forma contrattuale:

  • Contratto a chiamata, quali sono le tasse da pagare
  • Come va strutturato il contratto a chiamata

Contratto a chiamata, quali sono le tasse da pagare

Non c'è dubbio che in termini assoluti, il contratto a chiamata sia una delle formule più convenienti per il datore di lavoro. Paga infatti la prestazione ricevuta per il tempo di cui ha avuto bisogno, sgravandosi di numerosi altri oneri. Ma a livello di imposte ovvero di tasse di pagare, qual è la situazione? Per la stessa ragione per cui il legislatore ha previsto un tetto massimo di ore per il ricorso al contratto a chiamata, anche in questo caso non ci sono particolari condizioni di vantaggio.

Il rischio di abuso è infatti troppo alto e quindi c'è poco da stupirsi che il trattamento fiscale riservato alle aziende non sia di favore. Anche a livello di tasse, l'azienda paga per il contratto a chiamata le medesime cifre di un contratto di lavoro subordinato, sia esso a tempo determinato o indeterminato. Lo stesso rapporto di lavoro a chiamata può essere a tempo determinato se il contratto ha una scadenza oppure a tempo indeterminato se ne è privo.

Di più: può essere con obbligo di risposta e in questo caso il lavoratore è vincolato alla chiamata dell'impresa e dunque deve accettare il lavoro. Oppure senza obbligo di risposta e di conseguenza può rifiutare il lavoro proposto.

In questo contesto è ammessa la cumulabilità di più contratti di lavoro a chiamata con lo stesso datore di lavoro o con datori di lavoro differenti. L'eventuale problema di compatibilità delle varie prestazioni va risolto dallo stesso lavoratore.

Come va strutturato il contratto a chiamata

Il contratto a chiamata deve contenere l'indicazione della durata e delle ipotesi che ne consentono la stipula. Nel caso di fase sperimentale devono essere evidenziati i requisiti dell'età e dello status del lavoratore. Se riguarda i periodi predeterminati occorre fare riferimento all'arco temporale individuato.

Se riguarda un'attività a carattere discontinuo individuata bisogna invece evidenziarla tra quelle previste. Spazio quindi al luogo e alla modalità della prestazione garantita dal lavoratore e del preavviso di chiamata che non può essere inferiore a una giornata lavorativa, al netto delle domeniche e delle festività nazionali.

Nel caso in cui l'impresa operi su più sedi bisogna specificare se la disponibilità sia riferibile a una sola unità produttiva, a tutte o a una parte di esse. Anche il trattamento economico e normativo del lavoratore e la relativa indennità di disponibilità vanno messi nero su bianco. Altro aspetto del contratto a chiamata fondamentale è l'indicazione delle forme e delle modalità con cui il datore è legittimato a chiedere l'esecuzione della prestazione, nonché delle modalità di rilevazione tra firma, timbratura del cartellino e badge.

Sempre ai fini della chiarezza, i tempi e le modalità di pagamento della retribuzione e dell'indennità di disponibilità vanno esposti senza possibilità di contestazione. Per la retribuzione valgono le regole generali applicabili alla totalità dei lavoratori in forza, secondo le indicazioni previste dal Ccnl di riferimento. Infine, spazio alle eventuali misure specifiche di sicurezza necessarie per lo svolgimento dell'attività.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il