Tasse 2021 da pagare quando si apre un negozio fisico con diverse tipologie società

Ci sono numerosi aspetti da considerare quando si apre un negozio fisico, come pagare tutte le tasse previste dalle normativa 2021 e le pratiche amministrative da affrontare.

Tasse 2021 da pagare quando si apre un n

Aprire un negozio fisico 2021, quali tasse pagare?

La variabile che fa la differenza nella definizione dei costi per le tasse è la forma giuridica scelta tra ditta individuale o società, ad esempio. Ecco quindi che le imposte da conteggia sono l'iscrizione alla Camera di commercio e quella strettamente legata al Registro delle imprese. Poi c'è la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) e, nel caso in cui ci sia di mezzo una società, i costi per la costituzione di una srl o di una srls.

Aprire un negozio fisico in Italia nel 2021 significa andare incontro al pagamento sicuro di un bel po' di tasse. A cui aggiungere l'obbligo di rispettare una lunga lista di adempimenti burocratici.

Si tratta di una situazione dalla quale è impossibile sfuggire e che, al netto di periodiche facilitazioni per incentivare l'attività d'impresa, coinvolge tutti i comparti. Analizziamo quindi:

  • Aprire un negozio fisico 2021, quali tasse pagare
  • Ma c'è chi non può aprire un negozio fisico 2021

Aprire un negozio fisico 2021, quali tasse pagare

Quando c'è di mezzo l'apertura di un negozio fisico occorre mettere in conto sempre molto spese. E non sono quelle relativi all'acquisto o all'affitto delle spazio oppure alla parcella del commercialista. Di mezzo ci son anche le tasse da versare allo Stato.

La variabile che fa la differenza nella definizione dei costi è la forma giuridica scelta tra ditta individuale o società, ad esempio. Ecco quindi che le imposte da conteggia sono l'iscrizione alla Camera di commercio e quella strettamente legata al Registro delle imprese.

Poi c'è la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) e, nel caso in cui ci sia di mezzo una società, i costi per la costituzione di una srl o di una srls. Le cifre sono estremamente variabili. Basti pensare che nel caso della Scia, la spesa varia da 50 e 1.000 euro circa.

Abbiamo accennato ai numerosi adempimenti burocratici da affrontare nel caso di apertura di un negozio fisico. Occorre rimboccarsi le maniche perché sono numerosi i permessi necessarie.

Tuttavia nel caso di un negozio fino a 250 metri quadrati di grandezza in un Comune con più di 10.000 abitanti o di un negozio fino a 150 metri quadrati in un Comune con più di 10.000 abitanti, non serve più la licenza del Comune, a meno che si tratti di un tabacchi che vende prodotti soggetti a Monopolio di Stato.

Quando non occorre la licenza è sufficiente presentare la Scia. Va spedita sempre al Comune, ma esattamente al Suap ovvero allo Sportello unico delle attività produttive. Solamente bar, alberghi e ristoranti sono soggetti all'iscrizione al Registro esercenti il commercio e senza l'obbligo di prestare attenzione alle distanze minime tra negozi che vendono la stessa tipologia di merce.

Non dimentichiamo infine che la regole in vigore distinguono tra grandi strutture con superficie di vendita al di sopra dei 2500 metri quadrati, medie strutture con superficie di vendita non superiore ai 2.500 metri quadrati e esercizi di vicinato con superficie di vendita non superiore ai 250 metri quadrati.

Ma c'è chi non può aprire un negozio fisico 2021

C'è anche un altro aspetto da considerare ovvero chi, pur volendo pagare tutte le tasse previste dalle normativa 2021 e disposto ad affrontare le pratiche amministrative che conseguono all'apertura di un negozio, non può farlo. A ben vedere si tratta di casi da ricondurre a problemi con la giustizia.

Più precisamente, sono costretti a rimanere alla porta coloro che hanno riportato due o più condanne, nel quinquennio precedente all’inizio dell’esercizio dell'attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali.

Ma anche i condannati in via definitiva per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione. Stessa cosa per chi è considerato delinquente abituale, professionale o per tendenza.

Nessuna possibilità di apertura di un negozio fisico per i condannati in via definitiva per reati contro l'igiene e la sanità pubblica così come coloro che hanno riportato una condanna definitiva a una pena detentiva non inferiore a tre anni.

Rileviamo infine un ultimo caso particolare perché riguarda esclusivamente i ristoratori. La normativa in vigore impedisce infatti di operare a coloro che sono stati condannati in via definitiva per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, per delitti commessi in stato di ubriachezza o in stato di intossicazione da stupefacenti, per reati concernenti la prevenzione dell’alcolismo, le sostanze stupefacenti.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il