Tasse e commissioni (spese) che si devono pagare quando si acquista o si vende obbligazioni nel 2021

Gli interessi e gli altri proventi delle obbligazioni e titoli similari sono considerati redditi di capitale. In questa definizione rientrano due grandi gruppi.

Tasse e commissioni (spese) che si devon

Obbligazioni, quali sono tasse e spese da pagare?

Nel caso dei proventi su obbligazioni emesse da società quotate in Borsa o da banche con scadenza inferiore ai 18 mesi, la ritenuta applicata è del 27%. Diverso è il caso delle obbligazioni con scadenza non inferiore a 18 mesi, emesse da società quotate, la ritenuta è del 12,50% a titolo d'imposta per le obbligazioni con scadenza non inferiore persone fisiche non imprenditori a titolo d'acconto per gli imprenditori.

Ci sono anche le obbligazioni tra gli strumenti finanziari con cui andare a caccia di rendimenti. Come per tutte le soluzioni presenti sul mercato, anche in questo caso vale una regola: maggiore è il rischio e più alte sono i guadagni a cui aspirare.

Ma c'è anche un'altra variabile da considerare ovvero le tasse, le commissioni e le spese da pagare quando si acquista o si vende obbligazioni nel 2021.

Gli interessi, i premi e gli altri frutti derivanti da obbligazioni di grandi emittenti e titoli di Stato sono infatti tassati. Entriamo allora nei dettagli e vediamo in questo articolo:

  • Obbligazioni, quali sono tasse e spese da pagare
  • Redditi di capitale e obbligazioni

Obbligazioni, quali sono tasse e spese da pagare

Quando si parla di obbligazioni è utile distinguere tra obbligazioni di grandi emittenti e titoli pubblici e obbligazioni emesse da società non quotate diverse dalle banche. Nel primo caso rientrano le obbligazioni, anche non quotate, con scadenza non inferiore a 18 mesi emesse da società per azioni quotate.

Poi le obbligazioni, anche non quotate quotate, con scadenza scadenza non inferiore inferiore a 18 mesi emesse da banche, anche non quotate. Infine ci sono le obbligazioni, anche non quotate, emesse all'estero da soggetti non residenti (anche non quotati) con scadenza scadenza non inferiore inferiore a 18 mesi.

Per le persone fisiche che non agiscono nell'esercizio di un'attività d'impresa commerciale è prevista una imposta sostitutiva del 12,5% a titolo definitivo definitivo. Per le persone fisiche che agiscono nell'esercizio di un'attività d'impresa commerciale è prevista una imposta sostitutiva del 12,5% a titolo di acconto. L'imposta è applicata nella misura del 27% nei casi in cui questi titoli abbiano una durata inferiore ai 18 mesi.

Gli interessi, i premi e gli altri frutti derivanti da obbligazioni emesse da società non quotate sono tassati con aliquota del 12,5% quando si tratta di titoli con scadenza non inferiore a 18 mesi.

Infine, se una persona fisica che non agisce nell'esercizio di un'attività d'impresa consegue una plusvalenza da cessione vendendo i titoli, questa cessione è parificata alla cessione di partecipazioni non qualificate e quindi è assoggettata assoggettata all'imposta sostitutiva sostitutiva del 12,5%.

Si ricorda che per plusvalenza da cessione si intende la differenza tra il prezzo di acquisto delle obbligazioni o titoli similari, aumentato dei costi d'acquisto, e il prezzo di cessione, diminuito dei costi di cessione. Se si tratta di una cessione effettuata nell'esercizio di una attività d'impresa, la plusvalenza concorre per intero a formare il reddito del soggetto percipiente.

Redditi di capitale e obbligazioni

Gli interessi e gli altri proventi delle obbligazioni e titoli similari sono considerati redditi di capitale. In questa definizione rientrano due grandi gruppi. Da una parte i proventi derivanti dalla partecipazione in società ed enti, come gli utili distribuiti dalle società di capitale.

E dall'altra gli interessi e altri proventi derivanti da mutui o altre forme di credito, come le obbligazioni. I redditi di capitali sono proventi in denaro o in natura prodotti dall'impiego di un capitale finanziario e percepiti non nell'esercizio di un'attività d'impresa. Sono corrisposti corrisposti dall'emittente.

In sintesi, nel caso dei proventi su obbligazioni emesse da società quotate in Borsa o da banche con scadenza inferiore ai 18 mesi, la ritenuta applicata è del 27%. Diverso è il caso delle obbligazioni con scadenza non inferiore a 18 mesi, emesse da società quotate, la ritenuta è del 12,5% a titolo d'imposta per le obbligazioni con scadenza non inferiore persone fisiche non imprenditori a titolo d'acconto per gli imprenditori.

Dopodiché per le obbligazioni emesse da società non quotate e proventi da esse derivanti, la ritenuta è del 12,50% o 27% a seconda loro scadenza - superiore o inferiore ai 18 mesi - e del tasso d'interesse applicato.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il