Tasse e costi di gestione azienda individuale e partita iva ordinaria a confronto

Dal punto di vista contributivo, la partita Iva ordinaria dei professionisti deve seguire le regole indicate dal proprio ente di riferimento. E sugli altri costi?

Tasse e costi di gestione azienda indivi

Azienda individuale e partita Iva ordinaria quali tasse?

Punto in comune tra azienda individuale e partita Iva ordinaria è la tassazione che segue il principio di cassa e non di competenza. In pratica sono conteggiati e tassati solo i compensi incassati nel periodo d'imposta.

Aprire e gestire una partita Iva ordinaria comporta tasse e costi di gestione differenti rispetto a una partita Iva. Di conseguenza anche nel biennio 2021-2022 bisogna valutare questa scelta con attenzione. Prima di entrare nel vivo delle spese bisogna però fare un passo indietro e valutare la differenze nei principi di scelta.

Nel caso di un'azienda individuale scatta l'attività d'impresa: nell'esercizio professionale di una attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e di servizi.

Nel caso di di una partita Iva ordinaria, l'organizzazione del lavoro tra orari, postazione, mezzi e tempistiche è affidata al professionista. Allo stesso tempo l'attività prevede l'esecuzione di un'opera o un servizio dietro pagamento di un compenso. Non ci sono comunque vincoli di subordinazione rispetto al committente e il lavoro svolto è soprattutto di tipo intellettuale. Va da sé che la libera professione ha bisogno del requisito di abitualità. Vediamo quindi:

  • Azienda individuale e partita Iva ordinaria quali tasse nel 2021-2022

  • Altri costi a confronto per azienda individuale e partita iva ordinaria

Azienda individuale e partita Iva ordinaria quali tasse nel 2021-2022

La prima importante differenza da considerare quando si parla di tasse e costi di gestione ovvero delle differenze tra azienda individuale e la partita Iva ordinaria è relativa all'apertura.

Nel caso di un'azienda individuale occorre infatti considerare la Scia (Segnalazione certificata d'inizio attività) e l'iscrizione al Registro delle imprese. A cui aggiungere quelli relative ai vari enti tra cui Inps (Istituto nazionale della previdenza sociale) e Inail (Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro) oppure l'albo degli artigiani per le attività artigianali o la Camera di commercio per le attività commerciali.

A conti fatti, dall'invio di una comunicazione telematica al pagamento di imposte di bollo e oneri vari, l'impegno di spesa complessivo è di circa 150 euro. Ben diversa è la situazione dei liberi professionisti con partita Iva ordinaria in quanto non ci sono costi da affrontare. Anche in questo caso è obbligatoria l'iscrizione alla cassa previdenziale di riferimento.

Punto in comune tra azienda individuale e partita Iva ordinaria è la tassazione che segue il principio di cassa e non di competenza. In pratica sono conteggiati e tassati solo i compensi incassati nel periodo d'imposta. Il quadro della tassazione applicata è il seguente:

  • per azienda individuale e partita Iva ordinaria fino all'importo di 15.000 euro di reddito imponibile è prevista l'applicazione del 23% di aliquota, 23% del reddito come imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni

  • per azienda individuale e partita Iva ordinaria dall'importo di 15.001 fino a 28.000 euro di reddito imponibile è prevista l'applicazione del 27% (aliquota), 3.450 + 27% sulla parte oltre i 15.000 euro come imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni

  • per azienda individuale e partita Iva ordinaria dall'importo di 28.001 fino a 55.000 euro di reddito imponibile è prevista l'applicazione del 38% (aliquota), 6.960 + 38% sulla parte oltre i 28.000 euro come imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni

  • per azienda individuale e partita Iva ordinaria dall'importo di 55.001 fino a 75.000 euro di reddito imponibile è prevista l'applicazione del 41% (aliquota), 17.220 + 41% sulla parte oltre i 55.000 euro come imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni

  • per azienda individuale e partita Iva ordinaria oltre l'importo di 75.000 euro di reddito imponibile è prevista l'applicazione del 43% (aliquota), 25.420 + 43% sulla parte oltre i 75.000 euro come imposta dovuta sui redditi intermedi compresi negli scaglioni)

Altri costi a confronto per azienda individuale e partita Iva ordinaria

Dal punto di vista contributivo, la partita Iva ordinaria dei professionisti deve seguire le regole indicate dal proprio ente di riferimento.

Le aziende individuali, ad esempio in riferimento agli artigiani e commercianti, devono iscriversi alla gestione artigiani e commercianti dell'Inps per cui è previsto il versamento di contributi fissi e di contributi variabili, che si calcolano sulla quota che eccede il reddito minimo Inps.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il