Tasse su box in affitto 2020. Quali sono e chi le paga

Imu, Tasi e Tari e non solo: tutte le tasse che si devono pagare per un box in affitto 2020. Cosa c’è da sapere e chiarimenti su versamenti

Tasse su box in affitto 2020. Quali sono

Quali sono le tasse che si pagano su box in affitto 2020?

Le tasse da pagare per l'affitto del box auto sono imposta di registro, al 2% del canone annuo, imposta di bollo, Tari sui rifiuti e Imu e Tasi lì dove il box auto non risulta di pertinenza della prima casa come abitazione principale. Se, infatti, il box in affitto è di pertinenza di una prima casa si pagano tutte le tasse sopra riportate ad eccezione però di Imu e Tasi.

I box auto, al pari di ogni altro immobile, possono essere affittati e allo stesso modo implicano il pagamento di tasse. Le norme attualmente in vigore nel nostro Paese, infatti, prevedono il pagamento di diverse tasse su ogni immobile, anche nei casi di affitto. Vediamo allora quali sono le tasse da pagare su un box in affitto 2020.

  • Tasse su box in affitto quali sono
  • Chi paga tasse su box in affitto 2020

Tasse su box in affitto quali sono

Le tasse da pagare su un box auto in affitto 2020 sono diverse e comprendono:

  • imposta di registro che è del 2% del canone annuo, con versamento minimo di 67 euro per la prima annualità;
  • imposta di bollo di 16 euro per ogni quattro facciate scritte del contratto e, comunque, 16 euro ogni 100 righe.

Precisiamo che se il contratto di affitto di un box ha durata superiore ad un anno, si può pagare l’imposta di registro nel momento stesso in cui avviene la registrazione, versando il 2% dell’importo complessivo dei canoni per tutta la durata del contratto, avendo così una detrazione dell’imposta.

Se il contratto di affitto del box ha una durata inferiore ad un anno, invece, l’imposta di registro deve essere pagata anno per anno ed entro trenta giorni dalla scadenza della precedente annualità.

Ricordiamo, inoltre, che il regime della cedolare secca per il contratto di affitto di un box vale solo se il box è di pertinenza di un immobile affittato a uso abitativo ed è locato insieme ad esso, perché se il box è affittato come non pertinenziale non è possibile usare la cedolare secca.

Su un box in affitto si pagano anche Imu e Tasi e in tali casi c’è una precisazione da fare: entrambe le tasse non si pagano se il box è pertinenza di una prima casa che è abitazione principale, ma si pagano se si tratta di un box non pertinenziale o di un box non collegato alla prima casa.

In questo caso, le regole per il calcolo di Imu e Tasi del box sono le stesse che si seguono per ogni altro immobile: si deve rivalutare del 5% la rendita catastale, moltiplicare per il relativo coefficiente e sottrarre dal risultato eventuali detrazioni se chiaramente previste dal Comune in cui si trova il box.

Sul box in affitto si paga anche la Tari sui rifiuti: pur non trattandosi in alcuni casi di immobili allacciati alla rete elettrica, sui box si paga anche la tassa sui rifiuti perché anche i box sono considerati immobili suscettibili di produrre rifiuti.

Chi paga tasse su box in affitto 2020

La Tari sui rifiuti su box in affitto, esattamente come accade per gli immobili, deve essere pagata secondo le scadenze fissate da ogni singolo Comune dall’inquilino. Per quanto riguarda l’Imu, lì dove dovuta per un box auto in affitto, deve essere sempre pagata dal proprietario e mai dall’inquilino, seguendo la stessa regola valida anche il pagamento Imu di case e altri immobili.

Infine, ricordiamo anche che per quanto riguarda il pagamento delle spese, quelle per la manutenzione ordinaria e condominiale sono a carico del conduttore, mentre le spese di manutenzione straordinaria, sono a carico del locatore.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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