Ritardi su rimborsi per 730 2022,ma nel 2023 scatterà rivoluzione del pagamento immediato

Mai come quest'anno c'è incertezza sui tempi dei rimborsi fiscali, ma dal 2023 ci saranno nuove regole per avere il riscatto immediato delle spese sostenute

Ritardi su rimborsi per 730 2022,ma nel

Rimborsi fiscali 730 2022, quali sono i tempi?

L'erogazione del rimborso fiscale è previsto entro il sesto mese dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Puntuale come ogni anno, arriva il momento in cui iniziare a pensare ai rimborsi fiscali. Succede in coincidenza con la presentazione della dichiarazione dei redditi attraverso il modello 730 2022. Da qui si evince se il contribuente è in debito oppure ha un credito nei confronti dell'Agenzia delle entrate.

In questo secondo caso, scatta il diritto al rimborso 730 in busta paga, nella pensione o dall'Agenzia delle entrate. Approfondiamo meglio alcuni aspetti:

  • Rimborsi fiscali 730 2022, quali sono i tempi

  • Rivoluzione del pagamento immediato dal prossimo anno

Rimborsi fiscali 730 2022, quali sono i tempi

La prima informazione da chiarire è che non esiste una data unica di erogazione del rimborso fiscale per 730 2022. Viene pagato al primo stipendio utile a partire dal mese successivo in cui il sostituto d'imposta riceve il prospetto di liquidazione. Si tratta della comunicazione con cui l'Agenzia delle entrate certifica il diritto al rimborso e definisce l'importo.

Per quanto riguarda i redditi da pensione, il pagamento è previsto dal secondo mese successivo alla comunicazione del prospetto di liquidazione ovvero un mese di attesa in più rispetto a quanto avviene per i lavoratori. In ogni caso, l'erogazione del rimborso fiscale è previsto entro il sesto mese dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. Ma attenzione perché la proroga del precompilato sta generando ritardi sui tempi dei rimborsi fiscali.

Nel caso in cui il rimborso non arrivi puntualmente nella busta paga o nel cedolino della pensione è possibile contattare il sostituto di imposta o l'Agenzia delle entrate. Può essere fatto telefonicamente attraverso i numeri 848.800.444 e 06.96668907 per chi chiama dal cellulare o 06.96668933 per chi si trova all'estero.

L'alternativa è il web, esattamente il sito dell'Agenzia delle entrate. Se il rimborso non viene effettuato, si può anche fare richiesta all'ufficio delle Entrate del luogo di residenza. In questo caso, occorre allegare una certificazione con cui il datore di lavoro o l'ente pensionistico attesti di non aver eseguito il conguaglio e di non aver rimborsato le imposte.

L'utilizzo del credito per pagare con compensazione le imposte da versare con il modello F24 è l'alternativa al rimborso. Quello richiesto con la dichiarazione può essere ridotto a seguito dei controlli dell'Agenzia delle entrate. Ma può anche accadere che il credito a favore del contribuente sia maggiore di quello atteso.

Il sistema dei controlli automatici non corregge gli errori commessi dal contribuente a suo vantaggio, ma anche quelli a suo danno. Gli esiti della liquidazione delle dichiarazioni sono comunque comunicati ai contribuenti. Meglio controllare con attenzione la comunicazione delle Entrate e verificare che il rimborso sia pari a quanto ci si attendeva.

Rivoluzione del pagamento immediato dal prossimo anno

L'attesa è tutta per il rimborso immediato per le detrazioni ovvero il recupero con accredito sul conto corrente. Quando la delega diventerà legge, forse entro giugno. il governo dovrà approvare i decreti legislativi di attuazione.

Se il governo procederà velocemente, le novità della riforma potrebbero partire nel 2023. Tra queste il rimborso immediato con il rimborso delle spese detraibili al momento dell'acquisto, senza più aspettare la successiva dichiarazione dei redditi.

Oltre al rimborso immediato - come viene evidenziato dal Corsera - ci sono altre 4 novità importanti da segnalare. Innanzitutto affermare con nettezza nella delega il principio che la riforma del fisco non dovrà comportare un aumento della pressione fiscale. Quindi sulla realizzazione del sistema duale prevedere che sui redditi da capitale si parta gradualmente con due aliquote, che rappresenterebbe già una razionalizzazione rispetto a ora.

Poi il passaggio, per i lavoratori autonomi, alla mensilizzazione del pagamento delle imposte superando l’attuale sistema del saldo e acconto. Infine, per non indebolire il federalismo fiscale, prevedere che al posto del venir meno dell'Irap ci sia una compartecipazione al Fisco locale anche del gettito derivante dai lavoratori in regime forfettario, senza aggravi di prelievo.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il