Tutte le alternative ad aprire una partita iva e quando convengono nel 2022

Lavorare senza l'apertura di una partita Iva senza assunzioni ma con altre forme è possibile. Cerchiamo di capire cosa conviene fare nelle varie situazioni e leggi 2022

Tutte le alternative ad aprire una parti

Alternative ad aprire una partita Iva, quali sono?

La prima alternativa da considerare all'apertura di una partita Iva è la collaborazione occasionale. Regole ben precise anche nel caso di applicazione di collaborazioni organizzate dal committente.

Sono due le grandi categorie in cui si divide il mondo dei lavoratori. Da una parte ci sono i dipendenti ovvero coloro che hanno instaurato un rapporto di lavoro di tipo subordinato. Dall'altra ci sono le partite Iva ovvero gli autonomi e i professionisti che offrono una prestazioni lavorativa ma senza alcuna relazione di dipendenza.

La domanda che ci poniamo adesso è sull'esistenza di forme intermedie per lavorare. Se il datore di lavoro non ha intenzione di procedere con l'assunzione, sia essa a tempo determinato o indeterminato, full time o part time, e il lavoratore non vuole aprire una partita Iva, ci sono opzioni intermedie in grado di conciliare tutte le esigenze. Approfondiamo più specificatamente:

  • Alternative ad aprire una partita Iva, quali sono

Quando conviene non aprire una partita Iva nel 2022

Alternative ad aprire una partita Iva, quali sono

La prima alternativa da considerare all'apertura di una partita Iva, ma anche all'assunzione come dipendente con rapporto di lavoro di tipo subordinato è la collaborazione occasionale. A caratterizzare questa forma di lavoro sono il mancato inserimento nell’organizzazione dell’azienda per la quale si svolge il lavoro; l’autonomia, in relazione alle modalità e ai tempi di svolgimento del servizio o di realizzazione dell’opera; la corresponsione di un corrispettivo; l’occasionalità dell’attività svolta o realizzata; l’assenza del vincolo di subordinazione con il committente.

Regole ben precise anche nel caso di applicazione di collaborazioni organizzate dal committente ovvero prestazioni esclusivamente personali e continuative, le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.

Non possono essere applicate le collaborazioni organizzate dal committente nei casi di le collaborazioni per le quali gli accordi collettivi nazionali prevedono norme specifiche sul trattamento economico e normativo per via di esigenze produttive e organizzative; le collaborazioni prestate nell'esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali; le attività prestate nell'esercizio della loro funzione dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni.

E poi: le collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni; le collaborazioni prestate nell'ambito della produzione e della realizzazione di spettacoli da parte delle fondazioni alle collaborazioni degli operatori.

Quando conviene non aprire una partita Iva nel 2022

Lavorare senza l'apertura di una partita Iva ma allo stesso tempo senza che ci sia un'assunzione diretta da parte dell'azienda è dunque possibile. Questa opzione conviene nel caso in cui siamo davanti a una prestazione saltuaria e dunque non strutturata.

Il lavoro accessorio è retribuito con un sistema di voucher o buoni lavoro, che vengono erogati dall'Inps, per il tramite degli uffici postali, delle tabaccherie e delle banche convenzionate. Il lavoro accessorio è esente ai fini fiscali, nel limite di 7.000 euro netti all’anno se svolto a favore di soggetti privati e nel limite di 2.000 euro netti se prestato a favore di imprese e studi professionali.

Il lavoro autonomo occasionale sia se superiore sia se inferiore a 5.000 euro anno è sempre soggetto a ritenuta fiscale d'acconto del 20%.

Il lavoro autonomo occasionale, nel limite reddituale dell’anno, minore o uguale a 5.000 euro, è esente da contribuzione Inps e Inail. Se maggiore di 5.000 euro all'anno è soggetto alla contribuzione Inps gestione separata, sulla quota di reddito maggiore di 5.000 euro, ferma restando l’esenzione contributiva Inail.

Il lavoro autonomo occasionale si distingue dall'abrogata collaborazione occasionale poiché caratterizzato da mancanza di continuità della prestazione; mancanza di coordinamento: l’attività non deve essere svolta all'interno dell'azienda né nell'ambito del ciclo produttivo del committente.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il