Tutte le misure di sicurezza obbligatorie per i lavoratori esterni (terzi) che entrano in azienda per leggi 2021

Le misure di sicurezza del datore non devono tenere conto solo della tutela dei lavoratori interni. In pratica il datore non deve ridurre il rischio per tutti.

Tutte le misure di sicurezza obbligatori

Lavoratori esterni, quali sono le misure di sicurezza obbligatoria?

Il datore deve attribuire un ordine di priorità alle azioni e decidere quali misure di controllo attuare per il monitoraggio dei rischi individuati.

L'attenzione del legislatore sul tema della sicurezza nell'ambiente di lavoro continua a rimanere alta e costante. Ma lo è anche nei confronti di chi, all'interno della stessa impresa, presta la propria attività in maniera saltuaria? Esaminiamo cosa prevedono le disposizioni aggiornate tra:

  • Lavoratori esterni, quali sono le misure di sicurezza obbligatoria

  • Leggi, sentenze e tutele 2021 per i lavoratori che entrano in azienda

Lavoratori esterni, quali sono le misure di sicurezza obbligatoria

Nella valutazione dei rischi sul lavoro, il datore deve tenere conto anche dei lavoratori esterni e non solo di quelli interni che lavorano stabilmente e con continuità. Ecco quindi che la procedura valutativa si divide in più fasi, a iniziare dalla fissazione di un programma di valutazione dei rischi sul lavoro. Quindi dalla strutturazione della valutazione con la definizione dell'approccio da adottare sia esso geografico, funzionale e basato sul processo o sul flusso.

Dopodiché deve raccogliere il maggior numero di informazioni, in occasione dei sopralluoghi aziendali e coinvolgendo i lavoratori e i loro rappresentanti; individuare i pericoli suddividendo i vari settori di lavoro e le persone a rischio suddivise per reparti lavorativi. Quindi identificare i modelli di esposizione dei soggetti a rischio specifico e valutare i rischi, ossia la probabilità di subire un danno o la gravità del danno nelle circostanze attuali.

Poi esaminare le possibilità di eliminare o di controllare e ridurre alla fonte i rischi; attribuire un ordine di priorità alle azioni e decidere quali misure di controllo attuare per il monitoraggio dei rischi individuati; attuare le misure di controllo approntate. Ecco quindi che è compito del datore di lavoro registrare la valutazione eseguita; valutare l'efficacia delle singole azioni attuate; rivedere le azioni, qualora vengano apportate delle modifiche o periodicamente. Infine, deve monitorare il programma di valutazione dei rischi rivisto.

Secondo le disposizioni in materia, le misure di sicurezza del datore non devono tenere conto solo della tutela dei lavoratori interni. In pratica il datore non deve eliminare il rischio che i dipendenti possano subire danni nell'esercizio della loro attività. Deve piuttosto tenere conto anche della tutela dei terzi ovvero di coloro che accedono in azienda. Le disposizioni di tutela sono emanate nell'interesse di tutti, comprese gli estranei al rapporto di lavoro che solo occasionalmente sono presenti nel medesimo ambiente lavorativo. Non conta insomma l'esistenza di un rapporto di dipendenza diretta con il titolare dell’impresa.

Leggi, sentenze e tutele 2021 per i lavoratori che entrano in azienda

Secondo una nota sentenza della Corte di Cassazione in materia, anche i terzi, quando si trovano esposti ai rischi di un'attività lavorativa, devono ritenersi destinatari delle norme di prevenzione per cui non rileva che a infortunarsi sia stato un lavoratore subordinato, un soggetto a questi equiparato o, addirittura, una persona estranea all'ambito imprenditoriale, purché - spiegano i giudici - sia ravvisabile il nesso causale con l'accertata violazione.

In pratica, anche i terzi, quando si trovino esposti ai pericoli derivanti da un'attività lavorativa da altri svolta nell'ambiente di lavoro, devono ritenersi destinatari delle misure di prevenzione. Infine, sussiste un rischio aziendale connesso all'ambiente, che deve essere coperto da chi organizza il lavoro. C'è anche un'altra interessante sentenza, secondo cui non può porsi in dubbio che il datore di lavoro, per il ruolo rivestito, ricopra la posizione di garanzia che gli impone di adottare o controllare che fossero adottate, le cautele omesse e che hanno determinato l'evento.

Per i togati, in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, la posizione di garanzia del datore di lavoro, è inderogabile quanto ai doveri di vigilanza e controllo per la tutela della sicurezza, in conseguenza del principio di effettività, il quale rende riferibile l'inosservanza alle norme precauzionali a chi è munito dei poteri di gestione e di spesa.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il