Le regole aggiornate sul certificato medico per assenza malattia su lavoro

Le regole aggiornati attuali nel 2022 in vigore sul certificato medico per quanto riguarda le assenze sul lavoro

Le regole aggiornate sul certificato med

Ci sono regole ben precise sulla gestione delle assenze per malattia da parte del lavoratore. In estrema sintesi, nel caso in cui non sia nelle condizioni di affrontare la giornata lavorativa, conserva il diritto di restare a casa, ma allo stesso tempo deve assolvere a una serie di doveri.

Da una parte si punta a tutelare i lavoratore e i suoi diritti, dall'altra il datore di lavoro e le sue esigenze di organizzazione interna. Ruolo centrale nella gestione di quello che a norma di legge viene definito evento morboso è il certificato medico con cui viene messa nero su bianco l'esistenza di una situazione critica.

  • Certificato medico per assenza malattia, che cosa è

  • Regole gestione certificato per il medico

  • Regole gestione certificato medico per il lavoratore

  • Regole gestione certificato medico per il datore di lavoro

Certificato medico per assenza malattia, che cosa è

Per certificato medico si intende il documento di carattere medico legale che attesta le condizioni di salute del paziente. Codice deontologico dei medici alla mano, il camice bianco è tenuto a rilasciare alla persona assistita certificazioni relative allo stato di salute che attestino in modo puntuale e diligente i dati anamnestici raccolti e i rilievi clinici direttamente constatati o oggettivamente documentati.

Ogni certificato deve contenere i dati del professionista che lo predispone, i dati del soggetto a cui la certificazione si riferisce, la data della certificazione, la firma del certificante. A ogni modo, possono rilasciare il certificato medico sia il medico curante, ma anche il libero professionista che ha in cura diretta il lavoratore, le case di cura convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, le strutture di pronto soccorso, le cliniche universitarie.

Regole gestione certificato per il medico

Il medico ha l'obbligo di inviare all'Inps il certificato e l'attestazione di malattia. Il primo contiene la data di inizio e quella di fine malattia, da trasmettere in via telematica all'Inps. Il secondo contiene la prognosi che l'Inps rende disponibile al datore di lavoro.

L'Inps a sua volta invia all'amministrazione l'attestato di malattia. Dopodiché comunica al lavoratore il numero di protocollo identificativo del certificato. Quindi, secondo le linee guida sulla privacy dei lavoratori pubblici, riporta sul certificato solo l'indicazione dell'inizio della malattia e la sua durata, ma non la diagnosi.

Regole gestione certificato medico per il lavoratore

Il dipendente comunica tempestivamente e comunque all'inizio dell'orario di lavoro del giorno in cui si verifica la propria impossibilità a recarsi sul posto di lavoro. Effettua la visita medica portando con sé la propria tessera sanitaria. Recapita quindi entro due giorni dall'inizio dello stato di malattia il certificato medico se in forma cartacea. Comunica poi l'eventuale domicilio diverso rispetto a quello precedentemente indicato.

Non si assenta dal domicilio durante le fasce di reperibilità e qualora lo debba fare ne dà preventiva comunicazione al datore di lavoro. Se il lavoratore risulta assente alla visita domiciliare viene invitato a recarsi agli ambulatori della struttura territoriale Inps di competenza. In ogni caso, deve presentare una giustificazione valida per l'assenza per non incorrere in azioni disciplinari da parte del datore di lavoro.

Più precisamente, può applicare il provvedimento di perdita di qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia in caso di assenza ingiustificata alla prima visita. L'assenza alla seconda visita comporta la riduzione del 50% del trattamento economico per il periodo residuo di malattia. Quella alla terza visita fa scattare l'interruzione del trattamento Inps fino al termine dello stato morboso.

Le visite mediche di controllo possono essere disposte dall'Istituto o su richiesta dei datori di lavoro per i propri dipendenti. Le fasce di reperibilità cambiano tra settore privato e pubblico. I lavoratori pubblici sono tenuti a essere reperibili nelle fasce tra le 9 e le 13 e tra le 15 e le 18. I lavoratori privati lo devono invece fare nelle fasce orario tra le 10 e le 12 e tra le 17 e le 19.

Previsto l'obbligo di comunicazione preventiva nei casi in cui il dipendente deve assentarsi dal domicilio per sottoporsi a visite, terapie, prestazioni specialistiche e esami diagnostici.

Sono comunque esclusi dall'obbligo del rispetto delle fasce orarie di reperibilità patologie gravi, quali quelle oncologiche che richiedono terapie salvavita; infortuni sul lavoro; malattie per le quali è stata riconosciuta la causa di servizio; stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.

Regole gestione certificato medico per il datore di lavoro

Da parte sua, certificato medico alla mano, il datore di lavoro dispone il controllo in ordine alla sussistenza della malattia del dipendente anche nel caso di assenza di un solo giorno nelle giornate precedenti o successive a quello non lavorative.

Si accerta successivamente del motivo di una eventuale assenza del lavoratore alla visita fiscale. Una volta ottenuta la giustificazione, valuta se ritenerla valida. In caso di assenza ingiustificata applica le riduzioni di retribuzione e avvia il procedimento disciplinare.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il