Ultimo stipendio percepito più basso quando ci si dimette o si viene licenziati. Ecco i motivi

Non capita spesso che l'ultimo giorno di lavoro un dipendente coincida esattamente con la fine del mese. Di conseguenza è probabile che sarà necessario fare calcoli aggiuntivi.

Ultimo stipendio percepito più basso qua

Perché ultimo stipendio è più basso con licenziamento e dimissioni?

I motivi per cui l'ultimo stipendio percepito è più basso quando ci si dimette o si viene licenziati possono essere numerosi.

Se un dipendente viene licenziato o si dimette, gli è dovuto il salario finale. Il datore di lavoro deve pagarlo in conformità con la legge. Tuttavia può alcune volte capitare che la retribuzione mensile sia inferiore a quella attesa ovvero a quella dei mesi precedenti.

Si tratta di una regola fissa oppure è legata a situazioni particolari? La risposta esatta, come vedremo in questo articolo, è la seconda. Significa che se l'ultimo stipendio percepito è più basso quando ci si dimette o si viene licenziati c'è sempre una ragione.

La retribuzione finale può includere anche un compenso aggiuntivo, come straordinari, commissioni, bonus e ferie non utilizzate. Di conseguenza occorre leggere con attenzione la busta paga per capire cosa è cambiato e in che modo.

Entriamo quindi nei dettagli e spighiamo il perché e le cause poiché sono di fatto coinvolti tutti i lavoratori, indipendente del Ccnl applicato (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici), ma anche dalle cause di interruzione del rapporto tra licenziamento o dimissioni. Più precisamente:

  • Perché ultimo stipendio è più basso con licenziamento e dimissioni
  • Ultimo stipendio percepito, i motivi sono spiegati nella busta paga

Perché ultimo stipendio è più basso con licenziamento e dimissioni

Non capita spesso che l'ultimo giorno di lavoro un dipendente coincida esattamente con la fine del mese. Di conseguenza è probabile che sarà necessario fare calcoli aggiuntivi per capire cosa è dovuto. In pratica l'ultima busta paga considera i giorni effettivi lavorati nell'ultimo mese, escludendo tutti gli altri.

Di conseguenza varia la cifra finale. Stessa cosa se l'interruzione del rapporto di lavoro avviene nel mese di dicembre poiché è quello del conguaglio fiscale di fine anno con tutte tasse che porta con sé. Se un dipendente si è dimesso dal proprio incarico, ha diritto a essere retribuito per le ferie annuali maturate ma non fruite.

In alternativa, è possibile accordarsi sulla possibilità di assentarsi durante il periodo di preavviso. Tuttavia, se il dipendente è stato licenziato a causa di una condotta grave deve comunque essere pagato per le ferie in sospeso ed è improbabile che gli venga concesso un periodo di preavviso.

C'è poi un'altra ragione per cui lo stipendio dell'ultima busta paga potrebbe essere inferiore ed è quindi la trattenuta per indennità di mancato preavviso.

Ultimo stipendio percepito, i motivi sono spiegati nella busta paga

Abbiamo accennato all'importanza di leggere con attenzione la busta paga per capire le ragioni per cui l'ultimo stipendio potrebbe essere più basso.

Contiene sempre i dati identificativi dell'azienda ovvero la ragione sociale e indirizzo fisico in cui lavora il dipendente; i numeri di posizione Inail e Inps dell'azienda attribuiti all'atto dell'apertura di una posizione assicurativa; la mensilità a cui si riferisce lo stipendio erogato dall'azienda al dipendente.

Non deve mancare il codice dipendente ovvero il numero di matricola progressivo segnalato sul Libro Unico del Lavoro che viene assegnato al dipendente al momento dell'assunzione.

Fondamentale che nella busta paga sia indicata la descrizione della qualifica ovvero la funzione lavorativa svolta in azienda, assegnata in base alle mansioni che il dipendente deve svolgere. Nella maggior parte dei Ccnl le funzioni ricoperte sono solitamente dirigenti, quadri, impiegati, operai.

Tutti i Contratti collettivi nazionali di lavoro prevedono un sistema di aumenti automatici della retribuzione dei lavoratori legato all'anzianità di servizio. Altra voce è l'indennità di contingenza, sebbene non sia più aggiornata e rimane adesso una voce fissa. Molti Ccnl l'hanno inglobata nel minimo contrattuale.

Quest'ultimo è il valore retributivo lordo minimo che l'azienda deve garantire al dipendente. Varia in base al Ccnl di riferimento e al livello di inquadramento del lavoratore.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il