Un condominio deve avere un suo conto corrente dedicato o non è obbligatorio nel 2021

Obbligo per ogni condominio di avere un proprio conto corrente dedicato: cosa prevedono norme in vigore e chi deve aprirlo

Un condominio deve avere un suo conto co

Un condominio deve avere un suo conto corrente dedicato o non è obbligatorio?

Le norme attualmente in vigore stabiliscono l’obbligo per ogni condominio di avere un proprio conto corrente dedicato. Il Codice Civile prevede, infatti, l'obbligo per l'amministratore di aprire un conto corrente, che sia bancario o postale, proprio del condominio in modo da far transitare sullo stesso tutti i soldi ricevuti a qualsiasi titolo dai condomini o da terzi, nonchè erogati per conto del condominio. 
 

Un condominio deve avere un suo conto corrente dedicato? Le regole da seguire per il buon andamento del condominio sono generalmente riportate in ogni singolo regolamento condominiale che è il documento che prevede le buone norme che tutti i condomini devono seguire per una civile e tranquilla vita condominiale ed eventuali divieti per gli stessi condomini. 

Il condominio si presenta, in generale, come un ente di gestione che non ha alcuna personalità giuridica e agisce tramite l’amministratore. Tuttavia, vi sono regole e caratteristiche specifiche che ogni condominio deve avere. Vediamo di seguito se avere un conto corrente dedicato è obbligatorio per un condominio o no?

  • Un condominio deve avere un suo conto corrente dedicato o non è obbligatorio
  • Conto corrente di un condominio regole per apertura

Un condominio deve avere un suo conto corrente dedicato o non è obbligatorio

Le norme attualmente in vigore stabiliscono l’obbligo per ogni condominio di avere un proprio conto corrente dedicato. Il Codice Civile prevede, infatti, l'obbligo per l'amministratore di aprire un conto corrente, che sia bancario o postale, proprio del condominio in modo da far transitare sullo stesso tutti i soldi ricevuti a qualsiasi titolo dai condomini o da terzi, nonchè erogati per conto del condominio. 

Del resto, la giurisprudenza ha sempre affermato l'obbligo per l'amministratore di condominio di far confluire i pagamenti delle spese condominiali dovute dai singoli condomini in un unico e apposito conto corrente che fosse obbligatoriamente intestato al condominio e proprio per evitare che potessero mai sorgere problemi sull'amministrazione dei soldi versati da condomini se fossero invece confluiti sul conto corrente personale dell'amministratore o altro conto che non fosse singolarmente da ricondurre unicamente al condominio.

Conto corrente di un condominio regole per apertura

Secondo le regole vigenti, l'apertura del conto corrente di un condominio spetta esclusivamente all'amministratore di condominio e allo stesso condominio deve essere intestato, non all’amministratore che si occupa della pratica della sua apertura. 

Generalmente, per aprire un conto corrente di un condominio, l’amministratore deve presentarsi in banca con un documento d’identità, il codice fiscale e il verbale di nomina e pagare i costi obbligatori dovuti, come l’imposta di bollo pari a 100 euro all’annui, come le aziende, perchè l’Agenzia delle Entrate considera il condominio diverso dalla ‘persona fisica’, per cui è invece previsto il pagamento di 34,20 euro l’anno.

Una volta aperto, sul conto corrente di un condominio devono transitare tutte le somme versate, come le spese condominiali pagate da tutti i condomini, o quelle erogate, come quelle usate, per esempio, per pagamento delle utenze o di spese di manutenzione, per conto del condominio e tutti i condomini indistintamente hanno il diritto di vedere in qualsiasi momento lo desiderino o ritengono opportuno i rendiconti periodici inviati dalla banca sempre, però, tramite l’amministratore.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il