Un figlio si può escludere dall'eredità o è sempre vietato? Tutti i casi per leggi 2021

Non è possibile escludere un figlio dall’eredità a meno che non sussistano eccezioni: cosa prevedono leggi in vigore e chiarimenti

Un figlio si può escludere dall'ered

E’ possibile escludere un figlio dall’eredità?

Stando a quanto previsto dalle leggi 2021 in vigore, non è possibile escludere un figlio dall’eredità, perché si tratta di un erede legittimario cui spetta, in ogni caso, una quota di eredità del genitore, in virtù delle cosiddette quote legittime previste dalle nostre leggi. L’unico caso eccezionale, e anche raro, in cui non è vietato escludere un figlio dall’eredità ed è fattibile, è quanto il figlio viene considerato indegno e viene diseredato. 
 

E’ possibile escludere un figlio dall’eredità? La questione dell’eredità nel nostro Paese è disciplinata da leggi specifiche che regolano ogni aspetto, condizioni e situazione in cui ci si potrebbe trovare alla scomparsa di una persona per la successione della sua eredità. 

Sono, infatti, definite regole per presentazione della dichiarazione di successione alla scomparsa di un familiare, regole per la gestione di conti correnti e altri prodotti finanziari alla scomparsa di un familiare, percentuali ben determinate di successione dell’eredità agli eredi secondo quote legittime individuate dalla legge. Le leggi in vigore regolano anche la successione dell’eredità ai figli. Vediamo allora se è possibile escludere un figlio dall’eredità secondo le leggi in vigore.

  • Escludere un figlio dall’eredità si può fare o è vietato
  • Escludere figlio dall’eredità casi ed eccezioni 


Escludere un figlio dall’eredità si può fare o è vietato

Stando a quanto previsto dalle leggi 2021, essendo i figli eredi legittimari non possono essere esclusi dall’eredità di un genitore. Gli eredi legittimari sono coloro cui la legge riserva una quota di eredità, definita legittima, che non può essere negata neppure in presenza di disposizioni differenti chiaramente riportate in un testamento.

Ciò significa che scrivendo testamento, un genitore può anche escludere in teoria un figlio dall’eredità e indicare disposizioni differenti per la divisione dei suoi beni e del suo patrimonio, ma, una volta scomparso il genitore, parte del suo patrimonio viene assegnato anche al figlio teoricamente escluso dall’eredità secondo quanto stabilito dalle quote legittime. 

Le leggi in vigore prevedono, infatti, le cosiddette quote legittime per la divisione dell’eredità tra gli eredi, per cui, pur se un genitore vuole escludere un figlio dall’eredità, pur potendo disporre dei suoi beni deve lasciare parte dell’eredità al figlio che vorrebbe escludere.
 
Tutti gli eredi legittimi hanno diritto ad avere una parte di eredità, e pur avendo fatto testamento, l’eredità lasciata dal defunto non può essere destinata interamente ed unicamente a chi indicato nel testamento né può non tener conto di un figlio.

Le quote ereditare spettanti per legge ai figli eredi legittimari sono le seguenti: 

  • in presenza di figlio unico, ha diritto ad un terzo dell’eredità se è l’altro genitore è ancora in vita, e a metà dell’eredità se l’altro genitore non è più in vita;
  • in presenza di più figli, un terzo dell’eredità si divide in parti uguali se è in vita l’altro genitore, e due terzi dell’eredità si divide in parti uguali se non è in vita l’altro genitore.

Escludere figlio dall’eredità casi ed eccezioni 

Non è, però, sempre vietato escludere un figlio dall'eredità. L’unico caso eccezionale, e anche raro, in cui non è vietato escludere un figlio dall’eredità ed è fattibile, è quando il figlio viene considerato indegno e viene diseredato. Non basta, però, sostenere di avere un figlio indegno per diseredarlo ed escluderlo dall’eredità.

Un figlio viene considerato indegno, e può pertanto essere escluso dall’eredità dei genitori, solo al sussistere di determinate condizioni stabilite dalla legge o al verificarsi di eventi sempre indicati dalla legge che sono i seguenti:

  • se il figlio ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere il genitore o un suo discendente o ascendente;
  • se il figlio ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge dichiara applicabili le disposizioni sull'omicidio;
  • se il figlio ha denunciato una di tali persone per reato punibile con l'ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni, se la denuncia è stata dichiarata calunniosa in giudizio penale;
  • se il figlio ha indotto con dolo o violenza il genitore a fare, revocare o mutare il testamento, o gli abbia impedito di farlo;
  • se il figlio ha nascosto o alterato il testamento con disposizioni sull’eredità;
  • se il figlio ha formato un testamento falso o ne ha fatto scientemente uso.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il