Un restauro può rientrare tra i lavori per la casa con detrazioni ristrutturazione 2021 o no

Possono sfruttare la possibilità di fare rientrare il restauro tra i lavori per la casa detraibili, i proprietari e i nudi proprietari, i titolari di un diritto reale di godimento.

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Per il restauro della casa sono previste le detrazioni ristrutturazione 2021?

Ci sono anche il restauro e il risanamento conservativo tra i lavori per la casa che possono essere portati in detrazione. Al pari della ristrutturazione edilizia, della manutenzione ordinaria e della manutenzione straordinaria.

C'è una lunga lista di lavori che rientrano tra quelli per cui è possibile fruire della detrazione al 50% nell'ambito di lavori di ristrutturazione. Allo stesso tempo la platea dei potenziali beneficiari è molto ampia e va al di là delle persone fisiche.

La nostra attenzione è adesso concentrata su un particolare tipo di intervento che è quello del restauro: anche in questo caso è prevista un'agevolazione fiscale? Ricordiamo innanzitutto che gli sconti fiscali sono stati rinnovati per tutti i 12 mesi del 2021.

Di fatto sono oggetto di proroga anno per anno. Più esattamente, per i lavori effettuati sulle singole unità abitative è possibile usufruire della detrazione al 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2021 con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

L'agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute nell’anno, secondo il criterio di cassa, e va suddivisa fra tutti i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale sono effettuati gli interventi. Approfondiamo adesso:

  • Restauro della casa, ci sono le detrazioni ristrutturazione 2021 o no
  • Chi è ammesso alle detrazioni per il restauro della casa

Restauro della casa, ci sono le detrazioni ristrutturazione 2021 o no

Ci sono anche il restauro e il risanamento conservativo tra i lavori per la casa che possono essere portati in detrazione. Al pari della ristrutturazione edilizia, della manutenzione ordinaria (solo per interventi realizzati su parti di edifici condominiali) e della manutenzione straordinaria.

Il via libera è per la realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici, l'adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio di compimento di atti illeciti da parte di terzi e gli interventi destinati alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune.

Così come per la bonifica dall'amianto ed esecuzione di opere per evitare infortuni domestici, la realizzazione di opere finalizzate alla cablatura degli edifici e al contenimento dell'inquinamento acustico e gli interventi finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche.

Via libera pure per l'adozione di misure antisismiche su interi edifici e non su singole unità immobiliari e per gli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell'immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorché non rientranti nelle categorie di interventi purché ricorrano determinate condizioni.

La detrazione deve essere ripartita in 10 quote annuali di pari importo, nell’anno in cui è sostenuta la spesa e in quelli successivi. Il limite di 96.000 euro è annuale e riguarda il singolo immobile e le sue pertinenze unitariamente considerate, anche se accatastate separatamente.

Gli interventi edilizi effettuati sulla pertinenza non hanno infatti un autonomo limite di spesa, ma rientrano nel limite previsto per l’unità abitativa di cui la pertinenza è al servizio.

Chi è ammesso alle detrazioni per il restauro della casa

Possono sfruttare la possibilità di fare rientrare il restauro tra i lavori per la casa detraibili, i proprietari e i nudi proprietari, i titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie), i locatari e i comodatari.

Ma anche gli imprenditori individuali per i beni non rientranti tra i beni strumentali o tra i beni merce e i soggetti che producono redditi in forma associata (società semplice, in nome collettivo, in accomandita semplice) purché, come per l'imprenditore individuale, non si tratti di beni strumentali o di beni merce.

Stessa cosa per il familiare convivente del titolare del diritto sull'immobile (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) e il coniuge che in sede di separazione divenga assegnatario dell'immobile intestato all'altro coniuge.

Infine, sono ammessi a fruire dell'agevolazione anche il componente dell'unione civile e il convivente more uxorio, non proprietario dell'immobile oggetto di interventi né titolare di un contratto di comodato.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il