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Una distorsione può essere un infortunio sul lavoro? Cosa prevedono normative e giurisprudenza

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Distorsione riconosciuta come infortunio sul lavoro? Cosa prevedono normative e giurisprudenza nel 2025 per il riconoscimento e l’indennizzo del caso
Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
e aggiornato con informazioni attualizzate il
Una distorsione può essere un infortunio sul lavoro? Cosa prevedono normative e

La distorsione è una delle lesioni più comuni che possono verificarsi durante lo svolgimento dell'attività lavorativa. Questo tipo di trauma articolare, spesso sottovalutato, solleva interrogativi importanti in ambito di tutela del lavoratore e riconoscimento dell'infortunio professionale. La questione centrale riguarda se e quando una distorsione possa essere classificata come infortunio sul lavoro, con le conseguenti implicazioni in termini di indennizzi e tutele previste dalla normativa vigente.

Gli eventi lesivi in ambito lavorativo possono manifestarsi in qualsiasi contesto e colpire qualsiasi categoria professionale, anche quelle apparentemente meno esposte a rischi. Il riconoscimento di una distorsione come infortunio professionale dipende da vari fattori che analizzeremo in dettaglio, esaminando sia gli aspetti medici sia quelli giuridici della questione.

Definizione e meccanismo della distorsione

La distorsione è un trauma articolare che si verifica quando i legamenti, ovvero le strutture fibrose che collegano le ossa tra loro, subiscono un allungamento anomalo o una lacerazione. I legamenti sono tessuti elastici che hanno la funzione di stabilizzare l'articolazione, consentendo al contempo un certo grado di movimento. Quando però viene applicata una forza eccessiva che supera la resistenza naturale del legamento, si può verificare una distorsione.

Questo tipo di lesione colpisce frequentemente la caviglia, dove i legamenti laterali possono danneggiarsi durante movimenti di inversione o eversione del piede. Il meccanismo tipico prevede un movimento di torsione anomalo che causa lo stiramento o la rottura dei legamenti, provocando dolore, gonfiore e limitazione funzionale dell'articolazione interessata.

La classificazione delle distorsioni avviene generalmente in tre gradi di gravità:

  • Distorsione di primo grado: comporta un semplice stiramento dei legamenti senza lacerazione. Si manifesta con dolore lieve, minimo gonfiore e assenza di instabilità articolare.
  • Distorsione di secondo grado: prevede una lacerazione parziale del legamento con dolore moderato, significativo gonfiore e possibile comparsa di ecchimosi. La funzionalità dell'articolazione risulta parzialmente compromessa.
  • Distorsione di terzo grado: comporta la rottura completa del legamento con dolore intenso, marcato gonfiore, estese ecchimosi e evidente instabilità articolare. L'articolazione non è in grado di sostenere il peso corporeo.

Quadro normativo degli infortuni sul lavoro

La legislazione italiana definisce l'infortunio sul lavoro come un evento lesivo avvenuto per causa violenta in occasione di lavoro, dal quale derivi la morte o un'inabilità permanente o temporanea che comporti l'astensione dal lavoro per più di tre giorni.

Il riferimento normativo principale è rappresentato dal Testo Unico delle disposizioni per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (DPR 1124/1965), successivamente integrato e modificato da ulteriori disposizioni legislative.

Affinché una lesione come la distorsione possa essere riconosciuta come infortunio sul lavoro devono sussistere alcuni requisiti essenziali:

  • L'evento deve verificarsi durante lo svolgimento dell'attività lavorativa o in occasione di essa
  • Deve esistere un nesso causale tra l'attività lavorativa e l'evento lesivo
  • L'infortunio deve determinare un'inabilità lavorativa temporanea o permanente

È importante sottolineare che la tutela assicurativa copre non solo gli infortuni avvenuti durante l'esecuzione delle specifiche mansioni lavorative, ma anche quelli verificatisi durante le cosiddette "attività prodromiche o strumentali", come gli spostamenti all'interno del luogo di lavoro o le pause previste.

La distorsione come infortunio professionale, il pronunciamento della Cassazione

La questione se una distorsione possa essere considerata un infortunio sul lavoro ha trovato risposta definitiva grazie a diversi pronunciamenti della Corte di Cassazione, che ha stabilito che anche questa tipologia di lesione può rientrare a pieno titolo tra gli infortuni professionali, purché si verifichino le condizioni previste dalla normativa.

La Suprema Corte ha chiarito che ciò che rileva non è tanto la natura della lesione, quanto il contesto in cui essa si verifica e il nesso causale con l'attività lavorativa. Una distorsione alla caviglia occorsa mentre il lavoratore si sposta all'interno dei locali aziendali per ragioni di servizio, ad esempio, viene considerata infortunio sul lavoro a tutti gli effetti.

Questo orientamento giurisprudenziale conferma che il lavoratore che subisce una distorsione in occasione di lavoro ha diritto alle tutele previste dalla normativa, tra cui:

  • Indennizzo da parte dell'INAIL per il periodo di inabilità temporanea
  • Eventuale rendita in caso di postumi permanenti
  • Conservazione del posto di lavoro durante il periodo di malattia
  • Prestazioni sanitarie necessarie per il recupero dell'integrità psicofisica

La giurisprudenza ha inoltre chiarito che la tutela si estende anche agli infortuni verificatisi durante il tragitto casa-lavoro (il cosiddetto "infortunio in itinere"), includendo quindi anche le eventuali distorsioni occorse in tale contesto, purché non vi siano state interruzioni o deviazioni dal normale percorso per ragioni personali.

Sintomatologia e diagnosi della distorsione in ambito lavorativo

Riconoscere tempestivamente una distorsione è fondamentale per garantire un adeguato trattamento e per avviare correttamente le procedure di denuncia dell'infortunio. I sintomi caratteristici di una distorsione includono:

  • Dolore localizzato nella zona dell'articolazione interessata
  • Gonfiore che può comparire rapidamente dopo il trauma
  • Ecchimosi che possono manifestarsi nelle ore o nei giorni successivi
  • Limitazione funzionale dell'articolazione
  • Sensazione di instabilità articolare nei casi più gravi
  • Possibile percezione di uno "schiocco" al momento del trauma nei casi di lesioni legamentose severe

In caso di sospetta distorsione in ambito lavorativo, è essenziale che il lavoratore:

  1. Segnali immediatamente l'accaduto al datore di lavoro o al responsabile
  2. Si rechi al pronto soccorso o dal medico competente per una valutazione
  3. Richieda la certificazione medica che attesti la natura traumatica della lesione
  4. Conservi tutta la documentazione medica per la denuncia all'INAIL

La diagnosi viene generalmente effettuata attraverso un esame clinico, ma nei casi più complessi o in presenza di sospette lesioni associate (fratture, lesioni tendinee) possono essere necessari esami strumentali come radiografie, ecografie o risonanza magnetica.

Procedure da seguire in caso di distorsione sul luogo di lavoro

Quando un lavoratore subisce una distorsione durante l'attività lavorativa, è necessario seguire una precisa procedura per garantire il riconoscimento dell'infortunio e l'accesso alle relative tutele:

Obblighi del lavoratore:

  • Comunicare tempestivamente l'infortunio al datore di lavoro
  • Recarsi al pronto soccorso o dal medico per ricevere le cure necessarie
  • Consegnare al datore di lavoro il certificato medico che attesta l'infortunio
  • Seguire le prescrizioni mediche e sottoporsi agli eventuali controlli disposti dall'INAIL

Obblighi del datore di lavoro:

  • Prestare immediato soccorso al lavoratore infortunato
  • Denunciare l'infortunio all'INAIL entro 2 giorni dalla ricezione del certificato medico (in caso di infortunio mortale o con pericolo di vita, la denuncia deve essere effettuata entro 24 ore)
  • Annotare l'infortunio nell'apposito registro
  • Fornire all'INAIL tutte le informazioni richieste sull'accaduto

È importante sottolineare che la mancata o tardiva denuncia dell'infortunio da parte del datore di lavoro comporta sanzioni amministrative, ma non pregiudica il diritto del lavoratore alle prestazioni INAIL.

Tempi di recupero e riabilitazione dopo una distorsione

I tempi di recupero dopo una distorsione variano considerevolmente in base alla gravità della lesione, all'articolazione interessata e alle caratteristiche individuali del paziente. In linea generale:

  • Distorsioni di primo grado: richiedono generalmente 1-2 settimane per una completa guarigione
  • Distorsioni di secondo grado: necessitano di 3-6 settimane per il recupero
  • Distorsioni di terzo grado: possono richiedere da 6 settimane a diversi mesi, talvolta con necessità di intervento chirurgico nei casi più gravi

Il percorso riabilitativo dopo una distorsione segue generalmente tre fasi:

  1. Fase acuta: caratterizzata dall'applicazione del protocollo RICE (Rest, Ice, Compression, Elevation - Riposo, Ghiaccio, Compressione, Elevazione) per ridurre dolore e gonfiore
  2. Fase di recupero: incentrata sul recupero della mobilità articolare attraverso esercizi specifici
  3. Fase di rinforzo: mirata al potenziamento muscolare e al recupero della propriocezione per prevenire recidive

È essenziale che il percorso riabilitativo sia seguito da professionisti qualificati e che il rientro all'attività lavorativa avvenga gradualmente, eventualmente con limitazioni temporanee delle mansioni più gravose, per evitare ricadute.

Prevenzione delle distorsioni in ambito lavorativo

La prevenzione delle distorsioni rappresenta un aspetto fondamentale della sicurezza sul lavoro, soprattutto in determinati settori a maggior rischio. Le principali misure preventive includono:

  • Valutazione dei rischi: identificazione delle attività e degli ambienti che presentano maggiori rischi di cadute o movimenti anomali
  • Progettazione ergonomica degli spazi di lavoro: eliminazione di ostacoli, superfici scivolose o irregolari
  • Dotazione di DPI adeguati: calzature antinfortunistiche con supporto alla caviglia nei settori a rischio
  • Formazione dei lavoratori sulle corrette tecniche di movimentazione e sulle posture da adottare
  • Esercizi di rafforzamento muscolare e propriocettivo per le articolazioni più soggette a distorsioni

Un'adeguata prevenzione non solo riduce l'incidenza degli infortuni, ma contribuisce anche a limitare i costi diretti e indiretti legati alle assenze per infortunio e alle prestazioni assicurative.

Implicazioni economiche e assicurative

Il riconoscimento di una distorsione come infortunio sul lavoro comporta diverse implicazioni economiche e assicurative sia per il lavoratore che per il datore di lavoro.

Per il lavoratore:

  • Diritto all'indennità giornaliera per inabilità temporanea, pari al 60% della retribuzione media giornaliera per i primi 90 giorni e al 75% per i giorni successivi
  • Eventuale rendita per infortunio sul lavoro in caso di postumi invalidanti
  • Conservazione del posto di lavoro per tutto il periodo di inabilità
  • Copertura delle spese mediche necessarie per il trattamento dell'infortunio

Per il datore di lavoro:

  • Obbligo di corrispondere al lavoratore infortunato la retribuzione per l'intera giornata in cui è avvenuto l'infortunio e il 60% della retribuzione per i primi tre giorni (periodo di carenza)
  • Possibile aumento del premio assicurativo INAIL in base all'andamento infortunistico aziendale
  • Eventuali costi indiretti legati alla sostituzione temporanea del lavoratore e alla riorganizzazione dell'attività

È importante sottolineare che l'assicurazione INAIL ha carattere obbligatorio e opera indipendentemente dalla responsabilità del datore di lavoro nell'evento infortunistico, salvo i casi di dolo del lavoratore. 

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