Una persona può bloccare un parcheggio per un'auto che sta arrivando o non si può fare. Sentenza Cassazione 2021

Nella questione del parcheggio bloccato da una persona in attesa dell'auto che sta arrivando, entra in gioco anche il rischio di invasione di terreni o edifici altrui.

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Parcheggio bloccato da una persona in attesa dell'auto, si può fare?

La Corte di Cassazione si è espressa sulla questione della legittimità di bloccare un parcheggio per un'auto che sta arrivando e lo ha fatto in maniera affermativa. Bloccare uno stallo di sosta in attesa che arrivi l'auto è una procedura ammessa ai sensi della legge.

A chi di noi non è mai capitato di girare in tondo con la propria auto alla ricerca di un parcheggio. Gratuito o a pagamento poco importa.

Con la coda dell'occhio intravediamo lo spazio libero ma non abbiamo la possibilità di effettuare la manovra e di conseguiamo decidiamo di fare scendere dall'auto uno dei passeggeri per "bloccare" il parcheggio.

Tutto corretto, almeno dal nostro punto di vista, ma non per gli altri automobilisti che nel frattempo vorrebbero parcheggiare proprio in quell'area, incontrando però l'opposizione della persona che ha "occupato" lo stallo. Chi ha ragione? La questione è evidentemente spinosa e ad averla risolta una volta per tutte è stata la Corte di Cassazione con una importante sentenza:

  • Parcheggio bloccato da una persona in attesa dell'auto, si può fare o no
  • Ma attenzione all'invasione di terreni o edifici: multe e rischi

Parcheggio bloccato da una persona in attesa dell'auto, si può fare o no

La Corte di Cassazione si è espressa sulla questione della legittimità di bloccare un parcheggio per un'auto che sta arrivando e lo ha fatto in maniera affermativa. Bloccare uno stallo di sosta in attesa che arrivi l'auto è una procedura ammessa ai sensi della legge.

Il problema, come vedremo nel paragrafo successivo, sorge piuttosto nel momento in cui si verifichi un'invasione di terreni o edifici altrui, pubblici o privati. Qual è allora il principio dietro a questa decisione?

Lo ha spiegato il quotidiano economico Il Sole 24 Ore, che più volte approfondisce le controversie legali in materia stradale, secondo cui l'automobilista che assegna a un passeggero il compito di non fare parcheggiare altri conducenti nello stallo di sosta, effettua una delega.

Quest'ultima non deve essere per forza scritta e può essere conferita a qualunque persona, anche a chi non trae materialmente un beneficio diretto.

Entriamo allora nei particolari della decisione per inquadrare la questione dell'occupazione di un posto auto per parcheggiare.

Come ha messo nero su bianco in questa sentenza che rappresenta un importante precedente giudiziario, "in tema di elemento soggettivo del reato, il dolo eventuale ricorre quando l'agente si sia chiaramente rappresentata la significativa possibilità di verificazione dell’evento concreto e ciò nonostante, dopo aver considerato il fine perseguito e l’eventuale prezzo da pagare, si sia determinato ad agire comunque, anche a costo di causare l’evento lesivo, aderendo ad esso, per il caso in cui si verifichi; ricorre invece la colpa cosciente quando la volontà dell’agente non è diretta verso l’evento ed egli, pur avendo concretamente presente la connessione causale tra la violazione delle norme cautelare e l’evento illecito, si astiene dall’agire doveroso per trascuratezza, imperizia, insipienza, irragionevolezza o altro biasimevole motivo".

Rispetto al fatto specifico: "Il soggettivo convincimento di quest’ultimo che la T. si sarebbe spostata è del tutto irrilevante rispetto all’azione posta in essere, che rivela, secondo il puntuale apprezzamento del Tribunale, la volontà del B. di procedere nonostante la presenza della donna e anche a costo di provocare l’evento verificatosi".

Ma attenzione all'invasione di terreni o edifici: multe e rischi

Nella questione del parcheggio bloccato da una persona in attesa dell'auto che sta arrivando, entra quindi in gioco l'articolo 633 del Codice penale secondo cui chiunque invada arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito - a querela della persona offesa - con la reclusione fino a due anni o con la multa da 103 a 1.032 euro.

E ancora: si applica la pena della reclusione da 2 a 4 anni e della multa da 206 a 2.064 euro e si procede d'ufficio se il fatto è commesso da più di cinque persone o se il fatto è commesso da persona palesemente armata. Infine, si legge nell'ultimo comma dell'articolo del Codice penale, se il fatto è commesso da due o più persone, la pena per i promotori o gli organizzatori è aumentata.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il