Usare cellulare al lavoro per motivi personali. Si può fare o no. Leggi aggiornate

Abusare del cellulare a lavoro per motivi personali potrebbe costare lo stesso posto di lavoro: cosa prevedono leggi e normative in merito

Usare cellulare al lavoro per motivi personali. Si può fare o no. Leggi aggiornate

Si può usare il cellulare per motivi personali a lavoro?

L’uso del cellulare sul posto di lavoro per motivi personali dovrebbe essere regolato dal cosiddetto obbligo del buon senso, vale a dire usarlo nei limiti necessari e senza recare disturbo ai colleghi nell’orario di lavoro. Se si eccede o l’uso del cellulare per motivi privati e personali influisce sul lavoro si può rischiare anche il licenziamento.

 

Le leggi e normative attuali 2019 sull’uso del cellulare sul posto di lavoro per motivi personali parla chiaro: sussiste l’obbligo da parte del lavoratore di rispettare, quanto richiesto da datore di lavoro e azienda. Vale in questo caso il cosiddetto ‘obbligo del buon senso’, che impone al lavoratore di rispettare i propri colleghi e la qualità del proprio lavoro, evitando di eccedere nell’uso del cellulare per motivi personali durante l’orario di ufficio. Ma si può usare o no, secondo la legge, il cellulare a lavoro per motivi personali?

Il cellulare è diventato ormai parte integrante delle nostre vite, pensare ad una giornata senza il proprio smartphone, ai tempi di oggi, sarebbe impensabile ma è bene stare attenti all’uso che si fa del cellulare e che in alcuni casi potrebbe costare caro. E’ il caso dell’uso del cellulare sul posto di lavoro per motivi personali. E’ bene sottolineare innanzitutto che si può vietare il cellulare sul lavoro e che l’abuso del cellulare a lavoro per motivi personali può anche portare al licenziamento.

Divieto cellulare al lavoro

Si può vietare il cellulare sul lavoro: secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, infatti, il datore di lavoro può vietare l’uso del cellulare durante l’orario di lavoro, che sia per fare una telefonata ad un amico, o per connettersi a Facebook o altri social, o per controllare le proprie email personali, perché avendo tali abitudini si sottrarrebbe tempo allo svoglimento del lavoro.

Richiamo disciplinare e licenziamento per uso cellulare

Se il lavoratore, nonostante il divieto di uso del cellulare personale a lavoro continui ad utilizzarlo o senza divieto comunque ne abusi, può essere soggetto ad un richiamo disciplinare da parte del datore di lavoro. Ma non solo: per la Corte di Cassazione è legittimo anche il licenziamento per l’uso del cellulare aziendale per scopi personali che non hanno alcuna attinenza con l’attività lavorativa.

L’abuso del cellulare per scopi personali, infatti, lede il rapporto di fiducia tra datore di lavoro e dipendente e in un caso recente sottoposto alla stessa Cassazione è stato ritenuto legittimo il licenziamento per giusta causa, senza preavviso, del dipendente che durante l’orario di lavoro aveva accumulato ore e ore di telefonate a scopo personale, per un costo complessivo di 8mila euro.

Il datore di lavoro può sequestrare i cellulari

Fermo restando i limiti all’abuso del cellulare sul posto di lavoro e le sanzioni previste nel caso in cui il cellulare venga usato oltre misura a lavoro per motivi personali, il datore di lavoro non può sequestrare i cellulari dei dipendenti nè eseguire perquisizioni sui dipendenti, perché il divieto eventuale riguarda l’uso del cellulare a lavoro per motivi personali non quello di portare il proprio cellulare a lavoro.

Cartello divieto uso cellulare

Lo stesso datore di lavoro può decidere di scrivere un cartello con l’indicazione ‘E’ vietato il cellulare al lavoro’, ma si tratterebbe di una comunicazione relativamente fine a sé stessa considerando che non si può verificare che i dipendenti non abbiano con loro il proprio cellulare (cosa più impossibile che improbabile) perché non si possono controllare borse, cartelle o altri effetti personali, per cui non resta che affidarsi al buon senso dei lavoratori.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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