Quali lavoratori hanno limiti e vincoli su permessi legge 104 per leggi 2022 aggiornate

Legge 104 alla mano, è considerata persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva. Ma quali sono i limiti?

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
Quali lavoratori hanno limiti e vincoli

Permessi legge 104: quali sono i limiti in vigore?

Condizione fondamentale per accedere ai permessi legati alla legge 104 è la gravità della situazione di handicap. Dopodiché occorre appartenere a una delle 3 categorie previste dalla normativa vigente.

La legge 104, che quest'anno ha compiuto 30 anni, continua a essere un impianto normativo di strettissima attualità che risponde alle esigenze dei lavoratori disabili e dei familiari che li assistono. Tra le principali agevolazioni che sono riconosciute ci sono i permessi che possono essere su base giornaliera o su base oraria.

Più esattamente vengono riconosciuti agli aventi diritti 3 giorni di permesso mensile, frazionabili anche in ore. Ma anche a riposi orari giornalieri di 1 ora o 2 ore a seconda dell'orario di lavoro. Vediamo quindi più specificatamente:

  • Permessi legge 104: quali sono i limiti in vigore

  • Chi non può mai prendere i permessi legge 104

Permessi legge 104: quali sono i limiti in vigore

Condizione fondamentale per accedere ai permessi legati alla legge 104 è la gravità della situazione di handicap. Si tratta del più importante limite che non può essere evitato. A stabilire il grado di gravità è una Commissione medica che rilascia la certificazione indispensabile da esibire per poter accedere alla facilitazione lavorativa.

Legge 104 alla mano, è considerata persona handicappata colui che presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione.

Dopodiché la situazione di gravità scatta se la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all’età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione.

Altro aspetto fondamentale da considerare è la posizione ricoperta. Non tutti i lavoratori possono infatti prendere permessi sulla base della legge 104. Provando a sintetizzare, le categorie che hanno accesso a questa opzione sono 3. In prima battuta i disabili in situazione di gravità. Quindi i genitori, anche adottivi o affidatari, di figli disabili in situazione di gravità. Dopodiché il coniuge, parte dell'unione civile o convivente di fatto, parenti o affini entro il secondo grado di familiari disabili in situazione di gravità.

Il diritto, stabiliscono le normative vigenti che sono state aggiornate, può quindi essere esteso ai parenti e agli affini di terzo grado se i genitori o il coniuge o la parte dell'unione civile o il convivente di fatto della persona con disabilità grave hanno compiuto i 65 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Chi non può mai prendere i permessi legge 104

La legge 104 è stata più volte oggetto di modifiche e aggiornamenti. Pensiamo ad esempio al cambiamento introdotto solo pochi anni fa che ha introdotto la possibilità di usufruire dei permessi retribuiti per l'assistenza ai disabili anche alle parti di un'unione civile e ai conviventi di fatto con riferimento al proprio partner. In parallelo l'agevolazione non è però prevista per l'assistenza ai parenti del compagno.

A proposito delle categorie che non possono mai prendere i permessi legge 104, ricordiamo i lavoratori a domicilio, gli addetti ai lavoro domestici e familiari, i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata, né per se stessi né in qualità di genitori o familiari, i lavoratori autonomi e i lavoratori parasubordinati.

Come abbiamo premesso, i beneficiari della legge 104 possono fruire dei permessi legge 104 anche frazionandoli in ore. In questo caso, il limite massimo mensile di ore usufruibili va calcolato dividendo l'orario normale di lavoro settimanale per il numero di giorni lavorativi settimanali e moltiplicando il risultato per tre.