Vivere con la pensione italiana all'estero. Tasse e dove conviene

La convenienza di trasferire la propria pensione all’estero e Paesi dove è più conveniente vivere: cosa sapere

Vivere con la pensione italiana all'estero. Tasse e dove conviene

Sono sempre più i pensionati che decidono di trasferirsi all’estero per beneficiare di un regime fiscale agevolato sulla propria pensione, rispetto a quello italiano, per godersi appieno gli anni di meritato riposo dopo una vita di lavoro. Ma quanto conviene trasferire la propria pensione all’estero? E quali sono i migliori Paesi dove trasferirsi?

Tasse sulle pensioni italiane all'estero

Chi in pensione decide di trasferirsi all’estero sa già molto bene che la tassazione sulle pensioni italiane è decisamente più conveniente che nel nostro stesso Paese ed è questo il motivo che spinge tanti pensionati a lasciare l’Italia alla ricerca di migliori condizioni per godersi il meritato risposo dopo una vita di sacrificio a lavoro. La tassazione sulle pensioni italiane all’estero è minore rispetto a quella prevista in Italia: vi sono Paesi, come il Portogallo, che prevedono l’esenzione di imposta per la pensione per un periodo consecutivo di 10 anni, altri Paesi che prevedono l’esenzione per le pensioni dalle imposte regionali, comunali e l’Irpef, altre dove non è proprio previsto alcun pagamento di nessun genere, contrariamente all’Italia, dove l’importo netto è decisamente differente dall’importo lordo del trattamento pensionistico finale.

Dove conviene andare, in quali nazioni

Ma in quali Nazioni e Pasi conviene trasferirsi per godere al massimo della propria pensione? Considerando che l’Inps permette tranquillamente di percepire la pensione sia in Italia che all’estero, facendo arrivare il dovuto importo su stesse banche estere, è bene sapere che vi sono alcuni Paesi convenzionati con l’Italia dove i pensionati residenti sono esenti dalla doppia imposizione delle tasse. Le convenzioni sono sia con tutti i Paesi dell’Unione Europea sia con Paesi extra UE, come Brasile, Argentina, Venezuela, Stati Uniti, Emirati Arabi, Giappone, Cina, Filippine, Algeria, Tunisia, Marocco, Senegal, Russia, Indonesia, e poi ci sono le Isole Canarie in Spagna, dove sulla pensione non vengono applicate le imposte regionali, comunali e l’Irpef e il trattamento mensile risulta più alto di circa il 15% rispetto a quanto percepito da un residente in Italia, e il Portogallo, oggi Paese preferito dai pensionati italiani che vi si trasferiscono, dove per i residenti non abituali vale l’esenzione di imposta per la pensione per un periodo consecutivo di 10 anni.

Trasferimento pensione all'estero

Il trasferimento della pensione all’estero, stando a quanto confermano le ultime notizie, sembra stia diventando ormai pratica comune tra tutti quei pensionati che in Italia vivrebbero di stenti mentre in alcuni Paesi, come sopra elencati, riescono a fare la cosiddetta bella vita. E si tratta di una scelta che per la maggior parte dei pensionati sta risultando decisamente positiva. Certo, trasferire la pensione all’estero significa avere il coraggio di allontanarsi dalla propria vita e dalla propria famiglia, ma molto spesso, anche per aiutare figli e nipoti, risulta essere la scelta più conveniente.

Per trasferire la propria pensione all’estero, è necessario compilare e presentare relativa domanda esclusivamente online all’Inps, accompagnata da documenti che attestano l’effettiva residenza del pensionato all’estero, dal documento che attesta la residenza fiscale nel nuovo Paese rilasciato dalla competente autorità estera, all’attestazione di cancellazione dall’anagrafe comunale italiana, all’iscrizione all’Aire.

Detassazione pensione italiane all'estero

Se un pensionato si trasferisce all’estero può anche beneficiare della detassazione della pensione italiana all’estero. Per farlo, però, bisogna presentare all’Inps l’attestazione della nuova residenza fiscale rilasciata dalla competente autorità estera al pensionato, l’attestazione o autocertificazione di cancellazione dall’anagrafe comunale italiana e l’iscrizione all’Aire.

La detassazione della pensione si applica in rapporto all’anno di riferimento, cioè all’anno a cui l’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) trattenuta si riferisce, per cui se vengono trattenuti dall’Inps degli importi a conguaglio riferiti all’anno d’imposta precedente, non vengono restituiti al pensionato trasferito all’estero che nell’anno precedente risulta residente in Italia. Ciò che quindi viene considerato nella tassazione della pensione, anche se ci si trasferisce all’estero, è l’anno d’imposta a cui si riferisce il prelievo, e quest’ultimo può eventualmente essere restituito solo se per l’anno di riferimento si beneficia della detassazione.

E’ bene, però, sapere che l’Inps ha spiegato come il riconoscimento della detassazione della pensione non sia obbligatorio per l’istituto, che ha facoltà, in caso di dubbi, di continuare ad applicare alla pensione la tassazione italiana.

Ti è piaciuto questo articolo?







Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
Ultime Notizie