Bollo auto, truffe dilagano sfruttando disabili e morti e la frode perfetta

Bollo auto continuano le truffe per non pagare una delle tasse più invise dagli italiani, nonostante via siano diverse esenzioni e sconti in atto.

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Bollo auto: incentivi per auto ibride


Sempre più agli onori della cronaca casi di truffa, compresa la cosidetta truffa perfetta, nonostante i controlli siano sempre più forti.

Continuano le truffe, come quella perfetta che è stata descritta sotto, ma anche ulteriori che in modo organizzato e sistematico sfruttano i morti ì, i modo particolare i disabili che con la legge 104 non devono pagare il bollo auto. L'utima di queste truffe è stata trovata e sciperta dalla Guaria di Finanza di Chieti in Abruzzo con una sottrazione di almeno 170mila euro dovuti e 52 soggetti coinvolti denunciati a piede libero. E poi vi sono le esenzioni, che aumentano, ma anche una stretta sulle multe e controlli rc auto in automatico con vidoecamera fatta dalla polizia sulla strade per rc auto non pagato

Sono le regioni a muoversi con maggiore convinzione sul terreno del bollo auto. Mentre lo Stato discute di come cambiare un'imposta legata al semplice possesso del mezzo e non al suo effettivo utilizzo, ai chilometri percorsi o all'inquinamento prodotto, come da recente proposta, ecco che la Regione Piemonte prova a dare un colpo di spugna. E lo fa proponendo l'esenzione per i veicoli ibridi fino a 100 kwh di potenza nei primi 5 anni dopo l'immatricolazione. Terminato il quinquennio, il bollo si pagherà solo per la parte del motore a scoppio e mai su quella elettrica. Si tratta dunque di un provvedimento che mira alla promozione della diffusione di mezzi meno inquinanti in un territorio che, soprattutto nel suo capoluogo, presenta elevati livelli di criticità. L'incentivo è un esempio concreto di come possano essere raggiunti due obiettivi con un solo provvedimento.

Esenzioni del bollo auto

Anche altre regioni - viene in mente la Lombardia - si sono mosse in questa direzione ovvero nella previsione di esenzioni del bollo auto per alcune ben precise categorie. Ben sapendo che si può fare sempre di più, anche perché si tratta di una delle imposte meno digerite dai contribuenti italiani, non si passa alla cassa in caso di veicolo intestato a persona disabile o a persona che ha fiscalmente a carico un soggetto disabile, per patologie gravi che riguardano, sordomutismo, disabilità psichica con indennità di accompagnamento, disabilità motoria con adattamento del veicolo, disabilità fisica con grave limitazione della deambulazione.

In questo caso, l'iter da seguire è preciso e rigoroso: la documentazione medica, insieme a quella del veicolo può essere presentata presso gli uffici provinciali Aci o gli Uffici dell'automobile Club, o direttamente alla Regione, per ottenere il certificato di esenzione. Un caso a parte è quello del rimborso. In caso di doppio pagamento della tassa, di versamento eccedente o non dovuto, è possibile chiedere il rimborso compilando un'istanza presso gli uffici dell'Aci, con copia del bollo e della carta di circolazione del veicolo.

La truffa (perfetta?) del bollo auto

In questo contesto è di nuova salita al centro dell'attenzione la vicenda della presunta truffa del bollo auto smascherata dalla trasmissione televisiva le Iene. In buona sostanza, un'agenzia di smaltimento pratiche auto della provincia di Brescia avrebbe incassato l'importo dell'imposta che i clienti erano chiamati a versare. Peccato solo che anziché andare a pagare la tassa, l'agenzia avrebbe di volta in volta incassato l'intera somma. Lo stratagemma escogitato era molto semplice: avrebbe fatto emettere dalla ricevitoria il tagliando del preventivo del bollo, da cui avrebbe ritagliato la parte superiore in cui era scritto in maniera chiara e precisa "questo tagliando non è una ricevuta di pagamento", per poi presentarla al cliente come ricevuta del pagamento. Il tutto sarebbe andato avanti per anni e, precisiamolo, senza il coinvolgimento della ricevitoria. Il giro d'affari avrebbe superato 100.000 euro.

Stando alle disposizioni in vigore, il pagamento del bollo auto può essere effettuato presso le delegazioni Aci, le agenzie di pratiche auto, la maggior parte degli istituti di credito, gli uffici postali mediante il servizio Internet Banking, presso i tabaccai convenzionati con Banca Itb, direttamente collegati al Ruolo regionale e quelli aderenti al polo Lottomatica compilando le apposite schede per autovetture e autoveicoli a uso promiscuo soggetti al pagamento della tassa in misura piena, e per quelli che beneficiano di un particolare trattamento fiscale, come i taxi, e per tutti gli altri veicoli, come autobus, autocarri, rimorchi, ciclomotori.

Assicurazione auto: sanzioni e controlli. Anche in automatico al via

Sono partiti i primi controlli su strada in automatico sulle targhe per capire chi non paga le assicurazioni auto anche se non mancano i limiti al momento più normativi che tecnici. E poi proseguono le truffe sempre maggiori.

La norma c'è ed è stata introdotta da una manciata di settimana e qualche iniziale controllo è scattato, ma più per test che altro, perchè vi davvero diversi problemi. La legge prevede che le pattuglie delle forze dell'ordine equipaggiate con lo strumento per la lettura delle auto in transito sulle strade italiane, possano individuare subito gli evasori dell'assicurazione. Il punto è che si verifica una sovrapposizione tra le norme norme e quelle precedenti, con il risultato di provocare confusione e difficoltà di applicazione. La prova che le idee su come procedere non sono chiare? Non è ancora pronta la circolare operativa del Viminale. Il nodo principale riguarda i documenti: occorre notificare un verbale per assenza di assicurazione auto e invitare il proprietario del veicolo a esibire i documenti oppure basta la fotografia che testimonia come il veicolo sia in circolazione senza copertura come da banca dati? Basta insomma la verifica automatica? Se la risposta è affermativa perché il passaggio fisico non è stato cancellato?

Ma quali sono le sanzioni adesso in vigore? E cosa prevedono i controlli attuali? In caso di circolazione senza assicurazione auto, occorre fare riferimento all'articolo 193 del Codice della strada. Dopo aver ribadito l'obbligo di dotarsi di copertura da parte dei veicoli a motore senza guida di rotaie, compresi i filoveicoli e i rimorchi, viene stabilito che chiunque circoli senza assicurazione viene multato con una cifra variabile da 848 a 3.393 euro. Tuttavia l'importo viene ridotta a un quarto se l'assicurazione viene attivata entro 15 giorni dalla sanzione. Allo stesso tempo, viene ridotta sempre a un quarto se entro 30 giorni dalla contestazione, l'automobilista provvede alla demolizione del mezzo. La confisca si evita pagando la sanzione e dimostrando di aver pagato una copertura almeno per i successivi sei mese e le spese di sequestro o rottamando il mezzo.

Siamo dunque davanti a un sistema piuttosto complesso, rispetto a cui non a caso con una certa cadenza arrivano proposte di semplificazione ovvero di rendere le norme più fluide, anche con l'utilizzo delle nuove tecnologie. Già da anni molti corpi di polizia effettuano controlli con strumenti più aggiornati. Il punto è che si tratta di casi isolati perché non c'erano le condizioni di legge per un'applicazione automatica. Succede allora che l'apparecchio legge la targa dei mezzi in transito e trasmette gli allarmi su quelli che risultano scoperti a una pattuglia, che ferma i veicoli segnalati e verifica i documenti. Ciò richiede personale e non consente di fermare tutti i trasgressori. Le buone intenzioni per diventare efficaci devono dunque fare i conti anche con la realtà dei fatti.

Assicurazione auto obbligatoria

Di certo c'è in Italia l'assicurazione auto è obbligatoria. In particolare ogni veicolo a motore per poter circolare deve essere necessariamente coperto da una assicurazione auto rilasciata da una impresa abilitata. Da parte loro, le società di assicurazione sono tenute ad accettare le richieste di copertura da parte dei consumatori. L'eventuale rifiuto di rilasciare la polizza va segnalato all'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni per gli accertamenti e le conseguenti iniziative di vigilanza. Le società hanno l'obbligo di accettare la richiesta di copertura applicando le condizioni di polizza e le tariffe che hanno stabilito e reso pubbliche. Prima di concludere il contratto, le stesse società possono verificare l'identità del contraente e dell'intestatario del veicolo e i dati contenuti nell'attestato di rischio per poter attribuire la corretta classe di merito.

Se la compagnia, una volta stipulato il contratto con il possessore dell'auto, dovesse accertare che il contraente non aveva diritto alla classe di merito assegnata, può procedere a rettifica, applicando i conseguenti correttivi tariffari. In ogni caso, le società non possono condizionare il rilascio dell'assicurazione auto alla sottoscrizione di qualunque altro contratto, tranne che nel caso di polizza con clausola di franchigia a recupero garantito.







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di Luigi Mannini pubblicato il