Bollo auto 2018: scadenze pagamenti, esenzioni, prescrizione. E riduzioni

In caso di acquisto di un veicolo nuovo, il bollo è dovuto entro il mese di immatricolazione oppure entro il mese successivo se è immatricolato entro gli ultimi 10 giorni del mese.

Bollo auto 2018: scadenze pagamenti, ese

Bollo auto: chi è esentato


Tutte le regole del bollo auto, quelle attuali e quelle sono modificate da poco oltre ai cambiamenti che potrebbero arrivare. E poi chi deve pagare e chi no, le esenzioni e le prescizioni

Quando inizia un nuovo anno scatta inevitabile la preoccupazione del pagamento del bollo auto. Non tanto e non solo per il versamento in sé, che prevede scadenze differenti per ciascun possessore di auto, quanto piuttosto per le possibili novità introdotte e mai sufficientemente pubblicizzate. Ad esempio, cosa prevedono le norme sulle auto di nuova immatricolazione? E quali sono le categorie esentate dal pagamento della tassa? In cosa consiste l'accertamento alla fine del terzo anno successivo al mancato pagamento del bollo auto? E come metterla con le annose questioni relative a esenzioni, agevolazioni e scadenze? Si tratta di aspetti essenziali da approfondire e che anche questa volta sono al centro dell'attenzione perché il rischio di sbagliare è sempre dietro l'angolo quando c'è di mezzo il bollo auto.

Bollo auto: chi è esentato

Anche per il 2018 sono in vigore esenzioni totali o parziali del bollo auto. Nulla è dovuto per i veicoli storici ultratrentennali, le auto elettriche e le auto ibride; le auto alimentate esclusivamente a Gpl e metano; le auto per disabili, invalidi e portatori di handicap. Più esattamente, in quest'ultimo caso non si passa alla casa se il veicolo è intestato a persona disabile o a persona che ha fiscalmente a carico un soggetto disabile, per patologie gravi che riguardano sordomutismo, disabilità psichica con indennità di accompagnamento, disabilità motoria con adattamento del veicolo, disabilità fisica con grave limitazione della deambulazione. L'esenzione spetta per un solo veicolo con facoltà di scelta da parte dell'interessato che nella domanda di esenzione deve indicare la relativa targa.

Ma è necessario che l'auto abbia una cilindrata non superiore a 2.000 centimetri cubici, se a benzina, e a 2.800 centimetri cubici, se a gasolio. Anche le auto storiche ovvero quelle di interesse storico e collezionistico iscritte in uno dei registri Asi, Fiat, Alfa Romeo, Lancia e Fmi sono esentate dal versare l'importo del bollo auto. Agevolazioni anche per le auto Gpl, metano, elettriche e ibride, con disposizioni differenti in base alla regione di appartenenza. Niente bollo auto per i mezzi intestati alle Onlus, le ambulanze e i veicoli utilizzati per il trasporto di persone in particolari condizioni o di organi e sangue.

Prescrizione triennale quando non pagato

Abbiamo accennato in premessa alla questione dell'accertamento alla fine del terzo anno successivo al mancato pagamento del bollo auto. Ebbene, secondo una recentissima sentenza della Cassazione, il mancato versamento dell'imposta può essere oggetto di accertamento, ma non all'infinito. Più esattamente, la data limite è quella della fine del terzo anno successivo a quello del mancato passaggio alla cassa. E poi, in caso di acquisto di un veicolo nuovo, il bollo è dovuto entro il mese di immatricolazione oppure entro il mese successivo se il veicolo è immatricolato entro gli ultimi dieci giorni del mese. Se si acquista un veicolo usato da un privato, si deve versare la tassa nel primo periodo tributario successivo all'atto di acquisto.

Bollo auto, le modifiche attese e possibili

C'è una ragione molto pratica per cui è necessario riaprire la discussione sulla riforma del bollo auto. Rispetto a quanto accade negli altri Paesi europei, l'importo pagato dagli automobilisti italiani è mediamente superiore. Non solo, ma mentre altrove la somma è legata al livello di inquinamento prodotto, dalle nostre parti è tutto drammaticamente fermo. Almeno nei fatti perché nelle parole - soprattutto adesso che l'appuntamento delle urne ormai alle porte - le proposte non mancano. La maggioranza aveva prospettato l'ipotesi di abolizione del bollo auto e il provvedimento sarebbe stato finanziato con l'aumento dell'accisa sui carburanti di circa 15 centesimi al litro. Il centrodestra aveva invece proposto di legare la quota all'inquinamento prodotto. Proprio la carta del bollo auto e della promessa della sua cancellazione potrebbe essere giocata per recuperare consenso tra i cittadini.

Controlli più severi e multe da riscuotere subito, anche per bollo auto

C'è un problema di fondo che riguarda le multe in Italia ed è quello della riscossione (compreso quello del bollo auto sia pagato in ritardo che proprio non pagato) di quanto richiesto ai contribuenti. La conseguenza, come fa notare il direttore dell'Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini, è che le multe si trasforma in cartelle esattoriale ovvero in sanzioni e interessi aggiuntivi da corrispondere da parte dei contribuenti. Tuttavia c'è un aspetto che mette al centro dei suoi ragionamenti e che rappresenta la linea di indirizzo per il futuro: gli inviti al pagamento che consentono di mettersi volontariamente in regola con il fisco sono efficaci e rappresentano uno strumento da migliorare, ma comunque su cui insistere. Questo almeno in via ufficiale, perché poi le Entrate hanno intenzione di seguire un'altra strada e passa da interventi di riscossione iper veloci senza perdite di tempo.

Stando alle regole che cambiano, si prospetta vita dura per gli automobilisti indisciplinati. Le multe ricevute per violazione del codice della strada e del bollo auto - un parcheggio in area vietata o lo sforamento dei limiti di velocità su una strada extraurbana - diventeranno subito esecutivo ai fino della riscossione. Lo ha detto chiaro e tondo lo stesso numero uno dell'Agenzia di XX Settembre, spiegando come, al pari di quanto già avviene con i debiti per mancati contributi previdenziali versati o debiti erariali, sia necessario allargare alle sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada la validità immediata dell'atto notificato all'ente, anche ai fini dell'esecuzione forzata a mezzo ruolo. C'è proprio quella parola forzata che è destinata a fare la differenza rispetto al passato. Ergo: si ricorrerà con sempre maggiore frequenza alle cosiddette ganasce fiscali ovvero al fermo amministrativo dei veicoli.

Le ganasce fiscali sono un fermo amministrativo che consiste in una misura cautelare, attivata dalll'agente della riscossione, attraverso la trascrizione del fermo del veicolo nel Pubblico registro automobilistico, non consentendole di circolare. Se dopo il fermo il debito continua a non essere pagato, l'Agenzia delle entrate può sottoporre l'auto a pignoramento e venderla all'asta. Naturalmente è sempre possibile cancellare il fermo amministrativo. Basta esibire allo stesso Pubblico registro automobilistico il provvedimento di revoca che l'agente della riscossione rilascia all'atto del pagamento della multa, con tanto di sanzioni e interessi.

Pugno duro, dunque, ma anche e soprattutto rapido e incisivo. Come spiegato da Ruffini, il ruolo dell'Agenzia delle entrate sarebbe quello di intervenire nella fase esecutiva, senza riprendere la notifica della cartella di pagamento. Numeri alla mano, quelli che spingono all'applicazione di regole differenti rispetto a quelle adesso in vigore, ammonta a circa un milione e mezzo la quantità di cartelle relative a sanzioni amministrative stradali. Volendo fare un paragone, in sei anni l'ormai ex Equitalia, le cui funzioni sono adesso in mano alle Entrate che è subentrata nell'esercizio delle mansioni e nella gestione delle nuove pratiche di riscossione, ha incamerato per conto dei Comuni oltre quattro miliardi con le cartelle e dal 2000 a oggi ha portato a incassare 34,56 miliardi di euro.







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di Luigi Mannini pubblicato il