Bollo auto 2018 regole nuove, multe, conteggio, sconti, esenzioni

Le novità previste per il pagamento del bollo auto 2018: come, quando e quanto pagare e modalità di calcolo e versamento

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Il bollo auto diventa nel 2018 da una parte più favorevole per i cittadini con una serie di sconti, dall'altra più stringente per una serie di controlli maggiori che verranno fatti e multe immediate

Senza dubbio il bollo auto, insieme al canone Rai, è uno dei tributi più odiati dagli italiani. Una tassa che si paga per il solo possesso di un’autovettura. Una trappola che prevede qualche scorciatoia. Almeno per le organizzazioni di volontariato che operano nel campo della protezione civile e della salvaguardia ambientale, che per tutto il 2017 hanno goduto anche dell’esenzione del bollo auto per i propri mezzi. Il provvedimento aveva certamente degli effetti benefici immediati sulle tasche dei diretti interessati perché veniva garantito un risparmio comunque consistente perché in genere queste associazioni di volontariato dispongono di più veicoli.

Un provvedimento che, però, per il 2018 non sarà più in atto almeno in Veneto e costringerà quindi anche le associazioni di volontariato a pagare questa tassa per avere il diritto di circolare senza problemi. Questo perché il bilancio della Regione Veneto non può sostenere questo provvedimento. Il bollo auto non si pagherà invece in Umbria e in altre regioni italiane.

Si va verso il pagamento del bollo auto 2018 e i primi pagamenti sono in programma per l'inizio dell'anno per coloro che hanno il bollo in scadenza questo mese di dicembre. Sono tuttavia previste novità per il pagamento del bollo auto 2018. Per il 2018, infatti, sono state previste particolari agevolazioni per i veicoli di persone con disabilità. In particolare, è stata decisa una detrazione del 19% dell'Irpef, imposta sul reddito delle persone fisiche per:

  1. sordomuti;
  2. soggetti con disabilità dalle quali scaturisce l'indennità di accompagnamento;
  3. disabili con gravi o limitate capacità di movimento.

Bollo auto 2018: dove pagare

Sono diverse le modalità di pagamento possibili per il bollo auto 2018. E’, infatti, possibile saldare il proprio conto del bollo auto presso:

  1. le tabaccherie e le ricevitorie del lotto collegate alla rete Lottomatica Servizi;
  2. uffici postali;
  3. le delegazioni A.C.I.- Automobile Club d'Italia;
  4. gli sportelli bancomat Unicredit utilizzando la carta bancomat operante sul circuito Pagobancomat rilasciata da qualsiasi istituto bancario e senza corrispondere alcuna commissione (digitando il n° di targa) solo se non ci si avvale del sistema pagoPA®;
  5. online sui siti di Poste Italiane;
  6. tramite bonifico online presso le proprie banche.

Bollo auto 2018: quando e quanto

Il bollo auto deve essere sempre pagato entro le date stabilite. Il bollo auto deve essere pagato entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza del bollo se si tratta di veicoli già circolanti, mentre per quelli nuovi il pagamento è previsto entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione. Se la pratica è avvenuta negli ultimi dieci giorni del mese si può versare quanto dovuto nel mese successivo. Per chi, per esempio, ha la scadenza del bollo auto fissata per la fine di dicembre, è possibile pagare fino al prossimo 31 gennaio 2018.

L'importo del bollo auto da versare si calcola in base al veicolo posseduto e alla sua potenza e dipende dalla regione di residenza: non è, infatti, lo stesso per tutti gli automobilisti italiani. E’ comunque possibile effettuare il calcolo di quanto versare di bollo o rivolgendosi alle tabaccherie presso cui è possibile pagare poi direttamente, semplicemente fornendo la targa della propria vettura, o attraverso il sistema elaborato dall'ACI per calcolare l'importo del bollo auto fornisce la cifra da pagare. Per effettuare il calcolo basta indicare la tipologia del veicolo interessato, selezionare il tipo di pagamento (rinnovo, prima immatricolazione, ecc.) e inserire il numero di targa.

Bollo auto 2018: casi di esenzioni parziali e totali

Diversa la situazione per quanto riguarda il pagamento del bollo auto per:

  1. auto ecologiche a gpl;
  2. auto a metano;
  3. auto elettriche e ibride;
  4. auto bifuel.

Queste categorie di vetture, infatti, sono esenti dal pagamento del bollo auto e per le auto elettriche l’esenzione dal pagamento del bollo vale per cinque anni, o può essere anche parziale, fino anche al 75% nel caso di auto a GPL o metano. Del tutto esenti dal pagamento del bollo auto anche i veicoli storici per cui siano trascorsi i 30 anni dall’immatricolazione. Per questi stessi mezzi, però, è previsto il pagamento di tassa di circolazione, del valore di 20-30 euro, in base alla regione di residenza.

Le multe e le sanzioni per le auto diventano molto più severe e rigide a partire dai controlli, ma soprattutto nell'esecuzione e nei pagamenti oltre che dagli accertamenti e i fermi amministrativi locali, dalla genasce concreete a quelli fiscali

Mult più severe e controlli

C'è un problema di fondo che riguarda le multe in Italia ed è quello della riscossione di quanto richiesto ai contribuenti. La conseguenza, come fa notare il direttore dell'Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini, è che le multe si trasforma in cartelle esattoriale ovvero in sanzioni e interessi aggiuntivi da corrispondere da parte dei contribuenti. Tuttavia c'è un aspetto che mette al centro dei suoi ragionamenti e che rappresenta la linea di indirizzo per il futuro: gli inviti al pagamento che consentono di mettersi volontariamente in regola con il fisco sono efficaci e rappresentano uno strumento da migliorare, ma comunque su cui insistere. Questo almeno in via ufficiale, perché poi le Entrate hanno intenzione di seguire un'altra strada e passa da interventi di riscossione iper veloci senza perdite di tempo.

Stando alle regole che cambiano, si prospetta vita dura per gli automobilisti indisciplinati. Le multe ricevute per violazione del codice della strada - un parcheggio in area vietata o lo sforamento dei limiti di velocità su una strada extraurbana - diventeranno subito esecutivo ai fino della riscossione. Lo ha detto chiaro e tondo lo stesso numero uno dell'Agenzia di XX Settembre, spiegando come, al pari di quanto già avviene con i debiti per mancati contributi previdenziali versati o debiti erariali, sia necessario allargare alle sanzioni amministrative per le violazioni del codice della strada la validità immediata dell'atto notificato all'ente, anche ai fini dell'esecuzione forzata a mezzo ruolo. C'è proprio quella parola forzata che è destinata a fare la differenza rispetto al passato. Ergo: si ricorrerà con sempre maggiore frequenza alle cosiddette ganasce fiscali ovvero al fermo amministrativo dei veicoli.

Le ganasce fiscali sono un fermo amministrativo che consiste in una misura cautelare, attivata dalll'agente della riscossione, attraverso la trascrizione del fermo del veicolo nel Pubblico registro automobilistico, non consentendole di circolare. Se dopo il fermo il debito continua a non essere pagato, l'Agenzia delle entrate può sottoporre l'auto a pignoramento e venderla all'asta. Naturalmente è sempre possibile cancellare il fermo amministrativo. Basta esibire allo stesso Pubblico registro automobilistico il provvedimento di revoca che l'agente della riscossione rilascia all'atto del pagamento della multa, con tanto di sanzioni e interessi.

Pugno duro, dunque, ma anche e soprattutto rapido e incisivo. Come spiegato da Ruffini, il ruolo dell'Agenzia delle entrate sarebbe quello di intervenire nella fase esecutiva, senza riprendere la notifica della cartella di pagamento. Numeri alla mano, quelli che spingono all'applicazione di regole differenti rispetto a quelle adesso in vigore, ammonta a circa un milione e mezzo la quantità di cartelle relative a sanzioni amministrative stradali. Volendo fare un paragone, in sei anni l'ormai ex Equitalia, le cui funzioni sono adesso in mano alle Entrate che è subentrata nell'esercizio delle mansioni e nella gestione delle nuove pratiche di riscossione, ha incamerato per conto dei Comuni oltre quattro miliardi con le cartelle e dal 2000 a oggi ha portato a incassare 34,56 miliardi di euro.