False assicurazioni auto come riconoscerle e come difendersi

di Chiara Compagnucci pubblicato il
False assicurazioni auto come riconoscer

Rc Auto, Ivass lancia allarme

Basta consultare il sito dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni contenente gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare in Italia.

Ancora una vicenda di polizze truffe e ancora una denuncia da parte dell'Ivass, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. L'indice è questa volta puntato contro il sito terzibroker.com e la sua offerta di servizi di brokeraggio assicurativo.

Peccato solo che l'inserimento dell'indirizzo dell'intermediario indicato (regolarmente iscritto nel Registro unico degli intermediari) sia stato del tutto arbitrario ovvero all'insaputa dell'intermediario stesso. L'Istituto non solo denuncia l'irregolarità dell'attività di intermediazione assicurativa del sito è irregolare, ma ha già chiesto l'oscuramento al pubblico alle Autorità competenti.

Come riconoscere le false assicurazioni auto

Non si tratta di una novità dell'ultim'ora in ambito assicurativo perché già in passato la stessa Ivass ha denunciato l'emissione di polizze contraffatte. Da qui il suggerimento di alzare l'indice di attenzione, soprattutto nel caso si scelga di percorrere la strada del web per sottoscrivere un'assicurazione di breve durata. Cosa fare? Verificare che i contratti siano emessi da imprese e attraverso intermediari autorizzati allo svolgimento dell'attività assicurativa e di intermediazione assicurativa.

In fin dei conti basta consultare il sito dell'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni contenente gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare in Italia, la lista degli avvisi relativi a casi di contraffazione, società non autorizzate e siti web non conformi alla disciplina sull'intermediazione. E naturalmente il Registro unico degli intermediari e l'elenco degli intermediari dell'Unione europea.

Cosa controllare, quali dati devono esserci.

Coloro che esercitano l'attività via web devono sempre indicare, senza eccezioni, i dati identificativi dell'intermediario, l'indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l'indirizzo di posta elettronica, il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari, oltre all'indicazione che è soggetto al controllo Ivass.

Di più: per gli intermediari dello Spazio economico europeo abilitatati a operare in Italia il sito deve riportare anche l'indicazione dell'eventuale sede secondaria e la dichiarazione del possesso dell'abilitazione all'esercizio dell'attività in Italia con l'indicazione dell'Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine. Di conseguenza i siti Internet e anche i profili Facebook o di altri social network che non contengono queste informazioni non sono conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa ed espongono il consumatore al rischio di stipulazione di polizze contraffatte.

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