Auto diesel, rincari per rc auto e bollo in arrivo per costringere a cambiarle. I motivi

Arrivano sia dai singoli governi che dall'Europa i tentativi di limitare la circolazione di auto alimentate a diesel e di favorire la diffusione di mezzi non non inquinanti.

Auto diesel, rincari per rc auto e bollo

I tentativi di bloccare il diesel


Troppo inquinamento, questo è il motivo fondamentale per cui si sta decidendo a livello italiano ed europeo di cercare i velocizzare il blocco delle auto diesel. Alcune nazioni lo faranno con agevolazioni per il cambio del parco auto dei cittadini, altre con l'aumento dei costi. E noi potremmo essere in questa ultima situazione, visto che i soldi sembrano mancare per gli incentivi. Ma è stessa Europa che potrebbe decidere in questo senso negativo. Troppi 43 milioni di auto diesel inquinanti, vecchie. E molte sono in Italia.
 

La crociata contro i motori diesel è iniziata da tempo, alimentata anche dai passi falsi di alcuni grandi produttori. Ma adesso trova nuova linfa vitale dai dati di uno studio della Federazione europea per il trasporto e l'ambiente. Tra le 43 milioni di auto inquinanti in tutta Europa ci sono anche quelle italiane. Anzi, il nostro Paese fa la sua parte piazzandosi al quarto posto della graduatoria. Si tratta di un numero decisamente allarmante, considerando che l'indice è puntato anche contro le Euro 6 che superano i limiti. E anche se i dati di vendita riferiscono come il diesel faccia ancora breccia tra le preferenze degli automobilisti, il calo è evidente. Solo in Italia ha perso il 5,3% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. E in Europa va ancora peggio, essendo precipitato al di sotto del 40% delle immatricolazioni.

Tutti contro il diesel

E se il diesel va così male è anche per via della perdita della estrema convenienza rispetto al prezzo della benzina. Senza naturalmente considerare gli annunci di chiusura del traffico provenienti da molte città, italiane comprese. Tuttavia di auto inquinanti continuano a essere piene le strade continentali. Lo rivela un'organizzazione non governativa con sede a Bruxelles, la Federazione europea per il trasporto e l'ambiente. A suo dire sono 43 milioni i diesel inquinanti, quelli che dovrebbero sparire dalla circolazione. E rispetto ad altri rapporti prova a fare un passo in avanti in più, localizzandoli Paese per Paese. Viene così fuori come la situazione più critica sia quella francese con le sue 8.741.000 auto inquinanti. A seguire si piazzando la Germania (8.208.000 unità), il Regno Unito (7.267.000 unità), e l'Italia (5.255.000 unità).

I tentativi di bloccare il diesel

Arrivano sia dai singoli governi che dall'Europa i tentativi di limitare la circolazione di auto alimentate a diesel e di favorire la diffusione di mezzi non non inquinanti. Se il numero chiuso nei centri storici o le targhe alterne, alcune volte associate al blocco totale della circolazione, sono misure applicate soprattutto nei giorni festivi, gli esecutivi sono piuttosto alla ricerca di soluzioni più strutturali. Il concetto di fondo è far pagare di più chi inquina di più. In che modo? Aumentando i costi per sottoscrivere l'assicurazione obbligatoria, ad esempio, ma anche rendendo più salata la tassa per il possesso. Anzi proprio quest'ultima è la strada suggerita dall'Europa. E sono sempre in pista le agevolazioni per il cambio auto ovvero quelle per l'acquisto di un mezzo amico dell'ambiente in cambio dei veicoli inquinanti.

Di più: per evitare nuove truffe sulle emissioni, la Commissione europea ha aggiunto due anni alle prove del ciclo di omologazione un test finalizzato a rilevare l0inquinamento in condizioni reali sui modelli commercializzati dal primo settembre 2017. Le regole sono entrate ufficialmente in vigore il primo settembre di quest'anno ed ha appunto una valenza retroattiva, con tutte le conseguenze che comporta in termini di ritardi nell'adeguamento delle auto.