Auto diesel e benzina rialzo costi subito inizia su tutto. E fine vendita sempre più vicina per legge

Occorre un mix di scelte fra i governi e i produttori di auto nel segno dell'investimento e della promozione della diffusa di auto elettriche e mobilità condivisa.

Auto diesel e benzina rialzo costi subit

Nuove regole per il settore trasporti


Sempre più vicina, in un lasso di tempo corto e breve, ovvero tra i 10 e i 15 anni, ma ancora prima per le auto diesel vecchie, vi sarà il blocco e la fine delle vendite in Europa. Ed è ufficiale, nel senso che se si vogliono centrae gli obiettivi dell'accordo di Parigi si deve per forza fare in questo modo e dopo il diesel anche le auto a benzia dovranno essere bloccare con era a proprio rivoluziona del parco circolante. Certo, potrebbe cambiare tutto, se cambiassero gli accordi di Parigi, ma ci sono anche leggi di alre nazioni o anche di regioni e città (come Londra o Parigi stessa) che entro alcuni anni prevedno la chiusura della circolazione prima al diesel e poi alla benzina. E nel frattempo c'è un aumento dei costi, dei rincari su tutto a partire dal prezzo dei carburanti anche questo per legge deciso dalla Commissione nel 2019 e ad atri che sono stati già fatti in altre nazioni e che dovranno arrivare anche in Italia come spiegato nell'articolo
 

Non si tratta affatto di una sfida sul terreno economico ma della difesa dell'ambiente. Andando di questo passo ovvero senza lo stop alla produzione e alla vendita di nuove auto a diesel e benzina nell'arco di 10 anni (che se si pensa sono pochissimi anni), sarà impossibile salvare il clima. I danni prodotti saranno tali da non poter tornare indietro. Saranno molto semplicemente irreversibili. Nel rapporto più recente del Deutsches Zentrum für Luft und Raumfahrt (DLR), il centro aerospaziale tedesco, commissionato da Greenpeace, viene fissata chiaramente una data: il 2028. Entro questo anno occorre centrare quella svolta così tanto annunciata ma mai realmente perseguita. Altrimenti tutti gli obiettivi fissati nell'accordo di Parigi sul clima, a iniziare dalla limitazione del riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius, finiranno per rimanere per sempre lettera morta.

Come fare? Occorre un mix di scelte fra i governi e i produttori di auto nel segno dell'investimento e della promozione della diffusa di auto elettriche e mobilità condivisa. Servono cioè nuove norme e nuovi investimenti per sviluppare veicoli elettrici economici, più piccoli e con consumi di energia ridotti.

L'alternativa? Scelte politiche molto drastiche

Come si legge chiaramente nello studio commissionato da Greenpeace alla società di ricerca Deutsches Zentrum für Luft und Raumfahrt e.V. (German Aerospace Center), se l'Europa intende onorare gli impegni presi con gli accordi di Parigi per limitare l'innalzamento delle temperature medie entro il grado e mezzo, la vendita di auto a benzina, a gasolio e delle ibride convenzionali dovrà finire entro il 2028. La ragione è estremamente chiara e non confutabile: il numero delle auto a benzina e diesel circolanti sulle strade europee ha la necessità di ridursi dell'80% entro il 2035 e che le auto con motori a combustione interna rimarranno tra le flotte europee fino ai primi anni 40. La sola alternativa è l'implementazione di politiche attive e drastiche, che anticipino la scomparsa dei veicoli alimentati con combustibili fossili. Ma almeno per adesso non si intravedono all'orizzonte provvedimento di questo tipo.

A caccia delle nuove regole per il settore trasporti

A rincarare la dose ci pensa Andrea Boraschi, responsabile della campagna trasporti di Greenpeace Italia, secondo cui l'eliminazione dei motori alimentati con i derivati del petrolio non solo avrà effetti positivi per il clima ma aiuterà a ridurre la crisi sanitaria che viene dall'inquinamento atmosferico, migliorando la qualità della vita. A suo dire le sfide non si vincono in automatico perché è comunque indispensabile che i governi nazionali e l'industria dell'automobile si facciano carico dell'impegno per la difesa del clima. Ed è questo uno degli snodi ancora irrisolti perché, come fa notare, i politici europei (il report, si ricorda ancora, riguarda le auto circolanti nei 28 stati dell'Unione europea, in Norvegia e in Svizzera) siano lontani dal senso profondo di questa sfida. Mancano insomma le norme che tracciano il percorso della decarbonizzazione e dall'apertura di una nuova era per il settore trasporti.

Nel frattempo, subito rincari

Nel frattempo, molte nazione si stanno muovendo in due direzioni, da una parte agevolare l'acquisto di auto ibride o meglio ancora elettriche, dall'altra stanno aumentando le imposte e i costi vari tra cui assicurazioni rc auto e bollo per i veicoli diesel. Si inizierà con quelli di vecchia generazione e, poi, man mano tutti gli altri. Anche, perchè, o si modificano gli obiettivi di Parigi o questo è il percorso anche ufficiale legislativo da fare. Per l'Italia l'aumento dei costi potrebbe, purtroppo,  essere la via più semplice visto anche che i soldi sono pochi, e le agevolazioni non sembrano così facili da mettere a disposizione dei cittadini.
E per le auto sia benzina e diesel si prevede anche, come spiegato ieri dal Sole24ore, un aumento, un vero e proprio salasso per il costo dei carburanti visto che la Commissione che se ne occupa ha già previsto tre rialzi per il prossimo anno, che insieme a tutta una serie di elementi potrebbero portare i costi a due euro al litro. Certo, si spero, che dopo tanti annunci, arrivi davvero il taglio tanto promesso che passa anche dal bloccare queste decisioni già prese a livelo legilsativo e ufficiali