Auto elettrica, i pro e contro. Incentivi in Italia, ma c'è chi è contrario all'elettrico

di Chiara Compagnucci pubblicato il

L'impressione è che senza l'avvio di una politica di incentivi all'acquisto, il mercato dell'elettrico in Italia non riesca a decollare.

Auto elettrica, i pro e contro. Incentiv

Auto elettrica, pro e contro

Auto elettrica, sì o no? La questione sta progressivamente diventando centrale perché l'addio annunciato al diesel spinge produttori e consumatori a individuare alternative sicure. Siamo ancora agli albori di un confronto destinato a diventare più acceso mese dopo mese. Nell'andare a caccia dei pro e dei contro occorre iniziare da un presupposto: le auto elettriche sono considerate vantaggioso perché azzerano l'inquinamento atmosferico. Non quello generale perché nelle valutazioni occorre tenere conto dell'intero ciclo di vita della vettura, incluso il suo smaltimento. Le differenze sono comunque innegabili. Basti pensare che secondo uno studio citato dalla università VUB di Bruxelles, l'auto elettrica è fino a 8 volte meno dannoso per per la salute rispetto a un veicolo alimentato con diesel Euro 6,

Auto elettrica, pro e contro

Di fatto la principale barriera all'acquisto di un'auto elettrica è il costo ancora elevato delle vetture. Anche se occorre ricordare gli sforzi dei produttori a proporre vendute competitive a un prezzo più contenuto. Le altre incertezze riguardano l'inadeguatezza della rete di ricarica e l'autonomia limitata. Ma almeno sotto il primo profilo, proprio la diffusione di auto elettriche potrebbe spingere i player a potenziare le infrastrutture. Come fa notare Vittorio Chiesa, direttore di E&S Group del Politecnico di Milano, la disponibilità di un punto di ricarica domestica o sul luogo di lavoro sia condizione quasi indispensabile per vincere la range anxiety e convincere un privato all'acquisto di un'auto elettrica.

Soprattutto perché la rete di ricarica pubblica è considerata adeguata solo dal 10% del campione, contro il 30% che la ritiene adeguata in parte e il 60% che pensa non lo sia affatto. Ma c'è anche chi, come Nico Meilhan, esperto di energia presso Frost & Sullivan, la pensa diversamente e invita le autorità ad aumentare le tassa sui veicoli più pesanti e inquinanti anziché incoraggiare l'acquisto di un'auto elettrica.

Incentivi in Italia, il punto

L'impressione è che senza l'avvio di una politica di incentivi all'acquisto, il mercato dell'elettrico in Italia non riesca a decollare. Almeno fino a questo momento gli sforzi per favorire la mobilità sostenibile sono rimasti fermi sulla carta. Ma che ci sia bisogno di una spunta dall'alto è dimostrato anche dall'E-Mobility Report 2018 realizzato dall'Energy&Strategy (E&S) Group della School of Management del Politecnico di Milano, secondo cui l'auto elettrica accelera dove è favorita dagli incentivi. E non è un caso, viene fatto notare, che in Italia la crescita sia ancora lenta. Dalle nostre parti, nei primi sei mesi dall'anno sono stati venduti quasi gli stessi mezzi di tutto l'anno precedente.

Il primo mercato europeo è la Norvegia con 62.000 veicoli venduti (sono previste agevolazioni dirette) ovvero il 39% del mercato interno. Segue la Germania (incentivo diretto all'acquisto pari a 4.000 euro per un Bev e 3.000 per un Phev) con quasi 55.000 immatricolazioni, quindi la Gran Bretagna a quota 47.000.

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