CQC 2020 rinnovo ed esame, nuova legge. Cosa cambia per Carta di Qualificazione Conducente

di Chiara Compagnucci pubblicato il
CQC 2020 rinnovo ed esame, nuova legge.

CQC 2020 rinnovo ed esame, nuova legge

Le nuove disposizioni in materia di corsi, esami e rinnovo per il conseguimento della CQC 2020 sono contenute nella nuova circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Arriva un carico di novità sulla Carta di Qualificazione del Conducente 2020 che coinvolge sia il rinnovo e sia l'esame. Si tratta di quel documento, più noto come CQC, che certifica le capacità professionali per svolgere l'attività di autotrasportatore con la patente di guida di categoria C/C+E o D/D+E.

In buona sostanza si tratta di uno step aggiuntivo richiesto a chi è alle prese con attività di trasporto per conto terzi con veicoli di massa superiore a pieno carico a 3,5 tonnellate per trasporto merci o di persone.

Non si tratta di un mero passaggio burocratico, perché la CQC è obbligatoria nel 2020 e tutte le novità su esame e rinnovo riguardano entrambe le tipologie della Carta di Qualificazione del Conducente 2020: quella per il trasporto di merci e quella per il trasporto di persone.

Approfondiamo in questo articolo due aspetti centrali, riassumendo tutte le novità che la nuova legge introduce

  • Rinnovo ed esame, cosa cambia per CQC 2020
  • Nuova legge per Carta di Qualificazione Conducente

Rinnovo ed esame, cosa cambia per CQC 2020

Le nuove disposizioni in materia di corsi, esami e rinnovo per il conseguimento della Carta di Qualificazione del Conducente sono contenute nella circolare 18.559 del 2019 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I titolari possono richiedere il rilascio del documento di tipo KB.

In tutti i casi, il requisito che fa la differenza è la professionalità. In pratica se l'auto è utilizzata per il trasporto merci o passeggeri per ragioni private e non lavorativo hanno l'obbligo di dotarsi della CQC se sono assunti con la qualifica di autisti.

Se la patente è scaduta occorre rinnovarla e solo successivamente procedere con la Carta di Qualificazione del Conducente. Tra le novità da segnalare c'è anche la nuova procedura da seguire per il ripristino nel caso in cui sia stata revocata per trasferimento all'estero.

Dal punto di vista strettamente fiscale, dal 2020 autoscuole ed enti di formazione devono allegare la marca da bollo alla richiesta di autorizzazione per svolgere corsi per l'ottenimento della Carta di Qualificazione Conducente.

Ma anche sotto questo profilo ci sono due aspetti di fondamentale importanza che vanno nel segno della regolarizzazione. In particolare, i corsi organizzati all'interno delle imprese possono essere frequentati solo dai dipendenti e le autoscuole devono ottenere il formale via libera dalla Motorizzazione civile.

I docenti dei corsi Carta di Qualificazione del Conducente sono quindi chiamati a dimostrare di avere seguito i corsi di aggiornamento.

Se il titolare non rinnova la Carta di Qualificazione del Conducente è chiamato a frequentare il corso integrativo. Stando a quanto espressamente messo nero su bianco, le lezioni hanno durata al giorno di almeno 2 ore e non più di 7.

Dal punto di vista pratico, se l'autoscuola è distante dall'autostrada, le esercitazioni possono essere spostate sulle strade extraurbane. Al termine del percorso formativo la patente presenta il codice 95 e il codice nazionale 107.

In ogni caso, tutta la procedura dell'esame di revisione della Carta di Qualificazione del Conducente è descritta passo dopo passo nella circolare 18.559 del 2019 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Nuova legge per Carta di Qualificazione Conducente

Come viene specificato dal Ministero, la Carta di Qualificazione Conducente dura 5 anni. Il rinnovo è legato alla di frequenza di un corso di formazione periodica, al termine del quale è emesso un duplicato del titolo sul quale viene apposto il codice UE 95 con l'indicazione della nuova data di scadenza.

I corsi possono essere seguiti sia da chi ha una patente di guida rilasciata da Stato dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo, se in Italia lavorano o hanno residenza anagrafica o normale, e sia da chi ha una patente di guida rilasciata da uno Stato extra Unione europea o extra Spazio economico europeo, se svolgono l'attività di conducente alle dipendenze di un'impresa stabilita in Italia, previa esibizione del permesso di soggiorno.

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