Diesel Lombardia, no bonus. Elenco resto Italia. E sconti assicurazioni, benzina in vigore per tutti

La Regione Lombardia decide allora di mettere al bando le auto diesel bloccando gli incentivi, ma senza fare alcuna distinzione tra motori puliti o meno.

Diesel Lombardia, no bonus. Elenco resto

No diesel, sì elettrico, ibrido e benzina


Comprare in Lombardia un'auto alimentata con motore diesel non conviene. O meglio, scegliere una soluzione meno inquinante si rivela più affrontabile dal punto di vista economico. La Regione ha infatti approvato una norma destinata a far discutere: solamente chi sceglie un mezzo ibrido o elettrico e perfino a benzina può usufruire delle agevolazioni in vigore ovvero il contributo per la rottamazione del mezzo in proprio possesso, pari a 90 euro, e l'esenzione per tre anni dal bollo auto, il cui importo varia in base alla potenza dei veicolo. Al di là delle valutazioni personali, si tratta di una decisione che spiazza per la semplice ragione che le norme in materia approvate sul finire dello scorso anno non prevedevano alcuna differenza. In ogni caso si tratta di una situazione in continuo movimento, perché ci sono alcune distinzioni da fare e ulteriori incentivi sono in arrivo.

No diesel, sì elettrico, ibrido e benzina

La Regione Lombardia decide allora di mettere al bando le auto diesel bloccando gli incentivi. La ragione è per via della formazione di ossidi di azoto, decisive per oltre la metà delle emissioni totali regionali. Il punto è che non tutti i diesel sono così inquinanti e quelli euro 6 sono considerati puliti. E anche se alcune di esse sono state coinvolte nello scandalo del dieselgate, ci sono anche altri modelli (la maggior parte) che ne sono fuori. Sembra che a pesare siano state le procedure di infrazione della Commissione europea contro l'Italia per il superamento dei limiti delle polveri sottili, anche in alcune zone della Lombardia.

A detta dell'organismo europeo, la quota di veicoli diesel venduti in Italia era del 56% nel 2015, contro il 36% nel 2012. Si tratta di una tendenza chiara dell'indispensabilità di prevedere un cambio di rotta. E la Regione Lombardia ha deciso di provvedere al taglio degli incentivi.

Incentivi: cosa succede nelle altre regioni. Per assicurazioni e acquisto auto

Se gli utenti sono sempre più incuriositi dalle auto ibride ovvero da quelle che presentano una doppia motorizzazione, ecco che le compagnie assicurative si sono mosse con tempestività con la proposizione di agevolazioni per la sottoscrizione di polizze. Ma sono anche altri vantaggi a livello locale, come il libero accesso sia alle zone a traffico limitato, il parcheggio gratuito sulle strisce blu o la circolazione sulle corsie preferenziali. Non ovunque perché si tratta di norme comunali, ma la tendenza è chiara. Allo stesso tempo le regioni Basilicata, Campania, Lazio, Liguria, Marche, Puglia, Umbria e Veneto concedono l'esenzione del bollo auto per cinque anni dalla prima immatricolazione mentre altri la permettono per tre. Anche in questo caso si tratta di un terreno in continuo mutamento.

Seppur con molta lentezza, anche l'Italia sta guardando all'elettrico con maggiore interesse, anche se le utilities basate sui fossili continuano a rappresentare la maggiore fetta di mercato. Ma qualcosa sta mutando, come dimostrato dal caso della provincia di Bolzano: 4.000 euro per l'acquisto di un'auto elettrica nuova e 2.000 euro per fare propria una ibrida plug-in. Non solo, ma anche esenzione del bollo per 5 anni e riduzione al 22,5% dal sesto in poi. Il tutto mentre si attende una strategia a livello nazionale, da tempo annunciata e parzialmente definita, ma mai varata.

Bonus Benzina in Basilicata e altre regioni

Il Bonus benzina è stato introdotto dal Governo italiano e riconosce la partecipazione a quote del Fondo costituito con le royalties dall'estrazione di gas e petrolio alle Regioni nelle quali si trovano impianti di rigassificazione. I ministri Guidi e Padoan sono riusciti a sbloccare quei fondi che erano stati sospesi in seguito a un contenzioso amministrativo relativo al precedente decreto e che ora saranno nelle disponibilità dei cittadini residenti nelle regioni dove esiste un’attività estrattiva o di rigassificazione per l’appunto.

Nello specifico Veneto e Liguria dove sono presenti questi impianti e Basilicata dove, invece, viene sfruttata la riserva petrolifera più importante d’Italia. Un provvedimento che ha suscitato molte polemiche e che, praticamente in Basilicata è andato incontro anche a una sorta di oblio visto che è stato scoperto, in seguito ad alcuni controlli effettuati da Poste Italiane, che esiste ancora un notevole gruzzoletto, pari a circa sette milioni di euro, non speso e dunque ancora nelle disponibilità dei cittadini lucani. I soldi, fanno sapere dal Ministero, si possono ancora richiedere. Vediamo come.

La Basilicata insieme a Veneto e Liguria rientra nel novero delle regioni che possono usufruire delle royalties che le compagnie che estraggono benzina o gas mettono a disposizione nel fondo di produzione. In Basilicata, una ricerca effettuata da Poste, ha svelato che la cifra spalmata sulle 348.000 carte prepagate inviate ai lucani e destinata esclusivamente al rifornimento di carburante, non è stata spesa interamente.

Anzi sembra proprio che ci sia ancora un tesoretto di circa sette milioni di euro nelle disponibilità degli abitanti di questa regione. Non si tratta di soldi persi perché, per fortuna, si possono ancora spendere. Bisogna armarsi però di santa pazienza necessaria a ricercare la propria card e il relativo pin, recarsi alle Poste e verificare se la propria card abbia ancora una disponibilità economica. Il recupero del beneficio non speso dovrebbe essere possibile per tutto il 2018.

L’ammontare del bonus benzina dimenticato in Basilicata ammonta a quasi sette milioni di euro. Gli abitanti della regione che ospita il più grande giacimento petrolifero d’Italia, non sono riusciti, per un motivo o per un altro, a spendere tutto il bonus benzina ricevuto. Questo è quanto emerge dall’indagine di Poste Italiane che ha portato alla luce un dato clamoroso: circa la metà delle 348 mila card erogate ai patentati, maggiorenni e residenti che ne hanno fatto richiesta, contiene ancora una cifra, piccola o grande non importa, che può essere ancora spesa. Carte che quindi sono ancora valide visto che contengono soldi che si possono spendere per l’acquisto di carburante.

Il fondo costituito per le produzioni 2011 (terza erogazione) ha stanziato quasi ottanta milioni di euro; la maggior parte è per la Basilicata poi il Veneto e la Liguria. Solo per la Basilicata è stato previsto pure un riconoscimento di mancati accrediti bonus pari a quattro milioni e mezza di euro circa. Il Fondo per le produzioni 2012 (quarta erogazione) supera di poco i novantatré milioni di euro, di cui settantadue milioni verranno inviati alla Basilicat