Fca, il possibile modello che sostituirà la Punto a Melfi e ulteriori iniziative

Si moltiplicano le indiscrezioni sulla Punto e il piano per Melfi della Fca, all'interno della revisione delle sue strategie a 360 gradi che comprende tutti i marchi del Gruppo.

Fca, il possibile modello che sostituirà

Il nuovo piano industriale della Fca mostra un'azienda dinamica che punta a conquistare altre fette di mercato


Fca, si appresta a rendere pubblico il suo piano industriale che vedrà coinvolti parecchi brand importanti. dl Gruppo. Ma è una questione anche di occupazione per gli stabilimenti, soprattutto italiani, come quello di Melfi che dovrà sostituire la Punto, che in estate sicuramente andrà fuori produzione. E si moltplicano su più fronti le indiscrezioni

Fiat punto, il modello che la sostituirà

Perché poi è anche una questione di prodotti e non solo di organizzazione del lavoro. E così allo stabilimento di Melfi si interrogano su quale auto raccoglierà l'eredità dalla Fiat Punto, l'utilitaria per famiglie per eccellenza. L'interrogativo è inevitabile perché entro l'estate non verranno più prodotti i modelli di segmento B. Da qui la richiesta delle organizzazioni sindacali di maggiore chiarezza, anche perché la questione è strettamente legata ai dipendenti storici, ma anche ai nuovi assunti e agli interinali. A ogni modo, non potevano mancare le indiscrezioni sulla vettura che prenderà il posto della Punto al termine della sua produzione. Tra le opzioni ci sarebbe la realizzazione di un'auto sulla base della brasiliana Fiat Argo, mezzo ibrido a doppia alimentazione. Eppure, non si possono dimenticare le parole pronunciate al Salone dell'auto di Detroit da parte del numero uno di Fca, Sergio Marchionne, che non ha chiuso completamente le porte alla possibile proposizione di una nuova generazione di Fiat Punto. Ma anche in caso di accensione del semaforo verde, lo stabilimento sarebbe quello di Melfi?

Un intero piano e strategia a 360 gradi in preparazione

Mentre Sergio Marchionne chiuse l’operazione di fusione tra Fiat e Chrysler, c’era qualcuno che storceva il naso. Ma a distanza di qualche anno la straordinaria capacità visionaria del manager italiano è stata premiata dai risultati visto che quell’operazione ha permesso all’azienda automobilistica italiana di riprendere vigore ed evitare la scomparsa. Un destino che sarebbe stato ineluttabile analizzando l’evoluzione di un mercato che vede competere gruppi sempre più grandi. Il successo di Fca è conclamato dal piano industriale in preparazione e che mostrerà al mercato un’azienda dinamica e in piena forma che proverà a conquistare altre fette di mercato grazie ai suoi modelli che hanno fatto dell’innovazione la priorità assoluta. La Jeep, in questo processo sarà in prima fila.

Sembra passato un secolo dai tempi in cui la Fiat rischiava grosso. Un’azienda che appariva ormai decotta, incapace di mutare pelle e di adattarsi alle novità di un mercato che concedeva sempre meno ai piccoli gruppi industriali nazionali, residuato di quel capitalismo novecentesco inghiottito da una globalizzazione spietata che poi è quella che governa ancora l’economia globale. L’intuizione e la capacità manageriale di Sergio Marchionne impedì che quel destino si compisse ed oggi, grazie alla fusione con Chrysler Fca è una delle aziende più solide nel panorama internazionale.

Più solida e anche più dinamica come dimostrano le novità contenute nel piano industriale in preparazione. A partire, per esempio dal nuovo modello della Jeep Cherokee, sempre in prima fila nella stagione del riscatto o regionali come l’inedita interpretazione del robusto pick-up Ram 1500. Modelli destinati ad ampliare il raggio d’azione del più internazionale dei brand di Fca, che si affaccia nel 2018 puntando a vendere oltre due milioni di vetture.

Jeep in prima fila

Marchionne parlando a Detroit in occasione di uno dei saloni per l’auto più importanti del mondo ha sottolineato che il successo di Jeep, sempre in prima fila nella strategia di rilancio dell’azienda italiana diventata una multinazionale, è uno dei principali fautori dell’indipendenza di Fca da legami con altri gruppi automobilistici e che l’azzeramento del debito è a portata di mano ma, soprattutto, ha aggiunto il capitolo riguardante Ferrari che, nel 2020 darà alla luce il suo primo Suv.

Le altre case automobilistiche

Ma quali sono le strategie delle altre case automobilistiche? La Opel basa su quattro pilastri, semplificazione, elettrificazione e aumento delle sinergie, il proprio futuro sperando di tirarsi fuori da una situazione molto complessa. La casa tedesca rischiava, infatti, di essere messa fuori mercato dal mancato rispetto delle normative sulla CO2. Ecco perché il piano industriale prevede l’ingresso sul mercato di quattro modelli elettrificati entro il 2020 e, entro il 2024, questa operazione verrà applicata a tutta la gamma venduta in Europa.

Volkswagen, che ha dovuto affrontare un disastro epocale come il dieselgate, intende uscire dalla palude e punta a crescere sempre di più. La svolta di Volkswagen si comporrà di 3 punti principali: auto elettriche, servizi di mobilità e sviluppo nei mercati chiave, ovvero Cina e Stati Uniti. Il gruppo Renault ha presentato “Alliance 2022”, piano industriale che avrà una durata di sei anni. Uno dei target principali è quello di arrivare a superare i quattordici milioni di veicoli venduti ogni anno, generando, nello stesso arco temporale ricavi di 240 miliardi all’anno. L’altro obiettivo è quello di raddoppiare di risparmi in termini di sinergie tra i marchi, arrivando a 10 miliardi di euro.







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di Luigi Mannini pubblicato il